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Appello del Coordinamento Nazionale delle Cliniche Legali Italiane in merito all’emergenza sanitaria COVID-19 negli istituti penitenziari

In molte carceri italiane sono attive delle cliniche legali che offrono gratuitamente assistenza alle persone recluse. Tra queste ci sono anche quelle attivate dalla nostra associazione in alcuni istituti della penisola. Le attività di queste cliniche sono ormai da oltre un mese bloccate a causa dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus e ai limiti imposti dai decreti governativi. Tuttavia forte resta la preoccupazione per quanto sta avvenendo nelle carceri e per quanto potrebbe avvenire se si diffondesse il covid-19, cosa che peraltro sta iniziando ad avvenire. Per questo il coordinamento nazionale delle cliniche legali ha inviato un appello, a cui anche noi abbiamo aderito, al Presidente del Consiglio, al Ministro della Giustizia e al Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria affinché si intervenga in maniera decisa per tutelare un bene preziosissimo e costituzionalmente garantito, quale quello alla salute.

Di seguito il testo dell’appello:

Le notizie dei primi casi accertati e dei primi decessi di persone detenute a causa del Coronavirus confermano, purtroppo, le preoccupazioni che sono state sollevate da più parti sul pericolo di diffusione del virus negli istituti penitenziari.

Nel contesto della grave situazione di emergenza sanitaria dovuta alla pandemia del COVID-19, il Coordinamento Nazionale delle Cliniche Legali Italiane sottolinea la necessità e l’urgenza di intervenire affinché il diritto alla salute, che la nostra Costituzione riconosce all’art. 32 come diritto fondamentale dell’individuo e come interesse della collettività, venga tutelato anche all’interno delle carceri.

La tutela dei diritti delle persone detenute rientra nell’ambito di attenzione del Coordinamento Nazionale, che unisce docenti universitari, studenti, professionisti e tutors impegnati nella formazione dei futuri operatori del diritto e nella promozione dell’accesso alla giustizia per tutti. Tale tutela costituisce da tempo per diverse cliniche legali in Italia l’obiettivo formativo e il campo di azione specifico di esperienze educative pratiche che permettono agli studenti di comprendere quanto, purtroppo, la condizione detentiva possa rendere difficoltosa la tutela dei diritti.

In questo momento di difficile emergenza sanitaria, le cliniche legali che si occupano di carcere in Italia proseguono – seppur a distanza – le proprie attività, percepiscono e raccolgono le preoccupazioni che provengono da chi vive, lavora e opera negli istituti penitenziari. Le persone detenute, spesso già affette da patologie, temono per la loro salute e chiedono informazioni sullo stato di salute dei propri familiari. In un contesto che rende difficile il distanziamento sociale e impedisce gli ingressi dall’esterno, le cliniche legali ricevono segnalazioni rispetto alle difficoltà di effettuare con i familiari i colloqui telefonici e/o da remoto via internet, resi possibili dall’art. 10, comma 14 del d.l. 2 marzo 2020, n. 9, dell’art. 2, comma 1, lett. u) del DPCM 8 marzo 2020 e dell’art. 83, comma 16 d.l. 17 marzo 2020, n. 18.

Il sovraffollamento penitenziario ad altissimi livelli, le condizioni igienico-sanitarie spesso scarse, la presenza di un elevato numero di detenuti con patologie pregresse, la carenza di dispositivi di protezione individuale comportano il forte rischio che il Coronavirus si diffonda molto facilmente all’interno degli istituti penitenziari, con il conseguente pregiudizio del diritto alla salute delle persone detenute e degli operatori del carcere.

La concessione della detenzione domiciliare ai detenuti che devono scontare una pena (totale o residua) non superiore a diciotto mesi, qualora essi dispongano di un domicilio “effettivo ed idoneo” (art. 123, co. 1, lett. f) d.l. 18/2020, d.l. 17 marzo 2020 n. 18, c.d. “Cura Italia”) non consente una riduzione della popolazione detentiva tale da garantire il necessario distanziamento sociale richiesto a tutta la popolazione ai fini del contenimento del contagio.

Sentiamo il dovere, come docenti, professionisti e tutors impegnati nella formazione dei futuri operatori del diritto e nella tutela dei diritti, di chiedere alle autorità competenti ed  all’amministrazione penitenziaria, investita oggi di un compito durissimo, di compiere ogni sforzo possibile per tutelare il diritto alla salute nelle carceri.

Il Coordinamento Nazionale delle Cliniche Legali Italiane si unisce pertanto ai richiami formulati da figure autorevoli come Papa Francesco e il Presidente della Repubblica ed agli appelli promossi dall’Associazione Antigone, dall’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale e dalla Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà ai fini di chiedere che il Parlamento, in sede di conversione del d.l. 18/2020, emendi gli aspetti critici del medesimo decreto – estendendo l’ambito di applicazione della misura della detenzione domiciliare a detenuti con un fine pena più elevato, nonché restringendo le limitazioni ad oggi previste alla concessione della misura – ed incrementi le misure volte a ridurre la popolazione detentiva per prevenire la diffusione del COVID-19 negli istituti penitenziari, in accordo con le linee guida dell’OMS (da ultimo, le linee pubblicate nel Report Preparedness, prevention and control of COVID-19 in prisons and other places of detention del 15 marzo 2020) e con i Principi relativi al trattamento delle persone private della libertà personale nell’ambito della pandemia del coronavirus (COVID-19) pubblicati dal CPT il 20 marzo 2020, al fine di garantire un’effettiva tutela del diritto alla salute delle persone detenute e di tutti gli operatori penitenziari.

