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Biomasse e proliferazione degli impianti: si dimette consigliere Pd di San Pietro in Casale, Salvatore Virzì

Salvatore Virzi'di Massimo Corsini
Alla fine se ne è andato. Salvatore Virzì, consigliere del gruppo di maggioranza (Pd) del comune di San Pietro in Casale, nonché primario di chirurgia dell’ospedale di Bentivoglio, ha consegnato le dimissioni in seguito ai dissensi creatisi all’interno della maggioranza di cui faceva parte, a causa della questione biogas. Per il primario di Bentivoglio troppe sono state le autorizzazioni di centrali sul territorio di San Pietro. Il primo strappo con l’amministrazione del sindaco Roberto Brunelli si è verificato proprio quest’anno in un famoso consiglio comunale passato alle cronache perché Virzì abbandonò lo stesso consiglio dopo che gli era stato impedito di completare un intervento contro la proliferazione degli impianti a biomasse.
Dal quel momento in poi lo strappo con l’amministrazione Brunelli non si è più potuto ricucire e le cose sono precipitate. La tematica ambientale per Salvatore Virzì era uno dei punti centrali del suo mandato di consigliere. Spiega:

Se si lavora con idee uguali agli altri diventa più semplice conciliare l’attività politica con un lavoro come il mio (il chirurgo appunto), purtroppo, invece, da un anno a questa parte mi sono quasi sempre trovato su posizioni opposte a quelle del mio gruppo. Avrei potuto cercare di creare un gruppo autonomo, ma per non tradire il mio mandato ho preferito lasciare.


Per Virzì quello che sta accadendo a San Pietro, ma più in generale nella bassa, è una vera e propria devastazione del territorio.

Ci hanno tempestato di impianti. Qui c’è già la discarica di Galliera che porta il suo contributo in termini di inquinamento, poi c’è l’impianto a biogas di Maccaretolo, quello di Rubizzano, un sito di compostaggio con centrale a fianco, poi è stato approvato un altro impianto nella frazione di San Benedetto, anche se il sindaco Brunelli ha scritto una lettera alla Provincia in cui si dichiarava contro, e adesso vogliono convertire il vecchio impianto dello zuccherificio in altre tre centrali. Prima o poi vinceranno la medaglia d’oro per il numero di impianti approvati.

La lettura del problema secondo Virzì è che “non si possono approvare tanti impianti ad interesse di pochi e a discapito di molti”, ovvero cittadini e agricoltori stessi.

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