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Passerà il Passante? Se accadrà, ecco la grande muraglia bolognese

Tracciato passante norddi Sandro Nanetti
“Una specie di muraglia lunga 39 chilometri e alta mediamente 3,7 metri circonderà la parte Nord di Bologna e sarà la premessa per un’ulteriore urbanizzazione che cancellerà irreversibilmente una fetta di quella pianura fertile che è considerata la più pregiata in Europa”. Questa è l’allarmante prospettiva per i cittadini della provincia di Bologna, se sarà realizzato il Passante Nord. Lo spiegano Gianni Galli e Severino Ghini che, per conto del comitato che propone da anni un progetto alternativo, insieme alla consigliera comunale di Bologna Federica Salsi, hanno convocato una conferenza stampa a Palazzo D’Accursio.
Il fatto nuovo è l’accordo firmato il 29 luglio 2014 dal ministro Lupi, da Società Autostrade per l’Italia e dall’assessore regionale Peri (Vasco Errani si era appena dimesso), dal vice presidente provinciale Venturi (la Provincia è in via di estinzione) e da Virginio Merola (che della città metropolitana non è ancora sindaco) e che alla realizzazione dell’opera dà il via. E a fronte di ciò i relatori si sono proposti di illustrare i contenuti non fatti rlevare ai cittadini.
I principali? Non è vero che il passante, così come progettato sommariamente, interverrà efficacemente sulla viabilità della tangenziale e dell’autostrada bolognesi: la sua attrattività, considerate le complicazioni ed i balzelli, sarà limitata ad appena il 12% dell’attuale flusso di veicoli. Non è vero che diminuirà l’inquinamento: le emissioni di CO2 aumenteranno di un terzo. Non è vero che assicurerà lavoro italiano: le diverse tratte saranno realizzate con bando europeo e quindi potrebbero essere facilmente assegnate a quelle imprese straniere che nella gara si dimostrassero più competitive.

È invece reale l’impatto negativo sulle tasche dei cittadini, dato che alcuni tratti di tangenziale, attualmente senza pedaggio, saranno soggetti a pagamento. È vero che, dati i maggiori costi di tariffa e di carburante per percorrere il tratto autostradale più lungo, il traffico veicolare, anche quello pesante, si scaricherà sulla viabilità ordinaria, intasando ulteriormente la città. Intanto le tante piccole opere che, come la trasversale di pianura, potrebbero concorrere a diminuire il carico della tangenziale, da anni attendono un completamento.
Il comitato per l’alternativa al Passante Nord ha la sua proposta che rilancia: si può intervenire sul percorso attuale di tangenziale e di autostrada allargando la sede e ampliando il numero delle corsie di scorrimento. Si tratterebbe di un intervento non invasivo e meno costoso. I costi del progetto che il Ministro Lupi ha autorizzato sono formalmente in carico a Società Autostrade. A fine 2013 il Comitato tecnico di questa Società aveva ufficialmente rilevato “la mancanza di elementi necessari a garantire la fattibilità tecnico-economica dell’iniziativa”.
Come mai ha cambiato idea? Perché nella recente intesa si prevede la defiscalizzazione al 50% degli oneri dell’investimento. Galli afferma che, di fronte alla prospettiva di vedere realizzata un’opera costosa e distruttiva del patrimonio agricolo, con caratteristiche e motivazioni del tutto diverse da quelle che la identificavano al momento della sua ideazione, ci sarebbe da gridare allo scandalo. Ma i “media”, tranne alcune eccezioni, tacciono. Perciò solo il comitato continuerà a condurre la sua battaglia che avrà, come prossime tappe, la sensibilizzazione di ciascuno dei sindaci dei comuni interessati.
Intanto in consiglio comunale a Castenaso, dove è prevista la collocazione di un’uscita del nuovo Passante, vengono presentate contemporaneamente tre diverse mozioni, due dell’opposizione – Movimento 5 Stelle e centrodestra – e una della maggioranza di centrosinistra. Tutte sono fieramente contrarie alla realizzazione. Tutte sottolineano, in particolare, l’assoluta inutilità dell’opera. Resterà un caso isolato?

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