La stagione di ERT e il Premio Scenario

di Silvia Napoli /
24 Agosto 2026 /

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La stagione procede rovente snocciolando una gran copia di festival, come è d’uopo.  

Bisognerebbe essere dotati del dono dell’ubiquità per riuscire ad essere un po’ ovunque in Italia ed all’estero. Ma non sarebbe bastante neppure questo, perché incalzano già nuove programmazioni e noi sempre sul pezzo, siamo qui per riferirvene.  

Ert, fondazione dei teatri pubblici di Emilia Romagna, sta peraltro svolgendo con passione e ostinazione questo suo ruolo comunitario prendendo posizione civile ed infatti salutiamo lo staff prima delle meritatissime ferie, alla presentazione di una installazione esterna ad Arena, situata proprio sotto il portico di indipendenza, che riproduce 85 gerbere bianche tante quante furono le vittime della strage del due agosto.  Un lavoro particolarmente interessante perché dovuto allo spirito creativo del reparto scenotecnico di Ert, così come il manifesto commemorativo, che riprende il tema del fiore e del conteggio delle vittime è opera di una giovane allieva dell’Accademia di Belle Arti.  Insomma il teatro non è una bolla o uno spazio di intrattenimento residuale, ma il luogo dove la polis si ritrova e riconosce, dove le cittadinanze si sentono rappresentate.  

Naturalmente per mettersi in moto la macchina di Ert ha bisogno di tempo ed energia e dunque la conferenza stampa di presentazione è avvenuta assai per tempo e coinvolgendo diverse realtà politico amministrative. Sicuro che si avrà una conferenza stampa poi più ravvicinata al periodo su Arena. Qui si è trattato di un doppio evento: da un lato una presentazione generale su 5 sedi diverse regionali, sottolineando che la sede ufficiale di ERT è Modena. Dall’altro lato si festeggiava anche l’inaugurazione della sala grande delle Passioni e quindi il clima e stato giustamente disteso e festoso.  

Sarebbe facile dire che si è trattato di una conferenza monstre…data la pompa delle grandi occasioni e la ricchezza dei numeri portati.  

Per orientarsi in quello che è davvero un mare magnum, occorre riferirsi alle parole delle due direttore di Ert, la direttora generale Natalia Di Iorio e la direttrice artistica, sicuramente curatrice renderebbe meglio l’idea di una attitudine, Elena Di Gioia. 

La prima ci sottolinea una serie di investimenti strutturali, in spazi ed organici per favorire o implementare una fruizione più adatta ai tempi e ai mutamenti, si potrebbe dire, l’altra ci ricorda che da Umberto Eco si è mutuata l’espressione opera Aperta per descrivere e riassumere una intera stagione.  

Molto riassumendo gli approcci e i focus o le linee di indirizzo intellettuale sono tre: il tragico antico, la scrittura contemporanea, il teatro del reale. 130 sono i titoli complessivamente. lo sguardo di autorialità femminile sarà importante così come il sostegno a maestri, maestre, della scena e a classici inquieti purché aprano al nuovo che viene. Un teatro nazionale, chiosa Digioia, non sta lì per confermare ciò che sappiamo ma per allargare ciò che possiamo immaginare.  

Semplicemente incantevole nel materiale fornito ai giornalisti la scheda che il grande artista Stefano Ricci ha composto intorno ai disegni da lui creati come diversi claims alla stagione. Disegni che nascono da figure- suggestioni che guardano lontano nel tempo e nello spazio dall’Etruria al Medio Oriente. Un tuffo in un mondo interiore complesso e sfaccettato.  Scorrendo ancora, si vede che sulla danza è stato lanciato un grande affondo, con oltre trenta titoli, decentrati non solo tra le varie sedi Ert ma in vari spazi della città particolarmente iconici e che plasticamente qui nuovissime suggestioni si intrecciano a grandi maestri del passato recente. Basterebbe pensare all’interno di un cartellone di settore che è già una matrioska a Istantedanza, proposte sparse come flash che mettono insieme affinità elettive tra artisti tutte rivelazioni o rivelati alla ricerca come principio fondativo continuo. Sto pensando per esempio a Replica, con Abbondanza- Bertoni e Panzetti Ticconi. O ancora Catalogo, che vede insieme: Marta Ciappina, Silvia Gribaudi, Francesca Pennini, Collettivo Cinetico, Sotterraneo, Emio Greco, Pieter Scholte- Marco d’Agostin.  Infinita. con l’accentazione sulla prima i è non per caso il titolo dell’intera programmazione.  

