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Libertà e (di)versi: due poesie (e una petizione urgente) per Mohamed al Ajami

Mohamed al Ajamidi Lance Henson e Sandro Sardella
In rete circola questa petizione (di Pina) da sottoscrivere: «Cari amici e care amiche,
vi contatto pregandovi di firmare una petizione urgente per la scarcerazione del poeta Mohamed Al-Ajami del Qatar, condannato all’ergastolo circa un mese fa per avere recitato una poesia inneggiante alle Primavere Arabe. Diffondete se potete, l’appello contro Al-Ajami sarà il 30 dicembre. La petizione sarà trasmessa a 5 ambasciate del Qatar, contribuendo così alla pressione internazionale per il suo rilascio.
http://act.rootsaction.org/o/6503/t/0/blastContent.jsp?email_blast_KEY=136398 oppure http://act.rootsaction.org/p/dia/action/public/?action_KEY=7041».
For the evolutionaries
old in their voices
carrying a terrible chrystal they have never known
among the scattered bones of a dream
they reach for the worlds nameless representations of itself
mohammed… in a cell in qatar
in this world of blood and sand what journeying led you here
the necessary life of a poet your calling
upon a field where all things written in human words
are the sum of one tale
we salute you…
in remembrance of mens shadows from so many
years before
fanon
geronimo
their shapes encaptured in wintered and frightening dawns
witness the awakening of turtle island
in the arriving hem
of dawn…
12, 20, 2012 – Bologna
Lance Henson, cheyenne nation
Cartolina postale per Mohamed Al-Ajami
di Sandro Sardella
“Allora indicando il cielo
si spinge sino ad intingere l’alluce
per fracassarne la quiete”.
(Sebastiano Adernò)
Il y a encore la poèsie…
la parola breve
la parola che s’accorcia
per sprofondare tagliente
ancora disturba
addirittura fa paura
la parola nuda scarna
sfrigola come sabbia
nei grandi roboanti
meccanismi del potere
la parola che parte dalla pancia
dai piedi dalle mani
irrorata d’intelletto
infastidisce
poiché urla invoca
il cambiamento
una parola innervata
di sdegno
di sete di giustizia
di sogno di un mondo altro
favorisce
l’unione delle genti
la parola di un poeta
come libera materna acqua sorgiva
è strumento di dissenso
che, ripeto, ancora
ancora fa paura
ai travestimenti affaristici
della tigre di carta imperialista
W Mohamed Al-Ajami
la sua libertà è la mia la tua
la nostra la vostra la loro
è l’utopia vitale di chi
non si arrende
alla barbarie
dilagante e devastante
Questo post è stato pubblicato sul blog di Daniele Barbieri

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