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I parquet di Gazzotti tornano lucidi. Il rilancio in cooperativa dell’azienda bolognese

Per fare un tavolo ci vuole il legno, diceva la canzone, ma per fare i parquet ci vuole ben altro, a cominciare dal coraggio e dalla caparbietà. Qualità fondamentali messe in campo dai diciotto ex dipendenti – ora soci – della Gazzotti, azienda con sede in una frazione di Castel Maggiore (Bo), sferzata dopo il 2008 dal vento contrario dei guai finanziari che portarono al successivo fallimento della compagine societaria. Ma, sottolinea Luca Fiorini della nostra filiale bolognese, «I lavoratori della Gazzotti hanno affrontato la tempesta e, da “comandanti della propria nave”, hanno saputo reagire per tenere in salvo il proprio posto di lavoro. E Banca Etica condivide e apprezza la forza di volontà e i valori di ognuna di queste persone». Gazzotti Srl è infatti rinata come Gazzotti 18 Società Cooperativa attraverso la formula del workers buyout.

Proprietaria di un marchio che produce parquet in legno da più di 100 anni, giunta a fatturare oltre 25 milioni di euro occupando 130 persone nei momenti di massimo splendore, l’impresa – cui gli ordini non sono mai mancati – è riuscita così a non interrompere l’attività produttiva: «A ottobre del 2018 – racconta la presidente Alessandra Boschi – la cooperativa ha cominciato il proprio percorso, e questo ha anche consentito che il marchio non perdesse valore, non scomparisse dal mercato». Gli attuali soci lavoratori, accompagnati da Legacoop e dal supporto,  finanziario e non solo, di Banca Etica, hanno potuto partecipare all’asta fallimentare della precedente srl, aggiudicandosi attrezzature, arredi, automezzi e magazzino, oltre ad aver siglato un contratto di affitto di ramo d’azienda e un contratto di comodato d’uso degli spazi industriali utili. Gazzotti ha interessi pure in vari mercati stranieri, per esempio tramite un distributore in Corea del Sud, che contribuisce con una ampia quota del fatturato estero, e mantiene contatti con la clientela in Turchia, Francia e Romania.

«Dal punto di vista personale – prosegue Boschi – abbiamo vissuto quindi un passaggio importante, venendo da una condizione di dipendenti, per la quale la responsabilità era soprattutto in capo ai proprietari. Da quando la srl si è trasformata in cooperativa ciascuno ha capito di essere un ingranaggio più importante dell’organizzazione. Ciascuno è diventato responsabile, perché l’azienda è nostra. Sul piano della produzione, acquistiamo dei semilavorati a seconda della tipologia di parquet, operativamente ci occupiamo quindi della finitura: verniciatura, profilatura, spazzolatura… e coordiniamo, insieme ai fornitori, le fasi precedenti della scelta della materia prima. Il parquet si compone infatti di una parte di legno nobile e di una parte di supporto, che può essere compensato o altro legno. I nostri terzisti effettuano l’assemblaggio di questi due componenti».

La nuova vita della società prevedeva un business plan secondo cui si potesse raggiungere l’equilibrio finanziario nel secondo anno di attività, e però le difficoltà non sono mancate. Prima c’è stata la pandemia di Covid-19, poi è iniziata la guerra, e la situazione è problematica sia sul piano del reperimento delle materie prime (la betulla viene da Russia, Ucraina e Paesi limitrofi) che per il costo dell’energia. Gazzotti ha sempre risposto bene, tuttavia, e sta sviluppando l’attività con continuità, condividendo gli obbiettivi con Banca Etica. «La relazione con la banca – conclude Boschi – è stata ottima. Abbiamo trovato grande disponibilità nella fase iniziale a spiegare – anche ai nuovi soci della cooperativa – quali fossero i meccanismi grazie ai quali avrebbe potuto aiutarci. Non conoscevamo la possibilità di poter avere l’anticipo della NASpI, e forse è solo Banca Etica a consentirlo attraverso un conferimento diretto a una cooperativa nascente. Abbiamo quindi avuto una guida e un aiuto molto validi. E quando si è presentata la necessità di un supporto finanziario extra per un grosso contratto con l’estero, c’è stata grande apertura. Siamo assolutamente contenti di questo rapporto, che continua tranquillamente».

Questo articolo è stato pubblicato sul sito di Banca Etica il 20 maggio 2022

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