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Verso il conclave: Joseph Ratzinger, dimettersi per contare / 3

Joseph Ratzinger - Foto di Ernst Moeksisdi Crescita Politica, newsletter dell’Unione dei Comunisti Anarchici d’Italia
Le ragioni economiche del gesto pontificio
Sbaglierebbe chi pensasse che la decisione del Papa di rimettere il mandato secondo una procedura programmata sia dovuta a ragioni di carattere bioetico, teologiche o religiose e non rientrino nell’adozione di questa strategia ragioni di carattere economico. Non è così, prova ne sia che la “Commissione Cardinalizia di Vigilanza dell’Istituto per le Opere di Religione”. ha nominato, dopo otto mesi di vacatio, il nuovo direttore dello IOR nella persona del Barone Ernst von Freyberg, uno dei leader dell’Associazione per i pellegrinaggi a Lourdes dell’Arcidiocesi di Berlino, e ciò è avvenuto non senza il consenso del Papa regnante, Joseph Ratzinger che ha approvato la nomina. Il consenso papale e i regolamenti in vigore manterranno von Freyberg in carica per 5 anni.
Benché ci raccontino che la scelta è frutto del lavoro di una Agenzia Indipendente di selezionatori di “teste”, la Spencer & Stuart, ciò che rileva sono i rapporti del nuovo Direttore con la Diocesi di Berlino e la Conferenza Episcopale Tedesca e la sua appartenenza ai Cavalieri di Malta, da sempre fedeli al Papa, mentre non rileva il suo ruolo di industriale, membro di società che producono armamenti (navi da guerra). Il connubio tra Banca e industria bellica è una costante dello IOR che è stato in passato principale azionista della Breda. Del resto von Freyberg,succede a Ettore Gotti Tedeschi – banchiere in disgrazia, coinvolto in numerose inchieste – fiduciario del Banco di Santander in Italia e soprattutto appartenente all’Opus Dei.

In pratica, con questa decisione il Papa, rompe il vecchio patto stretto da Woitila con l’Opus la quale, assumendole la Presidenza dell’Istituto si era impegnata a ripianarne i debiti, ricevendo in cambio il riconoscimento della Prelatura personale, che ne ha fatto un’organizzazione separata nella Chiesa e ne aveva beatificato il fondatore.
Ma nemmeno la gestione dell’Opus è riuscita a fare applicare un’efficiente legislazione anti riciclaggio: troppi i monsignori che trafficano con la criminalità organizzata, la finanza speculativa e il riciclaggio facendo da prestanomi per la tenuta di conti presso lo IOR. Se continua così il Vaticano rischia di vedersi iscritto nella lista degli “Stati canaglia”.
Riuscirà von Freyberg a ad applicare la legge antiriciclaggio approvata dal Vaticano e del tutto inefficace e lacunosa ? Vedremo, certo egli gode di un ombrello potente, la Conferenza Episcopale Tedesca, oggi la più ricca e potente tra quella delle varie nazioni, in grado di contribuire alle pesanti perdite del Banco e di ricostruire attraverso il sistema bancario tedesco la credibilità dell’IOR.
Così un Papa al tramonto, stanco e debole (sic!) ha assestato un colpo potente alle lobbies vaticane, proiettando verso il futuro il nuovo assetto gestionario dello IOR. Ciò dovrebbe garantire una politica di più onesta gestione del patrimonio e più oculati investimenti; il rilancio della raccolta per l’Obolo di San Pietro, oggi in costante calo; il coordinamento delle attività finanziarie superando lo strapotere delle Congregazioni e degli istituti religiosi che ora la fanno da padroni, potenziando le attività della Chiesa nel settore dell’inclusione sociale al fine di aggredire economicamente il “terzo settore” per trarne lauti profitti.
Stiamo parlando di Scuole cattoliche, asili, ospizi, strutture sanitarie e di quant’altro può essere gestito in regime di sussidiarietà orizzontale. Chissà che così facendo non si possano fare profitti sufficienti a ricomprare pian piano le Chiese e i beni che è stato necessario vendere per risarcire le vittime della pedofilia di ecclesiastici e religiosi.
Il pastore tedesco
L’ultimo tocco alla remissione del mandato Joseph Ratzinger l’ha data preannunciando il giorno l’ora e il minuto nel quale lo Spirito Santo avrebbe staccato la spina, dedicandosi a un breve periodo di vacanza prima di prendersi cura del Conclave e del nuovo Papa.
Una precisione tutta tedesca che farà discutere i teologi per molto tempo e che comunque collocherà in un angolo il dogma dell’infallibilità, ribadendo tuttavia che ciò che un Concilio ha fatto un Papa ha potuto disfare, ma che forse ciò è potuto avvenire per l’ultima volta, prima del trionfo della collegialità. Un gesto da ultimo sovrano assoluto.
(Continua)
Questo articolo è stato pubblicato sul numero 51 di “Crescita politica”

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