Per il Coordinamento Nazionale delle Cliniche Legali Italiane, il Direttivo (Marzia Barbera, Giacomo Capuzzo, Angelo Maestroni, Enrica Rigo, Laura Scomparin) Cecilia Blengino, Clinica Legale Carcere e Diritti I, Università di Torino Costanza Agnella, Clinica Legale Carcere e Diritti I, Università di Torino Patrizio Gonnella, Sportello Legale Carceri Roma, Clinica Legale, Università di Roma III Stefano Anastasia, Clinica Legale Penitenziaria, Università di Perugia Rossella Fonti, Clinica Legale Penitenziaria, Università di Perugia Francesca Sola, Clinica Legale Penitenziaria, Università di Perugia Luigi Pannarale, Clinica Legale Il diritto per strada. Accesso ai diritti per le persone senza dimora, Università di Bari Marzia Barbera, Clinica Legale, Università di Brescia Francesca Malzani, Clinica del Lavoro, Università di Brescia Cristina Amato, Clinica Legale, Università di Brescia Camera Penale della Lombardia Orientale (Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova) Ulrich Stege, Human Rights and Migration Law Clinic, International University College of Turin Clelia Bartoli, Università di Palermo Madia D’Onghia, Clinica legale, Università di Foggia Claudio Sarzotti, Università di Torino Elisabetta Grande, Human Rights and Migration Law Clinic, Università Piemonte Orientale e International University College Maria Rosaria Sodano, Tutor Magistralis, Milano. Giacomo Capuzzo, Clinica Legale Salute Ambiente e Territorio, Università di Perugia  Giuseppe Mastruzzo, International University College di Torino International University College di Torino Alice Riccardi, Clinica legale International Protection of Human Rights, Università Roma Tre Silvia Borelli, Clinica legale, Università di Ferrara Marika Surace, avvocato del Foro di Milano, Camera penale di Milano Flora Di Donato, Formazione clinico-legale, Università di Napoli Federico II Letizia Mancini, titolare Corso ‘Diritto e vulnerabilità sociale’ presso il carcere di Bollate, Università di Milano Adriana Di Stefano, Clinica legale, Università di Catania Francesco Costamagna, Università di Torino Francesco Bilotta, Clinica di diritto antidiscriminatorio, Università di Udine Luisa Ravagnani, Garante dei detenuti di Brescia, Ricercatrice Criminologia, Università di Brescia Micaela Vitaletti, Università di Teramo Maria Rosaria Marella, Clinica legale Salute, ambiente e territorio, Università di Perugia Marco Esposito, Università di Napoli Parthenope Claudia Pecorella, Clinica legale, Università di Milano Bicocca Angela Della Bella, Clinica legale di giustizia penale, Università di Milano Giovanni Carotenuto, avvocato del Foro di Roma, Pro Bono Italia Paola Lombardi, Clinica legale I, Università di Brescia Carlo Caprioglio, Clinica del Diritto dell’Immigrazione e della Cittadinanza, Università di Roma III Fabio Ravelli, Clinica legale, Università di Brescia Enrica Rigo, Clinica del Diritto dell’Immigrazione e della Cittadinanza, Università di Roma III Alessandra Cordiano, Clinica legale, Università di Verona Luca Masera, Clinica legale, Università di Brescia Joelle Long, Clinica Legale Famiglie, minori e diritto, Università di Torino Donata Gottardi, Università di Verona Alessandro Asaro, avvocato del Foro di Brescia, Clinica legale, Università di Brescia Isabel Fanlo Cortés, Clinica legale in materia di immigrazione, Università di Genova Matteo Buffa, Clinica legale in materia di immigrazione, Università di Genova Chiara di Stasio, Clinica legale, Università di Brescia Emanuela Roman, Human Rights and Migration Law Clinic, International University College di Torino  Ettore Battelli, Clinica legale di Diritto dei Minori, Università di Roma III Giuseppe Finocchiaro, Clinica legale, Università di Brescia Laura Calafà, Università di Verona Vittorio Arena, avvocato del Foro di Brescia, Clinica legale I, Università di Brescia Stefano Turi, avvocato, Clinica legale Carcere e diritti I, sezione clinica Avvocato di Strada, Università di Torino Ivan Pupolizio, Il diritto per strada. Accesso ai diritti per le persone senza dimora, Università di Bari Patrizia De Cesari, Clinica legale, Università di Brescia Giulio Itzcovich, Clinica Legale, Università di Brescia Barbara Giovanna Bello, Università di Milano Susanna Pozzolo, Clinica legale, Università di Brescia Laura Bugatti, Clinica legale, Università di Brescia.

Questo articolo è stato pubblicato su Antigone il 6 aprile 2020

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