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Bologna, piano freddo: il Comune mette a disposizione 201 posti letto

Piano freddodi Francesca Mezzadri
Sono 201 i posti letto che quest’anno il Comune di Bologna ha riservato per il piano freddo: un numero maggiore rispetto allo scorso anno e in strutture che sono state ripristinate anche grazie al contributo della Fondazione Carisbo. Si tratta del capannone del dormitorio Zaccarelli in via Lazzaretto che dopo il terremoto ha subito opera di manutenzione da parte del’ASP Poveri Vergognosi, e della Residenza Irnerio in via Pallavicini, sgomberata dopo il trasferimento dei suoi ospiti in altre strutture ritenute più idonee.
“Quest’anno”, come spiega l’assessore ai servizi sociali del Comune di Bologna Amelia Frascaroli “non sono più previsti i container del parco Nord per accogliere le persone, e non perché abbiano causato criticità, ma perché con queste due strutture si avranno a diposizione spazi maggiormente governabili piuttosto che moduli chiusi. Abbiamo anche previsto la presenza di nuclei familiari di stranieri con minori e ci siamo attrezzati di proposito”.
Oltre a questi, altri posti sono disponibili al dormitorio Beltrame di via Sabatucci, al Centro Madre Teresa di Calcutta, in alcune parrocchie e nel rifugio di via Del Gomito dove c’è spazio anche per i cani che spesso accompagnano molte persone senza fissa dimora. Il piano freddo non assicura solo posti letto in strutture calde ma anche altri servizi come i pasti, la distribuzione di coperte e sacchi a pelo, bevande calde e cibo in strada, soprattutto grazie all’opera di molte associazioni e organizzazioni di volontariato.

Il piano freddo è partito ieri, 29 novembre, con 6 gradi e con 60 posti già disponibili. A poco a poco, come assicura Monica Brandoli, responsabile dell’Ufficio adulti vulnerabili ed inclusione sociale, con l’avanzare del freddo i posti si riempiranno. In casi di emergenza-neve le strutture saranno anche in grado di contenere 230 persone, ma per motivi di sicurezza si tratterà di situazioni provvisorie.
Per accedere ai servizi del piano freddo ci si potrà rivolgere al Centro diurno di via del Porto 15/c e presso le Unità di Strada di Largo Respighi e Piazza XX Settembre, ma è attivo anche un Servizio Mobile di Sostegno notturno a Piazzale Est. Un’altra novità di quest’anno riguarda anche il sistema informativo e di monitoraggio del fenomeno nel quale il Comune di Bologna ha investito: l’obiettivo è infatti quello di conoscere meglio i bisogni delle persone accolte e le loro esigenze non solo per capire i margini di miglioramento nell’accoglienza ma anche informare i cittadini.
Il piano freddo prevede di accogliere una maggioranza di stranieri, e purtroppo anche famiglie e minori, che sono tra i più fragili e pronti ad essere colpiti. Tra questi non sono contemplati tutti i 214 profughi del Nord Africa presenti a Bologna che fino al 31 dicembre, data che segna la fine “emergenza-profughi”, resteranno nei centri di accoglienza previsti in Prati Di Caprara, Villa Aldini e via del Milliario.
Secondo le dichiarazioni rilasciate lo scorso mese dall’assessore regionale al welfare, Teresa Marzocchi, per loro, come per tutti i 1.504 profughi della Regione, sarebbe giusto garantire un permesso di soggiorno per motivi umanitari che darebbe la possibilità di muoversi e lavorare in Italia. Ma l’ultima parola spetta al governo.

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