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Crisi Copalc: ancora a rischio la casa per 150 famiglie

Copalcdi Sandro Nanetti
Ci sono famiglie che non possono permettersi l’acquisto della casa. Ci sono famiglie che hanno investito i risparmi di una vita in un alloggio costruito in cooperativa e che credevano di avere finalmente raggiunto la tranquillità di un tetto sicuro sulla testa. Ma così non è stato per gli assegnatari di alloggi del Consorzio Copalc per il quale sta per essere dichiarata la liquidazione amministrativa coatta.
Nei comuni di Castenaso, Baricella, Bazzano, Castello d’ Argile, San Giorgio di Piano e anche a Bologna c’è chi ha versato cospicui acconti o che ha quasi completamente pagato o che, addirittura, già abita in un appartamento per il quale ha versato l’intero prezzo concordato senza poter rogitare. Tutti costoro rischiano di perdere i loro soldi e per chi già ci abita, di dover riacquistare l’immobile a un’asta giudiziale.
Comprensibilmente le circa centocinquanta famiglie interessate sono esasperate. Sul processo degenerativo che stava investendo il consorzio c’erano da tempo segnali forti ma, sostiene qualcuno, la politica ha preferito dormire e aspettare che la situazione esplodesse. L’ex presidente di Confcooperative, Luigi Marino, ora dimessosi per concorrere a un seggio al Senato nella Lista Monti, ha voluto incontrare le persone colpite da questa crisi e lo ha fatto nella sala del consiglio comunale di Castenaso, ospite del sindaco Stefano Sermenghi.

Marino ha precisato che la sua iniziativa non era una comparsata a fini elettorali né l’ammissione che l’organizzazione da lui presieduta avesse avuto nella vicenda un particolare ruolo. Confcooperative era infatti semplicemente l’associazione imprenditoriale cui Copalc aderiva e non le competeva intervenire sulla scelta dei componenti gli organi amministrativi della società né sulla composizione del management né, tantomeno, sulle decisioni gestionali e operative. La volontà di incontrare le famiglie risponde – a dire di Marino – al suo sentimento di cooperatore che ha sempre operato per quarantacinque anni nel segno della correttezza e del rispetto dei valori solidaristici tipici dell’istituzione.
Per questo ha garantito la sua partecipazione e il suo contributo a un processo certamente lungo e difficile, ma che potrà trovare soluzioni positive per le famiglie coinvolte. Nel corso dell’incontro sono anche emersi i problemi dei dipendenti di Copalc che da un giorno all’altro hanno visto sparire il loro posto di lavoro.
Il sindaco di Castenaso, Stefano Sermenghi, nel cui territorio ci sono ventisette famiglie coinvolte, ha richiamato gli altri Sindaci dei comuni interessati a far parte di una task force destinata a coordinare iniziative e a monitorare i passaggi di una vicenda la cui evoluzione non si annuncia né facile né di breve periodo.
Roberto Landuzzi, rappresentante di soci assegnatari Copalc, ritiene che ci siano gli elementi per una soluzione del problema che preveda la consegna definitiva degli alloggi agli assegnatari mantenendo a loro carico il solo prezzo pattuito in origine.
Sulle cause del dissesto del Consorzio concorda con le riflessioni di Luigi Marino: le cooperative dovrebbero funzionare a costi e ricavi e non mettersi a operare come immobiliari. In questo caso, invece, una gestione immobiliare, per di più inadeguata, ha prevalso sullo scopo mutualistico tipico di cooperative e consorzi.

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