Tornando al resto, tanto per continuare a dare numeri, dobbiamo vedere che ci sono 18 prime assolute, 5 prime nazionali e 5 anteprime. 28 tra nuove produzioni e coproduzioni, 13 riprese. (9 ospitalità con 12 spettacoli internazionali.  

Procedendo con ordine e gradualità, l’inaugurazione Ert vede 4 nuove produzioni. A Modena, al Teatro Storchi, le Baccanti di Theodoros Terzopoulos, viaggio a Hong Kong di Pascale Rambert con Sandro Lombardi, mentre Deflorian che prosegue il suo viaggio nei testi di Han Kang, ci propone Che dolore terribile è l’amore, Al Bonci di Cesena, Gone di Kepler 452.  

Dopodiché si potrebbe osservare che se vi viene in mente qualche beniamino delle scene che avete particolarmente a cuore, quasi sicuramente ci sarà, perché, giusto per tornare alla danza avremo addirittura Carlson tanto per ribadire caratura internazionale.  

Il cartellone è molto attento a non farsi sfuggire ritorni come quello di Romeo Castellucci, per esempio, ma anche giostrando tra le sedi, a sopperire al grande tema tutto italiano della produzione forte e della distribuzione debole riprendendo spettacoli della scorsa stagione meritevoli di essere ripresi anche perché ogni volta le date sono poche, i posti disponibili con tanti abbonamenti si saturano subito. così tornerà Fettarappa con Orgasmo, per esempio o D’agostin riprenderà anche Best regards. Come pure potremo rivedere Taci, anzi parla, diario di una femminista dagli scritti di Carla Lonzi o ancora Randisi vetrano con grazie della squisita prova insieme a Nicola Borghesi. O ancora il fortunato Cinema Cielo di Danio Manfredini, in qualche modo artista residente. Interessante alquanto la sezione programmatica che potremmo definire letteraria e che vede invece una nuova proposta da Vitaliano Trevisan, per Maria Paiato, ovvero il riallestimento del Delirio del particolare. Alle Passioni che tornano quindi con slancio al centro del cartellone complessivo questo John e Joe da Agota Kristof, fresco di debutto a Mittelfest. Non si può tralasciare di riferirsi anche ad Arte e Salute, che per la regia del maestro Garella, propone un così è se vi pare impreziosito dalla presenza di Vito. L’aspetto favolistico, che rende il teatro cosa per tutte le età è sottolineato dalla prima assoluta di Sherazade di Fanny e Alexander che vede in scena Chiara Lagani e dalla riproposizione, per l’appunto del grande successo dello scorso anno Il Principe Mezzanotte.  Insomma, possiamo senza tema di smentita affermare che la sintesi di cartellone è probabilmente l’apice cui oggi si possa arrivare per la conciliazione del concetto di teatro pubblico, quindi al servizio delle comunità e la caratura nazionale che significa la rappresentazione, la valorizzazione del meglio nostrano, ma anche l’apertura all’internazionalità.  Premio Scenario quest’anno è dedicato nella sua nona edizione all’infanzia e adolescenza che vengono distinte tra loro. Il fatto che sia una edizione anticipata fa sì che si configuri come una sorta di festa mobile per grandi e piccini e far respirare ancora uno spirito vacanziero a chi è appena tornato in città.  

Si inaugura infatti il 28 di agosto che è un venerdì tra brindisi e burattini in orario aperitivo per chiudere poi la serata in bellezza con Emma Dante e il suo Canto della Sirena nel giardino del Cavaticcio.  

Sabato 29, saranno ben tre gli spettacoli offerti al pubblico, ma si entra anche nel vivo delle mattinate e pomeriggi di selezione, attivandosi sia la giuria che via via il piccolo osservatorio di critici in Erba condotto da Beatrice Baruffini, l’osservatorio critico condotto da Fabio Acca riservato agli studenti universitari in particolare del Dams e il Tavolo critico o Cantiere di lavoro condotto da Stefano Casi. Baladam b side, la compagnia in qualche modo veterana delle più recenti edizioni di Scenario sia in versione adulti che infanzia, poiché, il suo fondatore Tony sarà presidente di giuria, oltre a presentare da guest star il suo lavoro Shamanika, avrà poi lunedì 31, l’accollo dei 15 minuti di talks che precederanno le premiazioni e la visione per tutto il pubblico dei corti risultati vincenti. Naturalmente il titolo si annuncia già come paradossale e polemico: contro l’infanzia.  Una festa, dunque, di rientro in città, ma dobbiamo dirci anche una occasione da non prendere sottogamba rispetto a temi, tendenze, pedagogie. Il teatro per l’infanzia e adolescenza così legato anche alle scuole è una fetta importante di mercato e da sempre una palestra per giovani promettenti artisti. Perciò stay tuned come sempre.  

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