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Contestata la proiezione del film antiabortista

Mujeres Libres: “Non possiamo permettere che venga proiettato nel silenzio. Abbiamo risposto con le nostre rivendicazioni, con le testimonianze delle nostre esperienze di ivg e riappropriazione dei nostri corpi”. Martedì 28 corteo per il diritto alla scelta.

Ieri sera “ci siamo trovate in tante davanti al cinema Fossolo per presidiare contro la proiezione del film Unplanned. La storia vera di Abby Johnson, prodotto dalla Dominus Production”. Lo scrivono le Mujeres Libres in un comunicato, tornando a ribadire che “il film diffonde falsi miti sull’aborto che la comunità scientifica ha più volte smentito, affermando che la pratica rappresenti un omicidio nei confronti di bambini e inscenando immagini che mirano ad esercitare pressioni psicologiche sull* spettator*. Il film reitera il processo di colpevolizzazione nei confronti delle donne che decidono di abortire, perpetrando una cultura pratriarcale che ingabbia le donne nei ruoli di incubatrici e madri. Le informazioni che vengono riportate sia nel film che nella scheda tecnica stilata evidenziano chiaramente come, attraverso la manipolazione dei dati, vi sia il tentativo mistificatore di addurre motivazioni pseudo-scientifiche per condannare l’aborto come pratica. Viene affermato che l’aborto è la maggior causa di morte nelle donne, tuttavia quello che viene omesso è che la reale causa non è la pratica in sè, ma l’aborto non sicuro. Le donne sono vittime di un sistema legislativo che non permette l’accesso a cure mediche di base e/o che non pevede il diritto di scelta ad abortire”.

“Non possiamo permettere che questo film venga proiettato nel silenzio”, proseguono le transfemministe: “Abbiamo risposto con le nostre rivendicazioni, con le testimonianze delle nostre esperienze di aborto e riappropriazione dei nostri corpi. Abbiamo portato i reali dati che evidenziano e sottolineano come ci troviamo ancora una volta davanti a uno Stato, a un sistema legislativo e medico che ostracizza ed impedisce la libertà di scelta delle donne e delle persone gestanti, un sistema fascista e patriarcale che pretende ancora di decidere sulle nostre vite! Ancora una volta abbiamo ricordato che la possibilità di interrompere una gravidanza è stata riconosciuta 43 anni fa dalla legge 194 ed è dal 1978 che le donne lottano perchè il diritto all’aborto venga riconosciuto pienamente. Abbiamo denunciato l’odioso fenomeno dell’obiezione di coscienza, che fa sì che personale sanitario pubblico possa decidere di non svolgere parte del proprio lavoro, rifiutandosi di prestare un servizio medico essenziale ed urgente. È scandaloso che venga proiettato un docu-film chiaramente antifemminista con la tacita approvazione delle istituzioni cittadine che nuovamente riconfermano di supportare le ideologie catto-fasciste degli antiscelta! Non è la prima volta che ci ritroviamo con gruppi ProVita all’interno delle istituzioni o nella quotidianità, come l’associazione Papa Giovanni XXIII- una delle numerose associaizoni che compongono il movimento antiscelta- che mandava dei loro adepti a pregare davanti l’ingresso di ginecologia del Sant’Orsola nei giorni in cui veniva praticata l’ivg. I gruppi antiscelta Nel portare avanti la loro battaglia non si fanno scrupoli a diffondere false informazioni: sul loro sito internet affermano che ‘le pillole del giorno dopo e dei 5 giorni dopo […] hanno un effetto abortivo’ e che la pillola abortiva RU486 ‘ha forti controindicazioni per la salute fisica e psichica della donna’. Dopo anni di ricerche, confronti con ginecologhe e tantissimi supporti nel percorso all ivg possiamo affermare che sono falsità”.

“Pretendiamo – si legge in conclusione – che ad ogni donna sia garantito l’accesso ad un’adeguata informazione sanitaria in materia di aborto, salute sessuale e riproduttiva, un’informazione che sia scientificamente fondata e libera da convinzioni religiose. Vogliamo educazione sessuale nelle scuole e contraccezione gratuita! Come Mujeres Libres, portiamo avanti da anni le lotte sul diritto all’ivg e contro l’obiezione di coscienza. Questo mese abbiamo creato una serie di iniziative in vista del 28 Settembre- giornata internazionale dell’aborto sicuro. Già il 14 settembre abbiamo lanciato le giornate con un’iniziativa incentrata sulla presentazione della mappatura degli obiettori di coscienza all’interno della regione Emilia-Romagna. Successivamente organizzeremo altri eventi verso la mobilitazione del 28 Settemebre, data in cui si terrà un corteo organizzato con altre realtà transfemministe per portare nuovamente i nostri contenuti per le strade di Bologna e rivendicare il nostro diritto di scelta! Invitiamo tuttx ad aderire al mailbombing che trovate sulle nostre pagine per chiedere l’annullamento di tutte le proiezioni di Unplanned a Bologna e altrove, in vista del 28 settembre!”.

Questo articolo è stato pubblicato su Zic il 16 settembre 2021

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