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Biogas a Galliera (Bologna): quel confine sottile tra chi autorizza e chi è autorizzato

Inizio lavori per le biomasse a Galliera
Inizio lavori per le biomasse a Galliera
di Massimo Corsini
Cambiare tutto per non cambiare niente. Questa potrebbe essere la sintesi dell’infinita serie di novità che riguardano la vicenda della centrale a biomassa di Galliera: quella che devono costruire da ormai tre anni ( la costruzione è stata rinviata grazie alle lotte dei cittadini) e quella che prima era della BG Galliera, nella cui società comparivano alcuni attori che hanno recitato la loro parte anche nell’enorme impianto di Budrio costruito a ridosso dell’Oasi faunistica di Mezzolara, ma che adesso ha cambiato a quanto pare compagine societaria.
I paralleli con Budrio potrebbero essere semplicemente casuali. Potrebbero, ma non lo sono. Guarda a caso le novità sulla centrale di Galliera hanno a che fare proprio con Budrio. Cambiare tutto per non cambiare niente. A quanto pare, nella nuova società che gestisce adesso l’impianto, c’è anche il comune dell’ocarina, che partecipa all’impresa attraverso la società Service Cento, detenuta al 100% dalla Fondazione Benni di proprietà a sua volta è del Comune.
A essere più precisi la nuova società, sempre e ancora nominata BG Galliera, che detiene ad ora l’impianto è formata da altre due società: l’Athesia, proprietaria all’ottanta per cento, che fa capo a Michael Ebner, discusso ex europarlamentare altoatesino sostenuto dall’Ulivo e facente parte dell’allora commissione per l’agricoltura; mentre il restante 20% è in mano alla Holding 288 di cui circa il 50% è di proprietà della società Service Cento appunto.

Al di là dei noiosi elenchi societari, il punto è che a Galliera, dove è in corso ormai da qualche anno una battaglia fra società costruttrice, comune e cittadini, dove i primi due sono insieme contro i terzi, e dove l’amministrazione comunale dice (i cittadini sostengono falsamente) di sostenere la causa contro la centrale, un’amministrazione dello stesso partito è proprietaria della centrale stessa. Nell’ultimo consiglio comunale, il 24 luglio, il sindaco Teresa Vergnana debitamente interrogata in merito, ha risposto di non saperne nulla. Ammesso che una cosa del genere sia realmente credibile delle due: o la comunicazione interna al partito funziona molto male o il primo cittadino di Galliera è tenuto veramente in scarsa considerazione dai suoi.
Il punto è, per l’ennesima volta, che questa centrale “s’ha da fare”. E a ben vedere, poiché chi autorizza somiglia molto all’autorizzato, si capisce perché. E mentre sembra che, a livello nazionale almeno, il partito politico a cui queste amministrazioni appartengono dica di voler rinnovare qualcosa, episodi come questi fungono da reperti archeologici di politica del recentissimo passato. Almeno si spera.

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