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Galliera: fideiussione per la centrale a biogas, compare una nuova società

Centrale a biomassedi Massimo Corsini
A Galliera sta succedendo qualcosa di strano. Sbirciando l’albo pretorio della Provincia di Bologna si può facilmente constatare che per la famosa centrale a biogas, che dovrebbe essere costruita dalla BG Galliera (la parte proponente che in questa parte della bassa sta facendo una vera e propria collezione di centrali ormai) e per la quale la stessa Provincia dopo un annullamento del permesso di costruzione del TAR del Lazio si è affrettata a concederne immediatamente uno nuovo, ci si accorge che la fideiussione, che ammonta a circa 280 mila euro, richiesta a garanzia del ripristino ambientale dopo i quindici anni in concessione alla centrale, non è a carico della parte proponente, ma di un’altra società.
Nella quasi totalità dei casi le fideiussioni richieste sono a carico della società che costruisce, in questo caso no. Cosa significa? Avviene così che l’anomalia stimoli la fantasia di coloro che tengono continuamente sotto controllo gli eventi. Se la cosa si verificasse anche per altri casi si potrebbe quasi immaginare che il business della società sia proprio quello di ottenere permessi per poi rivendere il tutto. Invece no, solo a Galliera. Si potrebbe anche pensare che l’attuale proprietà abbia deciso di passare la palla, ormai avvelenata, a qualcun altro: in questo caso la Syneco GMBH di Bolzano. La battaglia in corso a Galliera tra comitati e BG – Comune (quest’ultimo ha sempre recriminato il suo impegno a difesa dei cittadini contro la centrale, anche se gli stessi ne hanno sempre denunciato una certa ambiguità di condotta) si sta portando troppo per le lunghe, e siccome il tempo è denaro, è ormai probabile che il gioco non valga più la candela.

Dire che il tempo è denaro, in questo caso, non è puramente retorico: considerando i tempi di costruzione e attivazione della centrale per poter usufruire degli incentivi (entro il 2013) ci potrebbe essere il rischio di non finire i lavori in tempo. Per i cittadini ed i comitati, tuttavia, le notizie non sono poi così buone: la società altoatesina fideiussoria, infatti, è la stessa società proprietaria dell’inceneritore “Cosmari” chiuso in seguito alle richieste dei sindaci di Macerata e Potenza Picena, nelle Marche, e gestore della centrale di Camugnano che funziona con i rifiuti (FORSU). Nulla vieta di pensare che gli stessi “rifiuti” possano arrivare ad alimentare anche la centrale di Galliera.

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