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Piscina o cara! a Bologna si sguazza…

Nell’ultimo anno e mezzo la quantità di pioggia caduta è stata di poco superiore alla metà di quella attesa, a questo si deve aggiungere che l’inverno scorso è stato molto mite e secco, con pochissime nevicate, per cui il Po e i fiumi regionali sono entrati in secca molto presto durante la primavera, secca che ora sta diventando eccezionale. Inoltre va ricordato che il bimestre maggio-giugno è stato tra i più caldi mai registrati, e luglio è sugli stessi livelli1. Questi eventi hanno portato alla crisi idrica che stiamo vivendo, una delle più gravi di sempre con un pericoloso deficit idrico. E hanno portato anche alla dichiarazione dello stato di emergenza per la regione Emilia-Romagna da parte del Governo (insieme a Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto), nella quale si stanziano anche primi fondi per affrontare i problemi connessi.

Nella provincia di Bologna secondo le valutazioni sistemiche allegate al PSC di Bologna2, gli approvvigionamenti idropotabili da falda ammontano a 100 milioni di m3 all’anno, mentre quelli da acque superficiali ammontano a 180 milioni all’anno. Complessivamente, il ricorso alle acque di falda è pari circa al 36%. Come nel resto del territorio regionale, gli usi più idroesigenti sono quelli agricoli (52%), seguiti da quelli civili (38%), mentre gli usi industriali sono più contenuti (10/11%).

In questo quadro veramente preoccupante, dove i problemi da affrontare sono enormi, e dove cominciano ad esserci reali difficoltà di reperimento delle risorse idriche, può sembrare marginale occuparsi delle piscine, private e pubbliche, ma lo è solo in parte. Infatti occorre considerare l’acqua come un bene il cui dosaggio deve avere un’esatta scala di priorità. Semplificando la prima dose è per la sopravvivenza, la seconda per lavare cuocere i cibi, la terza per lavarsi, la quarta per la pulizia e l’igiene della casa, la quinta per irrigare le piante, la sesta per lavare l’auto, e la settima in fondo è la piscina…..occorre rapportare questo al fabbisogno mondiale ed anche a questo punto locale e trarne le conseguenze…..

Un’indagine su foto aeree (Google), ha messo in luce come nella città metropolitana di Bologna (55 comuni), ci siano almeno (nel senso che probabilmente sono di più di quelle censite), 3.701 piscine.

Nella tabella seguente si riportano i dati comune per comune (superficie, numero piscine, % comunale sul totale provinciale e numero impianti per kmq):

Città metropolitana di Bologna.

COMUNESup.kmqn.piscine% su tot.piscine/kmq
Castel del Rio52,5650,140,10
Borgo Tossignano29,2780,220,27
Fontanelice36,680,220,22
Lizzano in Belvedere85,45110,300,13
Castel di Casio47,6150,410,32
Casalecchio di Reno45,4180,490,40
Camugnano47,5190,510,40
Anzola dell’Emilia96,2200,540,21
Castel d’Aiano17210,571,24
Grizzana Morandi37,2210,570,56
Alto Reno Terme29,3210,570,72
Castiglione dei Pepoli65,8220,590,33
Loiano52,41230,620,44
Monghidoro77,3230,620,30
Casalfiumanese36,3240,650,66
Galliera81250,680,31
Argelato73,9270,730,37
Mordano15,94280,761,76
Castel Guelfo di Bologna35,1300,810,85
San Benedetto Val di Sambro67,2300,810,45
Gaggio Montano21,2330,891,56
Pieve di Cento58,1371,000,64
Vergato51,11411,110,80
Castenaso42,6451,221,06
Monterenzio54451,220,83
Ozzano dell’Emilia59,54461,240,77
Dozza65,95481,300,73
Calderara di Reno102,8511,380,50
Bentivoglio40,75561,511,37
Sala Bolognese34601,621,76
Castel Maggiore24,23631,702,60
Minerbio74631,700,85
San Giorgio di Piano30,9631,702,04
Castello d’Argile65,86661,781,00
Malalbergo35,73661,781,85
Monzuno45,64661,781,45
Crevalcore107711,920,66
Sant’Agata Bolognese30711,922,37
Baricella65742,001,14
Pianoro34,37752,032,18
Marzabotto105762,050,72
Zola Predosa29,1762,052,61
San Lazzaro di Savena45,48852,301,87
San Pietro in Casale44872,351,98
Granarolo dell’Emilia37,75932,512,46
Medicina159,11213,270,76
Molinella127,81243,350,97
Budrio96,451273,431,32
Monte San Pietro74,651423,841,90
Sasso Marconi120,21443,891,20
Imola148,41624,381,09
Castel San Pietro Terme2051754,730,85
San Giovanni in Persiceto114,41925,191,68
Bologna178,132637,111,48
Valsamoggia140,92957,972,09

3.698,173.701100,001,00

10 comuni superano le 100 piscine.

Le piscine residenziali sono strutture atte al contenimento di acqua, pensate per lo svago e il divertimento. Possono essere di vari tipologie: interrate, fuori terra; come materiali in pannelli d’acciaio o in lamiera , in casseri di polistirolo, in cemento armato, in vetroresina monoblocco e altro. Una delle tipologie più frequenti è la piscina fuori terra di forma poligonale. Le dimensioni della superficie vanno dai 5 m2 agli oltre 1.000 m2 di certi impianti

Il loro costo può variare dai 1.000 ai 100.000 e passa euro. Occorre sempre pensare ad un impianto di depurazione dell’acqua. In genere viene usato il Cloro.

