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Il futuro del Manifesto: i circoli non vogliono essere editori, ma garanti della natura del giornale

Foto di Carlo Traina
Foto di Carlo Traina
di Giacinto Cimino, circolo manifesto Bologna
Caro Giorgio Dal Fiume, le preoccupazioni sul futuro del manifesto sono pienamente condivise e sono anche le nostre, però dalla tua lettera si evince che le informazioni che tu hai sull’attività dei circoli non siano del tutto precise e propobabilnente ti saranno state riportate in modo non corretto.
Dal mese di febbraio i circoli si sono mossi, parecchio, solo ed esclusivamente affinché “il manifesto” possa continuare a restare “il manifesto” anche dopo questa fase burrascosa che sta attraversando, ricordandoti che la liquidazione coatta amministrativa ha dei tempi e delle scadenze ben precise. Quindi non c’è mai stata nessuna velleità di diventare “coeditori”, non è il nostro mestiere. Probabilmente molte incomprensioni sarebbero già superate se le pagine che ora, finalmente, il giornale dedica alla crisi fossero state pagine fisse già da quando sono arrivati i liquidatori e come da tempo i circoli andavano chiedendo, ma ascoltati in questo solo da Valentino e da pochi altri.

Quanto prodotto dal nostro circollo lo puoi trovare sul nostro blog www.ilmanifestobologna.it , ti invitiamo inoltre alle nostre riunioni di circolo che, da febbraio, si svolgono ogni lunedì alle ore 18 presso il Centro Sociale Costa di Via azzogardino a Bologna, la tua esperienza nel terzo settore penso ci possa tornare utile al salvataggio de “il manifesto” nostro bene comune.
L’invito è rivolto a quanti vivono qui a Bologna, ma anche in altre città: guardatevi attorno, cercate, di sicuro ci sarà un circolo o un gruppo di amici del giornale disponibile ad accogliervi. Aspettandovi tutti il 4 novembre a Roma.

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