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Proseguono le lotte in Sicilia contro la devastazione ambientale di Terna


di Maurizio Scarpari
Non sembra esserci limite all’arroganza con cui Terna persegue i propri interessi in terra siciliana (e non solo, come dimostra il riproporsi, nonostante la sentenza del Consiglio di Stato, del caso dell’elettrodotto Fusina-Dolo-Camin, del quale abbiamo dato notizia su «Inchiesta» del 31 gennaio 2017), forte dell’aiuto degli “amici” di turno.
Il caso dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi tra Calabria e Sicilia è diventato così un «case study» da proporre nei corsi universitari di analisi e gestione ambientale per illustrare strategie e metodi adottati da una multinazionale a partecipazione statale per operare “nell’interesse del Paese, nel pieno rispetto dell’ambiente, del patrimonio culturale e della salute dei cittadini”…
Non paghi dei disastri prodotti dalla realizzazione dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi che, vale la pena ricordarlo, è entrato in funzione in barba ai sequestri giudiziari, ai processi penali tuttora pendenti presso il Tribunale di Messina e ai ricorsi al Consiglio di Stato (v. il primo comunicato stampa allegato) e a problemi tecnici di varia natura, Terna & Co. sono da poco riusciti a far sì che in Commissione Ambiente della Regione Siciliana sia passato un emendamento (non firmato dall’Assessore regionale per i Beni Culturali, v. il secondo comunicato stampa allegato) da inserire nella legge finanziaria che renderebbe vano ogni tentativo di salvaguardare il territorio, il patrimonio culturale e le popolazioni del messinese da ulteriori scempi, consentendo a Terna (e non solo) di operare senza vincoli particolari e vanificando, al tempo stesso, ogni possibile azione della magistratura contro le molteplici infrazioni e violazioni alla legge fin qui commesse da Terna.


Un atteggiamento ancora una volta assurdamente coerente da parte di un’amministrazione che sembra sempre più prona agli interessi dei potenti, come denunciato dalle associazioni e dai comitati di cittadini che da anni lottano per difendere la Sicilia dal disastro a cui l’isola sembra inesorabilmente votata.
Non servono ulteriori commenti, basta leggere il recente comunicato stampa dell’associazione I Cittadini di Villafranca Tirrena che qui di seguito riportiamo. A noi, increduli spettatori di tale degrado, che non è solo materiale ma anche e soprattutto morale, non resta che sperare nell’intervento severo della magistratura e dei siciliani che nei prossimi mesi sono chiamati alle urne per eleggere i loro rappresentanti.


Questo articolo è stato pubblicato da Inchiesta online il 27 febbraio 2017

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