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Chi eleggero? Solo chi si farà garnate dell’attuale Costituzione

Nei primi giorni di luglio pensavo: “Chissà se fra due mesi avremo ancora interesse e immagini giornaliere, dell’ora per ora, sulla guerra Russia-Ucraina anche con la lettura dei mercati finanziari occidentali? Chissà chi già oggi sente la guerra come sua propria e giusta, nonostante le piazze italiane dicano il contrario, quando si popolano di slogan anni Sessanta: peace not war…

C’è sempre il monito del papa, che finalmente si pente per i soprusi della chiesa (ma non solo) ai nativi americani, ma lo fa in Canada e non in USA…Continua la paura per il prezzo dell’energia e dell’inflazione, ma sempre con gli investimenti di borsa rivolti verso le energie fossili e non solari di cui l’Italia è ricchissima. Poi continuo ad assistere al solito refrain degli ultimi tre anni: crisi, caduta del Governo, ora quello dei migliori, elezioni anticipate. Oggi si è arrivati alla crisi extraparlamentare che mi ricorda molto quella della caduta di Prodi: franchi tiratori additati solo in un capro espiatorio, oggi il M5S, ieri rifondazione comunista. Gli altri stanno nell’ombra, sono gli intoccabili, quelli che mantengono le proprie sedie, magari spostandosi solo di qualche posto per cambio di casacca durante le legislatura e senza avviso alla propria base elettorale! Essi sono arrivati fino al momento, settembre 2022, in cui le elezioni non inficiano sui loro emolumenti futuri, chiamati vitalizi e diventano consistenti stipendi per chi non ha una professione da spendere nella società. Molti di loro troveranno un posto in nuove fondazioni o enti parastatali per tirare avanti sino alla “dovuta” pensione; i redditi veri da lavoro sono altri, ma loro hanno servito lo Stato, quindi il diritto alla pensione lo devono avere!

Il Parlamento si è preoccupato però di fare riforme costituzionali; per ripristinare gli obiettivi di quella bocciata dal referendum del 2016 ha cominciato dalla diminuzione del numero dei parlamentari senza attuare un’adeguata e nuova legge elettorale per sostituire quella definita anticostituzionale. La diminuzione dei parlamentari è stata facilitata attraverso il solito specchio per le allodole, l’esagerato costo. Però qualche mese dopo i parlamentari si sono aumentati il vitalizio. Nessuna vergogna perché nessuno ha fatto suo l’art. 54 della Costituzione: avere un po’ di senso civico e dignità nel constatare che intanto in Italia i contratti non sono stati rinnovati da anni e che il costo della manodopera, quando verificabile perché non in nero, è a livelli di schiavismo.

Molte domande sono partite in questi mesi dalla guerra, che la Costituzione all’art. 11 ripudia! Nessuno o solo in pochi guardano agli errori dell’occidente e del danno che l’accettazione della guerra sta facendo all’Europa: avrebbe potuto ancora trasmettere valori reali di democrazia e dare priorità al diritto e non all’economia e alla finanza. Un’Europa costruita partendo anche dai nostri principi costituzionali.

Oggi so che il voto che mi aspetta è, in base all’articolo 48 della Costituzione, personale ed eguale, cioè conta 1; è anche libero e segreto, ma è soprattutto un mio dovere e non tanto un diritto. Il dovere di votare è quello che esprime la mia sovranità popolare quella che ho sentito erosa negli ultimi anni.

Dunque mi sono chiesta in questi giorni torridi anche per cause ambientali, quelle che l’economia e la finanza non vogliono tenere in conto: “Quale sarà il 25 settembre il mio principale dovere?”

La risposta sta nel mio essere cittadina della Repubblica democratica Italiana fondata sul lavoro; è dunque salvare l’attuale Costituzione così tanto bistrattata e poco applicata come speravano e chiedevano i costituenti.

Non lo farò solo seguendo le riflessioni in questi giorni scritte da Libertà e Giustizia che comunque condivido. Lo farò anche per le ragioni espresse sopra. Darò la mia sovranità popolare solo a chi fermamente scrivere sul programma che per i prossimi 5 anni manterrà integra la Costituzione Italiana, magari rivedendo le percentuali della rappresentanza e impegnandosi da subito a scrivere un legge elettorale più rispondente alla “sovranità popolare”.

Il resto del programma che ci richiede l’Europa con i nostri debiti avviene di conseguenza; è naturale grazie alla presbiopia dei costituenti.

Infatti mantenendo fede all’attuale Costituzione si realizza ciò che viene richiesto dal PNRR, perché la Costituzione italiana contiene tutti i principi che l’Europa si era data per eliminare le guerre e per trovare maggior solidarietà fra i popoli e adeguata redistribuzione dei redditi. Tutti principi che la politica europea degli ultimi anni, più funzionale alle borse di Londra e New York ha cercato di eliminare dai tavoli politici. La risposta non poteva essere peace not war, ma solo war; infatti qui ci troviamo.

L’art. 9 poi con l’ultima revisione (se si fosse declinata meglio la parola paesaggio poteva essere un lavoro da dedicare alla nuova legge elettorale) ci dice che la sostenibilità ambientale è quella da mettere in campo subito.

Sono solo alcune ragioni per cui decido di votare solo chi si fa garante per i prossimi 5 anni di mantenere questa Costituzione.

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