Luigi Manconi premiato a Sassari: un riconoscimento alla cultura, all’impegno civile e all’umanità

di Petrina Chessa /
1 Novembre 2026 /

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Il 23 ottobre u.s. il Padiglione Tavolara ai Giardini pubblici a Sassari ha ospitato, nella ricorrenza del ventennale del Festival Poetico Internazionale della Sardegna OTTOBREinPOESIA, un incontro con Luigi Manconi al quale è stato consegnato un Premio Speciale alla Carriera-sezione CULTURA E SOCIETA’ con le seguenti motivazioni:

“La figura di Manconi è quella di un autentico intellettuale a tutto campo, un esempio straordinario di competenza e curiosità. Dalla sociologia alla scienza della politica, dalla musica, al cinema. I Quaderni Piacentini, Ombre Rosse, Muzak, Antigone, tutta la sua produzione intellettuale sono capitoli importanti per la storia della nostra Cultura. Il Suo La scomparsa dei colori è poi una grande prova letteraria e umana, un esempio di coraggio e ri-nascita o come ha scritto Goffredo Fofi ‘si tratta di uno straordinario manuale di ri-apprendimento (o meglio, di continuità negli impegni umani e civili), nonostante il buio e da dentro il buio’”.

Nessuna forma di campanilismo o riconoscimento identitario, ma da sardi e sassaresi siamo estremamente orgogliosi che Manconi, sardo e sassarese, rappresenti un esempio virtuoso di studioso e intellettuale che nella sua università porti fieramente con sé la sua identità regionale.

A Lui va la nostra gratitudine, che simbolicamente esprimiamo col conferimento di questo nostro Premio alla Carriera come “Umanità e studi Sociali” sezione CULTURA e SOCIETA’ DEL Primo Premio Letterario Internazionale che, unico in Italia, oltre ad una giuria tecnica qualificata ha una giuria scuole composta da circa 4000 studenti di istituti superiori dell’isola e di alcune regioni del resto d’Italia.

In tempi in cui si rende sempre più necessario avere punti di riferimento etici e culturali, il premio a Luigi Manconi significa anche questo: contribuire alla connessione tra un autorevole intellettuale e le nuove generazioni.

L’incontro, al quale ha assistito un folto pubblico, si è svolto in un clima piacevole e disteso, grazie alla sapiente ironia e leggerezza del prof. Manconi, che gli consentono di parlare della sua condizione di cieco, come persona con disabilità, preferendola alla definizione di disabile o handiccapato, o ipovedente, delle sue difficoltà di dialogo con il sistema Alexa, dovute alla sua pronuncia sarda, ma di affrontare anche argomenti impegnativi.

Durante la sua attività politica ha ricoperto a lungo l’incarico di senatore e di Sottosegretario alla Giustizia nel Governo Prodi; l’esperienza lo porta a sottolineare la necessità di provvedere al più presto al varo di leggi che consentano ai cittadini di usufruire della Sanità senza discriminazioni di classe, a cominciare dai benefici di trattamenti, quale la terapia del dolore e di altri che vengono raggruppati genericamente nel “fine vita”.

Si è soffermato a lungo, basandosi sulla sua esperienza di sociologo, sugli avvenimenti di questi giorni, frettolosamente definiti violenti, portando un raffronto con gli anni 70, con i cosiddetti “anni di piombo”, sulla composizione sociale di quel periodo e di quello in cui attualmente viviamo, ripetendo con convinzione quanto già scritto in un quotidiano nazionale, di cui è editorialista, qualche giorno fa.

Ha poi concluso con una divertente uscita, rispondendo ad una sollecitazione del sindaco di Sassari Giuseppe Mascia, che si è autodefinito rockettaro, e che gli ha posto la fatidica domanda tipica degli anni ruggenti della sua gioventù: “Tu eri per i Beatles o per i Rolling Stones?”.

Il prof. Manconi ha affermato con convinzione che era sempre stato schierato in maniera militante per i Rolling Stones. Ed è partito un grande applauso!

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