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Biogas a Galliera: il Tar del Lazio respinge la sospensione d'urgenza

Centrale a biomassedi Massimo Corsini
Non è ancora giunta al termine l’epopea del biogas a Galliera. I giochi sembravano fatti dopo il parere negativo del Consiglio di Stato sulle istanze dei comitati contro la centrale che ritenevano non ci fossero le condizioni per autorizzarla, ma adesso segnano un punto a favore degli “indignados” del biogas. Il Tar del Lazio avrebbe respinto la richiesta di sospensione d’urgenza delle prescrizioni richiesta dalla Bg Monghidoro (alias Bg Galliera) relative ad alcune opere di carattere urbanistico. Per essere chiari: non ne ha respinto il ricorso in sé, bensì la sospensione d’urgenza.
Facciamo un passo indietro. Una volta che il Consiglio di Stato ha rimesso nelle mani dell’amministrazione comunale e provinciale i destini della centrale, giocando così a favore della parte proponente e, qualcuno sostiene, levando così dall’imbarazzo l’amministrazione di Galliera, incapace di prendere una posizione, veniva stabilito che la centrale si sarebbe fatta a patto che venissero effettuati alcuni interventi (l’allargamento via Coronella,la costruzione della pista ciclabile a San Vincenzo dalla Chiesa sino all’incrocio con via Sant’Alberto principalmente).

Per poter costruire la centrale a biomassa, quindi, si debbono realizzare le suddette opere, altrimenti non sarà possibile procedere con la centrale. “La Bg Monghidoro, nel ricorso al Tar, chiede l’annullamento delle prescrizioni perché secondo loro impedirebbero la costruzione della centrale stessa”, spiega Maurizio Lodi storico presidente del comitato contro la centrale. I lavori richiesti alla Bg Galliera sembra fossero stati richiesti in qualche modo dall’amministrazione, come forma di compensazione di un incremento del traffico causa il movimento dei camion per il trasporto per la centrale, considerato inadeguato rispetto al potenziale viario.
Ed è proprio questa una delle questioni centrali del ricorso lungo 54 pagine (e curiosamente presentato al Tar del Lazio: perché del Lazio poi?) che ritiene quindi la circolazione dei camion perfettamente sostenibile e accusa l’amministrazione di mercanteggiare illegittimamente opere di compensazione che secondo la legge sarebbe vietato per il mercato energetico. Ma ci sarebbe un punto ancora più dolente che rischia di penalizzare la società proponente: poiché i lavori della centrale non possono essere avviati sino alla realizzazione delle opere richieste, si rischia di sforare i tempi, dopo il decreto terremoto si parla del 31 dicembre 2013, entro i quali la centrale deve essere pronta per poter usufruire della Tariffa di incentivo (0,28 centesimi al KW per le centrali di potenza al di sotto del Megawatt, anche se con il decreto terremoto da quest’anno il sistema incentivante viene ridistribuito su centrali di potenza minore) senza la quale tutto il business biogas diventerebbe troppo poco economico.
Intanto a Galliera i comitati contro la centrale e quello Territorio e Vita, hanno passato un Natale e un ultimo dell’anno migliore del previsto e hanno due mesi davanti, prima della prossima udienza, per preparare l’ennesima battaglia.

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