Il Resto del Carlino- Edizione di Rimini nel giornale del 30 ottobre dà la notizia che l’Università di San Marino ha assegnato due borse di studio pluriennali ad altrettanti studenti residenti a Gaza. Quella di San Marino è una Università molto piccola se consideriamo come indicatore dimensionale il numero di studenti, ne ha circa 2.000.
Quindi, è facile fare il conto, San Marino ha assegnato una borsa ogni 1.000 studenti. Riportato alla scala nazionale, sarebbe come se le Università italiane avessero accolto 1.100 studenti gazawi (sui 14.000 iscritti prima dell’inizio della guerra), provenienti dalle 14 Università esistenti a Gaza prima della distruzione operata da Israele. L’operazione effettuata da San Marino si staglia luminosamente nel panorama nazionale: il programma IUPALS della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane prevedeva soltanto 97 borse (pluriennali va detto). Ancora peggiore è la performance dell’Università di Bologna, che al momento ha assegnato solo 6 borse (annuali). (Visto che Bologna ha 96.000 studenti, se avesse adottato la stessa proporzione di San Marino avrebbe dovuto erogare 96 borse pluriennali).
Una luce brilla sul Monte Titano, ma in pianura c’è nebbia, nebbia fitta, o forse c’è la notte. Perché l’operazione di accoglienza degli studenti gazawi non è solo un’iniziativa umanitaria; ha un altissimo significato politico di costruzione di un ponte per dialogare con un popolo che ha molti motivi di rancore con i paesi europei che (palesemente o occultamente) hanno sostenuto il governo israeliano e le sue stragi e per gettare le fondamenta di una pace futura. Spiace particolarmente il caso dell’Università di Bologna: 6 borse, misere (9000 euro per un anno) e con bando ispirato da una burocrazia crudele, che non ha tenuto conto in alcun modo delle condizioni eccezionali in cui si trovano gli aspiranti.
Tutto questo costituisce in ultimo un tradimento dell’eredità culturale ed umanistica di cui è portatrice l’Alma Mater e che ne rappresenta l’essenza profonda. Non faccio altri commenti, non voglio trascendere. I numeri parlano da soli. Le coscienze pure.