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Il movimento contro l’occupazione militare è sotto attacco

Il movimento sardo contro le basi, le esercitazioni e l’occupazione militare è una realtà variegata ed eterogenea, composta da differenti aree politiche, comitati, movimenti, associazioni, sindacati e singoli cittadini, che da lungo tempo rivendicano la liberazione della Sardegna da questo fardello insostenibile, portando avanti innumerevoli iniziative di protesta e di informazione, alcune volte in modo unitario e più spesso singolarmente.

A partire dalla grande manifestazione del 2014, quando ci ritrovammo tutti insieme davanti al poligono militare di Capo Frasca, l’interesse verso questa tematica è cresciuto tantissimo fra il nostro popolo, guadagnando nuove forze al movimento e generando l’entusiasmo e l’impegno di centinaia di nuovi e nuove attiviste che hanno realizzato decine di manifestazioni, sit in, ricerche, dossier, campagne social, spettacoli teatrali, film, libri, documentari e invasioni pacifiche dei poligoni.

Alcune e alcuni di loro sono stati indagati nella cosiddetta Operazione Lince con accuse pesantissime e inverosimili che arrivano fino al terrorismo e all’associazione eversiva (art. 270 bis), per aver partecipato alle manifestazioni che si svolsero nei pressi dei poligoni militari dal 2015 al 2017. Queste denunce arrivarono appena due settimane prima della manifestazione del 2019 che si stava organizzando come un nuovo momento di lotta unitaria a Capo Frasca, e molti di noi pensarono che quello strano tempismo non fosse affatto casuale, ma che mirasse a spaventare scoraggiando un’ampia partecipazione.

Ora, dopo oltre un anno, si troveranno davanti ad un giudice per aver preso parte alle lotte contro le basi militari e noi intendiamo dimostrare piena solidarietà e sostegno verso tutti e tutte loro, costruendo un’altra dimostrazione di unità per ribadire che non abbiamo niente da temere e che non accetteremo mai passivamente i poligoni e le esercitazioni militari nella nostra terra.

Mercoledì 27 gennaio si terrà l’udienza preliminare del processo per l’operazione Lince, in cui si deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura di Cagliari contro 45 indagati.

Per quella data le diverse realtà politiche e associative contro le basi militari convocano insieme un sit in davanti al Tribunale di Cagliari e invitano tutta la popolazione a partecipare per esprimere la propria solidarietà verso gli attivisti e le attiviste coinvolte e per dimostrare la propria contrarietà alle esercitazioni militari e ai poligoni che occupano la nostra terra. Inoltre martedì 19 gennaio si terrà un’udienza in cui si dovrà decidere in merito alla richiesta di Sorveglianza Speciale formulata dalla procura contro 5 attivisti, a cui va tutto il nostro appoggio. Se tale richiesta venisse accolta gli imputati si vedrebbero privati per anni della propria libertà personale, col divieto di partecipare ad iniziative politiche e di uscire di casa, pur in assenza di condanne e senza essere riconosciuti colpevoli di alcun reato. Anche in quella data davanti al Tribunale di Cagliari si terrà un sit in e noi saremo presenti auspicando un’ampia partecipazione.

Il movimento sardo contro le basi, le esercitazioni e l’occupazione militare è una realtà variegata ed eterogenea, composta da differenti aree politiche, comitati, movimenti, associazioni, sindacati e singoli cittadini, che da lungo tempo rivendicano la liberazione della Sardegna da questo fardello insostenibile, portando avanti innumerevoli iniziative di protesta e di informazione, alcune volte in modo unitario e più spesso singolarmente.

A partire dalla grande manifestazione del 2014, quando ci ritrovammo tutti insieme davanti al poligono militare di Capo Frasca, l’interesse verso questa tematica è cresciuto tantissimo fra il nostro popolo, guadagnando nuove forze al movimento e generando l’entusiasmo e l’impegno di centinaia di nuovi e nuove attiviste che hanno realizzato decine di manifestazioni, sit-in, ricerche, dossier, campagne social, spettacoli teatrali, film, libri, documentari e invasioni pacifiche dei poligoni.

Alcune e alcuni di loro sono stati indagati nella cosiddetta “operazione Lince” con accuse pesantissime e inverosimili che arrivano fino al terrorismo e all’associazione eversiva (art. 270 bis), per aver partecipato alla manifestazione del 13 settembre 2014 a Capo Frasca e alle altre che si susseguirono fino al 2017. Queste denunce arrivarono appena due settimane prima della manifestazione del 2019 che si stava organizzando come un nuovo momento di lotta unitaria a Capo Frasca, e molti di noi pensarono che quello strano tempismo non fosse affatto casuale, ma che mirasse a spaventare scoraggiando un’ampia partecipazione.

Ora, dopo oltre un anno, essi si troveranno davanti ad un giudice per aver preso parte alle lotte contro le basi militari e noi intendiamo dimostrare piena solidarietà e sostegno verso tutti e tutte loro, costruendo un’altra dimostrazione di unità per ribadire che non abbiamo niente da temere e che non accetteremo mai passivamente i poligoni e le esercitazioni militari nella nostra terra.

Martedì 19 gennaio si terrà un’udienza in cui si dovrà decidere in merito alla richiesta di Sorveglianza Speciale formulata dalla procura contro 4 attivisti, a cui va tutto il nostro appoggio. Se tale richiesta venisse accolta gli imputati si vedrebbero privati per anni della propria libertà personale, col divieto di partecipare ad iniziative politiche e di uscire di casa, pur in assenza di condanne e senza essere riconosciuti colpevoli di alcun reato.

Mercoledì 27 gennaio si terrà l’udienza preliminare del processo per l’operazione Lince, in cui si deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura di Cagliari contro 45 indagati.

Per quella data le diverse realtà politiche e associative contro le basi militari convocano un sit in davanti al Tribunale di Cagliari e invitano tutta la popolazione a partecipare per esprimere la propria solidarietà verso gli attivisti e le attiviste coinvolte e per dimostrare la propria contrarietà alle esercitazioni militari e ai poligoni che occupano la nostra terra.

A Foras – Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna
Ardauli Antifascista
Assemblea Permanente Villacidro
Associazione Libertade
BDS Sardegna
Caminera Noa
Casa del Popolo – Bosa
Collettivo Furia Rossa – Oristano
Liberu – Lìberos Rispetados Uguales
Movimento Nonviolento Sardegna
Potere al Popolo
Progres – Progetu Repùblica de Sardigna
Rete Antifascista Sulcis Iglesiente
Sardegna Palestina
Sardegna Pulita
Sardigna Natzione Indipendèntzia
Sardigna Libera

Questo articolo è stato pubblicato su il manifesto sardo il 9 gennaio 2021

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