Le disuguaglianze che uccidono: a Bologna oltre 1.300 morti evitabili

di Francesco Domenico Capizzi /
12 Novembre 2025 /

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Secondo il Profilo di Salute 2024 dell’Azienda Usl di Bologna, tra il 2013 e il 2022, nel solo capoluogo si sono registrati 1.321 decessi evitabili prima dei 75 anni, mentre nell’intera area metropolitana i casi salgono a 1.900, per un totale di oltre 19.400 anni di vita persi. Ogni anno, circa 190 persone muoiono per cause che avrebbero potuto essere prevenute o trattate in tempoSabato 22 novembre, all’Oratorio di San Filippo Neri, un convegno pubblico organizzato dall’associazione “Scienza Medicina Istituzioni Politica Società” tenterà di individuare risposte possibili e concrete

La salute non è soltanto assenza di malattia: è il risultato di una rete di condizioni sociali, economiche e ambientali che determinano il benessere di una comunità. È da questa consapevolezza che nasce il primo convegno pubblico interattivo, con partecipazione libera e gratuita, “Determinanti socio-economico-ambientali e stili di vita condizionano benessere e salute: prevenzione, cura, assistenza”, organizzato dall’Associazione del terzo settore Scienza Medicina Istituzioni Politica Società (Smips, http://www.smips.orgsabato 22 novembre 2025 h. 9.30-19.30 all’Oratorio di San Filippo Neri di Bologna, con il patrocinio di Comune, Area metropolitana, Regione, Università e la partecipazione di esperti, accademici, medici e rappresentanti del terzo settore.

Secondo il “Profilo di Salute 2024” dell’Azienda Usl di Bologna, tra il 2013 e il 2022, nel solo capoluogo si sono registrati 1.321 decessi evitabili prima dei 75 anni, mentre nell’intera area metropolitana i casi salgono a 1.900, per un totale di oltre 19.400 anni di vita persi. Ogni anno, circa 190 persone muoiono per cause che avrebbero potuto essere prevenute o trattate in tempo.

Si tratta di un dato che non parla solo di sanità, ma di equità: come ricorda l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la speranza di vita cresce laddove aumentano reddito, istruzione, accesso ai servizi e qualità dell’ambiente (80% di malattie evitabili).

Il rapporto dell’Ausl evidenzia che il 64% dei decessi evitabili è dovuto a cause prevenibili, legate a comportamenti e condizioni modificabili: fumo, abuso di alcol, cattiva alimentazione, sedentarietà e inquinamento. Malattie cardiovascolari, tumori del polmone e del colon-retto, broncopatie croniche e incidenti stradali sono il volto duro di questa statistica. Il restante 36% riguarda invece cause trattabili, evitabili grazie a diagnosi precoci e cure tempestive, come i tumori della mammella, del collo dell’utero, il diabete e le infezioni respiratorie.

A livello regionale, l’Emilia-Romagna registra tra i tassi di mortalità evitabile più bassi d’Italia grazie alla rete di prevenzione e screening. L’assessorato alla Sanità stima che, tra il 2007 e il 2019, circa 19.000 vite siano state salvate grazie agli screening oncologici e all’accesso precoce alle cure. Tuttavia, persistono forti disuguaglianze territoriali e sociali: chi vive in contesti svantaggiati ha più probabilità di ammalarsi e di morire prematuramente.

Il convegno Smips, la cui partecipazione è del tutto gratuita, intende affrontare proprio queste disuguaglianze, analizzando come povertà, precarietà lavorativa, isolamento, inquinamento e istruzione insufficiente incidano sulla salute collettiva. In programma interventi dell’assessora comunale al Welfare Matilde Madrid, del presidente del Cmcc Antonio Navarra, del direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica Paolo Pandolfi, del docente Andrea Segrè e dell’artista Alessandro Bergonzoni, in un dialogo tra scienza, cultura e cittadinanza attiva. Si tratta di un primo momento in cui poter dare una visione complessiva del problema, al quale intendiamo far seguire altre occasioni più verticali per elaborare risposte e stimolare l’impegno delle istituzioni locali e sanitarie.

La salute non nasce negli ospedali ma nei luoghi in cui si vive: nei quartieri, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, negli ambienti in cui le persone respirano, studiano, si muovono e si nutrono. Ridurre le disuguaglianze significa curare il contesto, non solo i sintomi: perché la prevenzione è una forma di giustizia sociale.

Questo articolo è stato pubblicato su Cantiere Bologna l’11 novembre 2025

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