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Noi stiamo con Bartleby sgomberato stamattina: i giovani e il diritto negato a spazi accessibili dove fare cultura

Bartleby
Bartleby
di Otello Ciavatti e Cristiana Costantini
Noi stiamo con Bartebly perché i giovani hanno diritto ad avere degli spazi dove trovarsi, creare, fare cultura per loro stessi e per la città. Ogni volta che vediamo gruppi di studenti organizzare corsi di formazione, incontri con gli scrittori, concerti di musica classica coinvolgendo il Teatro Comunale o gruppi come l’Ensemble Concordanze che concepiscono la politica scevra da obiettivi di immediato tornaconto, ci sentiamo in sintonia, pensiamo che una corrente di pensiero, una buona visione del mondo non sia ancora scomparsa, ma rifiorisca in altri modi, con altri protagonisti, con lo stesso linguaggio dei momenti migliori della politica e della cultura.
Si dice che il Comune e l’università non hanno spazi in centro storico: ma perché per i giovani lo spazio non si trova mai? Ai giovani nel centro storico offriamo solo i bar e i pub. Quelli sì, sono sempre di più. “Venite giovani, consumate!” In centro storico non ci sono centri sociali per i ragazzi. In centro storico non ci sono spazi per attività all’aperto per i giovani: giardini, campi da basket o da calcetto.

Accanto a centri sociali per gli anziani, alcuni situati in luoghi storici di pregio come quello al Braccano nel quartiere Santo Stefano, sarebbe opportuno offrire soluzioni anche ai giovani, anziché confinarli nell’estrema periferia dove i trasporti pubblici difettano specialmente la sera e i giovani, lo sappiamo, non hanno sempre la macchina per potersi muovere. Non crediamo che l’università di Bologna non possa trovare uno spazio per i suoi studenti in una zona dove loro amano stare e che ha bisogno di cultura e aggregazione come il nostro centro storico.
Noi stiamo con Bartebly perché ha realizzato un progetto culturale complesso e nuovo, facendo convivere musica classica, letteratura, jazz, corsi autogestiti e momenti di svago. Sappiamo che ci sono, che animano uno spazio vicino a dove abitiamo, che promuovono cultura e civiltà e Dio sa quanto se ne senta la necessità. Mandiamo via i giovani dalle strade e dalle piazze del centro perché sporcano e schiamazzano, una volta che chiedono solo un luogo da abitare e da qualificare la risposta è no?

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