Non disponendo ancora di dati dimensionali precisi, se facciamo l’ipotesi di una media di 25 mq di superficie a piscina e di una profondità media di 1,5 metri ad impianto, abbiamo la seguente ipotesi di utilizzo della risorsa idrica (nei manuali viene sempre consigliata l’acqua da acquedotto ‘perché costa meno’):

Quantità di acqua stimate per l’uso degli impianti.

COMUNEArea piscine. mqVol.m3litri
Castel del Rio125188192.000
Borgo Tossignano200300307.200
Fontanelice200300307.200
Lizzano in Belvedere275413422.400
Castel di Casio375563576.000
Casalecchio di Reno450675691.200
Camugnano475713729.600
Anzola dell’Emilia500750768.000
Castel d’Aiano525788806.400
Grizzana Morandi525788806.400
Alto Reno Terme525788806.400
Castiglione dei Pepoli550825844.800
Loiano575863883.200
Monghidoro575863883.200
Casalfiumanese600900921.600
Galliera625938960.000
Argelato6751.0131.036.800
Mordano7001.0501.075.200
Castel Guelfo di Bologna7501.1251.152.000
San Benedetto Val di Sambro7501.1251.152.000
Gaggio Montano8251.2381.267.200
Pieve di Cento9251.3881.420.800
Vergato1.0251.5381.574.400
Castenaso1.1251.6881.728.000
Monterenzio1.1251.6881.728.000
Ozzano dell’Emilia1.1501.7251.766.400
Dozza1.2001.8001.843.200
Calderara di Reno1.2751.9131.958.400
Bentivoglio1.4002.1002.150.400
Sala Bolognese1.5002.2502.304.000
Castel Maggiore1.5752.3632.419.200
Minerbio1.5752.3632.419.200
San Giorgio di Piano1.5752.3632.419.200
Castello d’Argile1.6502.4752.534.400
Malalbergo1.6502.4752.534.400
Monzuno1.6502.4752.534.400
Crevalcore1.7752.6632.726.400
Sant’Agata Bolognese1.7752.6632.726.400
Baricella1.8502.7752.841.600
Pianoro1.8752.8132.880.000
Marzabotto1.9002.8502.918.400
Zola Predosa1.9002.8502.918.400
San Lazzaro di Savena2.1253.1883.264.000
San Pietro in Casale2.1753.2633.340.800
Granarolo dell’Emilia2.3253.4883.571.200
Medicina3.0254.5384.646.400
Molinella3.1004.6504.761.600
Budrio3.1754.7634.876.800
Monte San Pietro3.5505.3255.452.800
Sasso Marconi3.6005.4005.529.600
Imola4.0506.0756.220.800
Castel San Pietro Terme4.3756.5636.720.000
San Giovanni in Persiceto4.8007.2007.372.800
Bologna6.5759.86310.099.200
Valsamoggia7.37511.06311.328.000

92.525138.788142.118.400

In genere, ma non sempre (o comunque in modo non controllabile), l’acqua viene cambiata con una cadenza bi o triennale.

Ubicazione piscine. Si può notare una certa concentrazione di impianti sulla prima fascia collinare (oltre 500 impianti).

Chi decide se una piscina installata è o no un bene di lusso è l’Agenzia dell’Entrate, che definisce come parametro da prendere in considerazione la misura della superficie dell’impianto, che per esserlo deve superare gli 80 mq. La piscina va comunque accatastata (nella categoria C4 fabbricati e locali per esercizi sportivi senza fine di lucro).

Oltre alla piscina, devono essere presenti in contemporanea altre quattro caratteristiche raccolte nel DM 1072/1969, (Art. 4. Le abitazioni unifamiliari dotate di piscina di almeno 80 m2. Di superficie o campi da tennis con sottofondo drenato di superficie non inferiore a 650 m2.), per esempio:

una superficie abitabile superiore a 160 m2;

la superficie di terrazzi e balconi oltre i 65 m2;

presenza di materiali di valore su pareti, soffitti o pavimenti.

Se non ci sono le caratteristiche soprariportate non si è soggetti al pagamento di tasse particolari anche se la tipologia è di lusso (A1).

In conclusione formuliamo un auspicio perché vengano riconsiderate norme e fiscalità di un settore che se pur di nicchia, consuma una quantità di un bene sempre più limitato per il quale è necessario contemplare una scala ben diversa di priorità. Qualunque provvedimento di emergenza non può non contemplare un drastico ridimensionamento dell’uso dell’acqua a fini ricreativi privati. Non si tratta di incolpare i detentori di piscine private, bensì di cominciare a pensare seriamente a una riforma delle priorità che comporti anche politiche fiscali più coerentemente rivolte a ridurre il consumo di un bene primario sempre più costoso.

1 Siccità, temperature bollenti e crisi idrica: “Siamo un hot spot del cambiamento climatico”, intervista al climatologo Stefano Materia, ‘Bolognatoday’ 9 luglio 2022.

https://www.bolognatoday.it/cronaca/siccita-bologna-intervista-climatologo.html?fbclid=IwAR1qZGKOA9NUQsQSTFLxBEW_ArasNZlrnuNoC0zesOhdTPFcyJvYeX2J77s

2 http://www.comune.bologna.it/psc/valutazioni/2504/2485/

*Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Sergio Caserta

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