Bologna, Stadio-Prati di Caprara: quanto si dovrà attendere per l'incontro propedeutico all'istruttoria pubblica?

3 Settembre 2018 /

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di Silvia R. Lolli
Dal 31 agosto sulla vicenda Stadio-Prati di Caprara abbiamo due novità: l’approvazione dell’iter istituzionale dell’istruttoria pubblica chiesta dai cittadini e il discorso del sindaco Merola alla festa dell’Unità. Procediamo in ordine di tempo. La Prima Commissione Consiliare – Affari generali ed istituzionali, indetta per venerdì 31 agosto alle ore 9,30, ha per oggetto:

“Avvio dell’iter istruttorio volto a fornire al Consiglio Comunale utili elementi di valutazione per la decisione in ordine all’indizione dell’istruttoria pubblica in merito alle previsioni attinenti la pianificazione urbanistica del Comune di Bologna con particolare riferimento all’area territoriale che si estende dallo Stadio Comunale fino ai Prati di Caprara (P.O.C. relativo alla zona Prati di Caprara – Est e Ovest – e le attuali previsioni urbanistiche per l’area del CIERRBI in Via Marzabotto n.24) – ai sensi dell’art. 12 dello Statuto del Comune di Bologna”.

Dopo appena 35 minuti ha concluso i lavori, con la constatazione del dirigente per gli affari generali del Comune di Bologna della validità di 2519 firme (su 2.523, di cui solo poco più di 300 non residenti nel Comune di Bologna, ma qui per ragioni di studio o di lavoro – il che non ha obbligato gli uffici ad accertare presso gli altri Comuni l’identità dei firmatari non residenti!) e quindi con l’approvazione della procedura d’istruttoria, come da Regolamento Comunale.

