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Bologna, Sfera e le farmacie comunali a Budrio: tutto riporta a Hera

Chimica farmaceutica
Chimica farmaceutica
di Massimo Corsini
Sfera Sfera che poi s’avvera. Così potrebbero cantare le opposizioni di Budrio in attesa del consiglio comunale di mercoledì 30 settembre 2015 in cui si voterà definitivamente la decisione di affidare a Sfera la gestione della farmacia comunale. Sfera è una società che fa parte del gruppo Con.Ami, a sua volta azionista Hera, e che si occupa di raccogliere in giro le farmacie bisognose di cure (al momento Faenza, Medicina, Lugo, Budrio e Castel San Pietro), la farmacia delle farmacie diciamo.
Qual è il punto della storia? A parte l’eccessiva partecipazione delle partecipate, eterne protagoniste, per cui proprio in un frangente politico in cui si parla di diminuirle drasticamente, in casi come questo meraviglia il protagonismo di partecipate addirittura specializzate, il punto è che l’amministrazione budriese sembra aver fatto i conti senza l’oste pur di farli a modo suo.
Tutto è cominciato con la liquidazione (necessaria per far quadrare il bilancio) della Step, la società patrimoniale del comune (ennesima partecipata), che gestiva appunto la farmacia. Si poneva quindi il problema di una nuova gestione. Per questo l’amministrazione ha convocato un primo consiglio per decidere sul da farsi. In realtà, già un paio di mesi prima, sul sito del comune di Lugo di Romagna, veniva pubblicato un piano finanziario di cui faceva già parte la farmacia di Budrio.

A questo punto l’opposizione budriese ha pubblicato un volantino nel quale si denunciava la presa in giro, ovvero il fatto che l’amministrazione fingesse di chiedere pareri quando, in realtà, le decisioni erano già state prese, e lo distribuisce proprio fuori dal comune durante il successivo consiglio, disertandolo per protesta, in cui la decisione doveva essere palesata. Il sindaco infine, Giulio Pierini, ha minacciando una querela che alla fine sembra non sia mai arrivata. E questo è il primo atto.
Nel secondo le cose si complicano un po’. Poiché si rende necessaria un perizia per quantificare il valore da corrispondere al comune di Budrio per la gestione della farmacia, viene fatto un bando per nominare un perito. Al bando partecipa, strano, un unico professionista. Le opposizioni verranno poi a sapere che il personaggio in questione aveva già prestato servizio in un altro comune al di fuori della regione e che era stato sospeso dall’incarico per procedimenti penali in corso (il movimento 5 stelle di Budrio ha pubblicato sulla sua pagina facebook un articolo in cui viene resa nota la provenienza e la storia del personaggio in questione).
Chiedono quindi chiarimenti, ma il segretario comunale risponde che il casellario giudiziario è pulito. Tuttavia, lo stesso regolamento comunale pone come condizione, per l’affidamento di un tale incarico, non solo che non ci siano condanne, ma anche procedimenti in corso. Così, l’opposizione chiede una commissione di garanzia perché la cosa non passi inosservata e si faccia luce sulla contraddizione, ma il segretario comunale risponde che è sufficiente il rispetto della norma nazionale sui contratti e che quindi basta il casellario pulito. Ma perché non viene rispettato il regolamento che lo stesso comune s’è dato e che costituisce una specifica rispetto alla norma nazionale che a rigor di legge e logica dovrebbe prevalere?
E comunque, a prescindere da quello che potrebbe essere considerato un cavillo legale, un inghippo di tipo tecnico, il problema etico e politico rimane. Il tutto per un affare che, è stato stimato, porterebbe un guadagno di 96 mila euro annui contro i 130 mila della vecchia gestione più, sembra, 200 mila euro di investimenti in 15 anni.
Morale perversa della favola. Il comune era l’unico partecipante della propria partecipata che è stata liquidata. Ora partecipa ad un’altra partecipata a cui partecipano altri comuni che fa parte di una partecipata che è azionista di un’altra partecipata ancora. Tutti partecipano, gli unici a fare da spettatori, sono i cittadini: il pubblico.

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