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Pd contro Pd? A Bologna si parla di mobilità e nel partito non c'è pace neanche dopo la vittoria

Pd, salva l'Italia - Foto di Leonardo D'Ottavi
Pd, salva l'Italia - Foto di Leonardo D'Ottavi

di Sergio Caserta
La sala del Baraccano si è riempita per partecipare al convegno promosso da Andrea De Pasquale per discutere di “Bologna si muove. E cambia verso”. Trentasette obiettivi su mobilità, infrastrutture e trasporti metropolitani. Un argomento di rilevante importanza e attualità, in particolare in questi giorni in cui intorno ad alcuni progetti, “People mover” e “Passante nord”, si è discusso intensamente sulla stampa a causa dei molteplici problemi riguardanti, nel primo caso la Corte dei conti che ha chiesto il risarcimento di 14 milioni di euro per presunto danno erariale alla giunta Del Bono che deliberò la concessione in project financing dell’opera alla Marconi express, nel secondo gli “stop and go”, a causa dei ricorrenti dubbi sulla fattibilità e sull’utilità dell’opera, in particolare da parte di Società Autostrade.
Il convegno preparato con cura da De Pasquale e il team di esperti, tra cui Pietro Maria Alemagna e Marco Spinedi, è una vera e propria piattaforma per la programmazione nel settore della mobilità locale che indaga i diversi comparti in cui è suddiviso il territorio metropolitano (provinciale) nelle direttrici radiali ovvero “centro-periferia”, trasversale “periferia-periferia”, mobilità di attraversamento (del territorio e del capoluogo), urbana ovvero interna al capoluogo.
Nel documento sono contenute diverse osservazioni e proposte sia di merito sia di metodo (governance dei sistemi di mobilità e trasporto), non ci sono prese di posizioni drastiche, anche se si esprimono critiche sul complesso della pianificazione in questo settore nel tempo, i fatti del resto sono sotto gli occhi di tutti.

Il centro dell’analisi riguarda il Servizio ferroviario Metropolitano considerato giustamente e non da ora da tutti coloro che ne capiscono, l’infrastruttura strategica e nevralgica per il collegamento dell’area metropolitana complessiva che è una realtà e si appresta a diventare anche una vera e propria istituzione. L’SFM resta un progetto in parte attuato ma ancora sottovalutato e perfino osteggiato da parte di chi ritiene di non sfruttarlo in tutta la sua potenzialità, limitandone la realizzazione, è il caso della Regione che interviene per ridurre gli investimenti laddove invece renderebbero il servizio più efficace, è il je accuse pronunciato con chiarezza nel convegno.
Andrea de Pasquale nell’introduzione informa dello studio sull’efficacia della mobilità nell’area bolognese della società TomTom, (quella dei navigatori satellitari) che avrebbe rilevato una perdita media di sessanta ore di mobilità per la congestione e i problemi irrisolti, un giudizio severo da una società competente.
Il “grande vecchio” dell’urbanistica Giuseppe Campos Venuti, tra i relatori che per ragioni di salute ha inviato un intervento scritto, enumerando i limiti dell’azione di governo locale nel tempo, fin dagli anni sessanta, agli errori e le scelte contraddittorie del periodo dal duemila, fino ai nostri giorni. Anch’egli autorevolmente rilancia l’SFM e apprezza il progetto a medio termine di un tram su rotaie ipotizzato nel documento.
Colpisce l’assenza di amministratori cittadini, il sindaco Merola invitato ha declinato (forse per impegni) senza farsi sostituire da un collega di giunta; l’incontro presieduto da Licciardello esponente di punta del PD, renziano doc come De Pasquale, con la partecipazione dell’ing. Gorini, esperto d’infrastrutture sempre di area PD, avrebbe potuto essere un’occasione qualificata di confronto con l’amministrazione comunale.
Invece sembra che in questo caso (ma è il solo?) ci siano due o più PD, quello della cittadinanza attiva e propositiva rappresentato in sala, e quello della gestione della cosa pubblica, preso in modo assolutistico dal proprio mandato e ruolo di governo che mal sopporta la discussione soprattutto quando si presenta con elementi di complessità critica, anche se certamente in questo caso non ostile, perfino all’interno dello stesso partito.
Non è ovviamente prerogativa del solo partito democratico, è l’insieme della politic politicienne, oggi a essere sostanzialmente autistica, estranea a ogni confronto che non sia nel recinto dei consenzienti, è questa una delle più gravi malattie di cui soffre il nostro sistema politico e l’intero paese. Poi non caschiamo dal pero quando esplodono gli scandali come Mose ed Expo, nella mancanza di confronto albergano più facilmente errori e orrori.
ps. L’intervento autorevole di Campos Venuti, è stato pubblicato in cronaca locale di Repubblica di domenica, però senza citare il convegno cui era indirizzato. Mi sembra confermi l’abitudine a ecclissare talune espressioni del dissenso quando sono sensate e incisive, degli atti inconsulti invece si parla sempre abbondantamente!

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