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Galliera, bassa bolognese: Sel e quel nodo della difesa dell'ambiente

Inizio lavori per le biomasse a Galliera
Inizio lavori per le biomasse a Galliera
di Massimo Corsini
Che fine hanno fatto le lotte e le polemiche fino a poco fa ancora vive intorno ai problemi ambientali della bassa, primo fra tutti quello delle biomasse? Molti dei fuochi accesi sono stati ormai addomesticati: le amministrazioni non hanno fatto nulla, nonostante le proteste dei cittadini, per impedire che fossero costruiti gli impianti e molti comitati si sono arresi. Così non si parla più di Budrio o di San Pietro in Casale ad esempio (che con Medicina detiene il primato di centrali a biogas), l’unico fronte ancora aperto, forse, è Galliera.
SEL ha candidato Maurizio Lodi alle prossime elezioni regionali del 23 novembre, alle quali fra l’altro si sta facendo una magra pubblicità, proprio in nome della difesa dell’ambiente. Maurizio Lodi ha fatto parte, sin dalla prima ora, del comitato contro la centrale all’interno del PD. “Ma come?” Si chiederanno molti degli avversari di Lodi (l’amministrazione comunale probabilmente in prima fila). Effettivamente quest’ultimo ha storicamente fatto parte del PD fintanto che dalle sue parti non hanno cercato di costruire la famosa centrale.
Poi, come chiunque provi la minaccia del danno sulla propria pelle, ha fatto opposizione al tentativo, mai realmente osteggiato da parte dell’amministrazione comunale di Galliera, di costruire l’impianto a biogas fino a dimettersi dal circolo del PD di Galliera. Tuttavia ha prima tentato di cambiare l’orientamento dell’amministrazione partecipando alle primarie del suo partito, come renziano, per l’elezione a sindaco del suo paese: come è noto l’esito è stato negativo.

Accettare la candidatura alle regionali per Sel dovrebbe essere considerata semplicemente una scelta opportunista? Oppure l’ultima occasione per Lodi di poter portare avanti alcune battaglie decisive sul territorio? Lodi ricorda di aver guardato inizialmente con speranza a Renzi, ma ora crede che stia prendendo la direzione sbagliata. Il recente decreto sblocca Italia, “che sarebbe più corretto chiamare distruggi Italia”, sembra scritto dalle compagnie petrolifere e dalle multiutility.
Permette, secondo Lodi, di trivellare dappertutto alla ricerca di gas e di petrolio facendo un danno ambientale enorme. Permette di bruciare i rifiuti provenienti da fuori regione negli inceneritori dell’Emilia Romagna, quando l’Europa chiede invece di spegnere gli inceneritori. “Renzi fa il contrario, rompendo il patto tra cittadini ed istituzioni: a cosa serve fare bene la raccolta porta a porta se poi oltre a spendere di più ho anche la beffa di vedere che non solo gli inceneritori non vengono spenti ma addirittura bruciamo i rifiuti degli altri ? Ecco credo che le scelte politiche debbano tornare in mano ai cittadini, e non alle multiutility o alle compagnie petrolifere o a Confindustria”.
La parola d’ordine che lega Sel a Lodi, dunque, è “ambiente”. La difesa del territorio contro il consumo del suolo accomuna i due. “Due esempi su tutti- spiega Lodi in chiave locale- la questione delle centrali a biomassa che hanno devastato la provincia di Bologna ed il passante nord”. Poi si sofferma su alcuni dettagli di programma che denotano come gli obiettivi da perseguire non siano semplicemente il frutto di idee vaghe.
“Vogliamo che il direttore di ARPA non sia più nominato dalla politica, vogliamo che la Valutazione d’Impatto Ambientale sia tra le responsabilità dell’assessore all’ambiente, e non come deciso da Errani, tra le responsabilità dell’assessore alle attività produttive, perché in quest’ultima veste l’ambiente, stretto nelle maglie delle attività economiche, sarà sempre visto come un impedimento e non come una risorsa. La terra deve tornare al compito primario cioè la produzione di cibo. La produzione agricola emiliana e’ un’eccellenza per definizione, tre quarti dei prodotti DOP d’Italia provengono dalla nostra regione”.

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