Entro il 17 settembre 2018 quindi il consiglio comunale sarà chiamato a decidere se accogliere e poi deliberare individuando la data di istruttoria; le firme sono state raccolte nella metà dei tempi previsti proprio per velocizzare la procedura. In caso di accoglimento (ci è sembrato che la decisione sarà positiva) la data scelta sarà importante, perché poter contare su un’istruttoria non vuol dire certamente avere certezze di cambiamenti politici reali in termini urbanistici.
La presidente di commissione, la leghista Mirka Cocconcelli, ci ha ricordato che l’incontro della commissione è soltanto propedeutico e parte dell’iter amministrativo per arrivare all’istruttoria pubblica e che qualora il consiglio l’approvi chi vorrà intervenire dovrà prevedere anche di essere occupato in tale istruttoria per un intero giorno: “chi vorrà partecipare dovrà farlo a tempo debito, non fuori dalla tempistica…”, ha spiegato ricordando l’istruttoria pubblica sull’amianto.
Non vorremmo si aspettassero gli ultimi giorni utili visto che entro il 15 settembre il Bologna FC dovrebbe presentare il progetto di rigenerazione dello Stadio e che sempre a metà settembre dovrebbe partire il laboratorio partecipato dei cittadini svolto dall’Urban Center. Gli interventi, oltre a quello della presidente della prima commissione, sono stati pochi; tra essi ha preso la parola l’assessore all’urbanistica Orioli; ha precisato, in risposta al consigliere Lisei (Forza Italia), che sul sito del Comune ci sono già tutte le informazioni circa la scelta urbanistica dell’area dei Prati (e intendeva certamente il POC). Ha però, sia nel primo sia nel secondo intervento, spiegato: “… senza entrare nel merito dell’istruttoria che è uno strumento importante di partecipazione, … non si sovrapponga il nostro laboratorio a quello indetto e concluso dai cittadini…” (si riferiva ovviamente a ParteciPrati)….”sono due diversi momenti… non sono simultanei, ma dovranno essere in relazione fra loro…”.
La presidente di commissione ha anche ricordato la raccolta delle firme sui Prati di Caprara per “i luoghi del cuore”, promossa dal FAI; ha poi invitato più volte i consiglieri e l’avvocato del Comune ad intervenire ed “in zona Cesarini” è stata data la parola alla consigliera Emily Clancy di Coalizione Civica che, unica tra i presenti, ha voluto ringraziare i cittadini che hanno dimostrato di saper raccogliere consensi più degli eletti, visto che anche il suo partito aveva provato a fare la stessa operazione, non riuscendo però nell’intento.
Quest’ultima annotazione ci ha fatto piacere, perché al di là degli encomi ricevuti con gli altri interventi quando si è messa in luce l’importanza della partecipazione e dello strumento dell’istruttoria, nessuna ha ringraziato esplicitamente, il che rende evidente il fastidio che questa rapida raccolta di firme può aver dato a qualche ganglio della politica. Speriamo però che il consiglio comunale approvi in tempi più celeri della scadenza del 17 settembre e non solo per le ragioni dette sopra.
Il secondo momento si è svolto la sera alla festa provinciale dell’Unità alla Fiera quando il sindaco, come si legge dai giornali ha cambiato opinione sull’edificazione di un outlet nella parte ovest dei prati di Caprara. Al di là della soddisfazione iniziale per una simile prospettiva, ci chiediamo: quali altre aree saranno sacrificate per dar spazio in città all’outlet? Intanto qui sembra che gli appartamenti anche se “case popolari”, cioè il POC, resistano ed anche la svendita dello stadio (99 anni durerà la convenzione con la società!) a fronte di una semplice ristrutturazione. L’affermazione per la ristrutturazione se servono 70 milioni il Comune ne metterà 30 o 25 se costa meno e Saputo 40.
Continuiamo a chiederci se per la ristrutturazione dello Stadio siano necessari 70 milioni, ci sembrano tanti soprattutto senza sapere se il progetto (del quale non si sa più nulla) sia comprensivo di altre opere, soprattutto di abbattimenti, dalla pista di atletica dello stadio passando almeno alle palestre e spazi per uffici che il Dall’Ara ha ospitato in quasi cent’anni di vita (la costruzione fu finita per ospitare la prima partita nel 1927).
Non sappiamo poi se le notizie apparse all’inizio di agosto che ci spiegavano imminenti le nuove perizie (sui soli documenti o anche sui detriti?) della strage alla stazione di Bologna del 1980 siano state un’altra causa del cambiamento. Se fossero i detriti, che però dopo quasi 40 anni saranno poco probanti, ricordiamo che sono immagazzinati presso i locali ancora militari dei Prati Ovest; quindi i tempi per la costruzione dell’outlet, che dai giornali sembrerebbero imminenti, dovranno essere più lunghi.
Comunque due cose saranno da verificare in questo iter amministrativo-politico per l’istruttoria che speriamo possa proseguire dopo le nuove affermazioni di Merola che parla ancora di un grande bosco come i giardini Margherita, ma già mancante di 2 ettari disboscati per la scuola primaria e dei futuri per dar spazio a case popolari. Sarebbe un cambio di rotta notevole vista la deriva liberista del Partito Democratico degli ultimi anni. Quindi il POC rimarrà tale e quale? Ci interroghiamo cioè, dopo aver seguito i lavori di ParteciPrati, sulla possibilità di avere ancora un bosco qualora si continuino a progettare costruzioni.
Intanto prendiamo atto di questi ripensamenti e, ricordando ciò che ha detto la presidente di commissione, ci auguriamo che dopo l’approvazione, la data dell’istruttoria sia decisa per un giorno festivo, in modo che tutti i cittadini del comitato, che lavorano, possano tranquillamente essere presenti per tutta la giornata.
Vorremmo poi capire come verranno messi “in relazione i due laboratori”; come potranno stare assieme i “due differenti momenti” e “la relazione fra i laboratori”? Normalmente è difficile poter comparare due elementi che partono da basi tanto diverse e non per la scientificità del processo, ma per i contenuti che vi si discuteranno.
La discussione avvenuta con il presidente del quartiere Porto Saragozza al termine della commissione ha aumentato le nostre primarie perplessità; per esempio quando ha sostenuto che ParteciPrati è stato pilotato fin dall’inizio e non si pensa sia stato sufficientemente scientifico. Non ha tenuto conto della legge regionale sulla partecipazione (!?).
Siamo stupite di tale affermazione, perché crediamo che i cittadini abbiano dimostrato la capacità e l’obiettività di portare avanti un laboratorio che era aperto a tutti (anche a chi si poteva dichiarare contrario con il primo manifesto del comitato); sarà lo stesso anche per quello che si farà all’Urban Center. La differenza potrà essere sugli elementi di base; ParteciPrati non aveva vincoli iniziali di contenuto; non siamo altrettanto sicure sia così quello dell’Urban Center, alla stregua di tanti altri laboratori ai quali abbiamo assistito in modo critico.
Infatti l’Open Space Technology dovrebbe avere un vincolo iniziale: quello di non presentare cornici, cioè vincoli di sorta, ma di strutturarsi sulla base di ciò che al primo incontro dicono i partecipanti. Il POC attuale, del quale il comitato ha chiesto più volte la revisione, sarà invece certamente il vincolo del laboratorio promosso attualmente dal Comune.
Dunque la domanda che poniamo all’Assessore Orioli è: come potremmo parlare di due laboratori “in relazione” se si parte da due basi così diverse? Magari avvalersi dei risultati di Parteciprati e da lì partire per programmare potrebbe anche far risparmiare danari pubblici. I momenti quindi diventerebbero funzionali e successivi, come era l’intendimento di tanti cittadini, cioè non sarebbero due momenti diversi.

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