Appello per una manifestazione unitaria

di Il manifesto in rete /
27 Ottobre 2026 /

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Alla CGIL, ai sindacati di base, ai partiti di sinistra, all’Arci e a tutti i soggetti sociali, politici e civici organizzati contro questa deriva autoritaria.

Siamo di fronte a un passaggio cruciale che richiede maturità, senso di responsabilità e soprattutto il coraggio di guardare oltre i propri confini organizzativi. La stretta repressiva che colpisce il dissenso, la criminalizzazione dei giovani, l’impoverimento generale causato dal carovita e il peso crescente dell’economia di guerra disegnano una pericolosa deriva democratica che ci riguarda tutti, nessuno escluso.

Sappiamo bene che le differenze di analisi, di pratiche e di percorsi tra le nostre organizzazioni sono reali e profonde. Comprendiamo le ragioni storiche e politiche che hanno portato a faticare nel parlarsi e che oggi si traducono in due date di sciopero generale distinte, il 30 ottobre e il 20 novembre. Tuttavia, prendere atto di questa incomunicabilità al vertice non può significare rassegnarsi all’impotenza nella società. Se i calendari restano divisi, il nostro compito è trasformare entrambe queste scadenze in due grandi tappe di un unico percorso di lotta, partecipando, sostenendole reciprocamente e preparando il terreno per un grande appuntamento unitario.

La storia ci insegna che l’unità non è mai un punto di partenza semplice, ma una conquista faticosa. Pensando alla grande lezione dei Fronti Popolari, il messaggio per noi diventa ancora più chiaro. Quando ci si chiude nei propri recinti, le destre avanzano; quando la spinta dal basso impone la convergenza, si riapre la partita. Non ci serve un’unità di facciata o un cartello elettorale, ma un fronte popolare reale, radicato nelle piazze e nel conflitto sociale.

Conosciamo i distinguo, ma rifiutiamo di farne una gabbia. Per questo chiediamo a tutte le realtà sindacali, politiche e associative di attraversare insieme le mobilitazioni del 30 ottobre e del 20 novembre e di convocare una grande manifestazione unitaria a partire dai fatti sconcertanti di Bologna e di altre città italiane, stringendo un patto d’azione attorno a quattro urgenze comuni:

Al fianco delle nuove generazioni: Non possiamo lasciare gli studenti da soli. Chi oggi scende in piazza per il diritto allo studio, per il futuro e per la pace non può trovare come unica risposta dello Stato i manganelli e i fogli di via. Difendere la loro agibilità democratica significa difendere la libertà di tutti.

Giustizia sociale contro l’inflazione: Il carovita tocca tutti, senza chiedere quale tessera si ha in tasca. I salari restano al palo mentre i profitti e il costo della vita esplodono. Serve una spallata comune per il recupero del potere d’acquisto, il salario minimo e la difesa della sanità e della scuola pubblica.

Economia di pace e disarmo: Via le armi dalle strade e dai bilanci pubblici. Rifiutiamo la militarizzazione dei nostri territori e lo spostamento di miliardi di euro dallo stato sociale verso la spesa bellica e l’industria degli armamenti.

Responsabilità politica per la gestione dell’ordine pubblico: Di fronte agli abusi, alle cariche e alla gestione repressiva del dissenso, chiediamo conto ai vertici istituzionali e di polizia, al Questore, al Prefetto e al Ministro dell’Interno.

Le divisioni tra le sigle non possono diventare le divisioni tra le persone che soffrono le stesse ingiustizie. Facciamo del 30 ottobre e del 20 novembre il motore di una convergenza più grande.

SERVE UNA MANIFESTAZIONE UNITARIA. ADESSO!

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