Ultimi fuochi d’estate

di Silvia Napoli /
22 Settembre 2025 /

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"Le donne di Franca Rame: il comico e il crudo" (pagina Facebook di Feminologica)

Già, ultimi fuochi della favola bella che oggi ci illude e veramente non è mai stata tanto dark come adesso, ma noi andiamo avanti fiduciosi nel potere della creazione artistica di istituire relazioni e collegamenti anche ove appaia quasi impossibile da farsi.  

Cosi, ho da segnalarvi alcuni recenti eventi, tra cui un imperdibile appuntamento della rassegna Feminologica tenutosi il 16 settembre, con un incontro alle 19, presso l’anfiteatro del teatro di Villa Spada, titolato significativamente Aborto e Censura, il diritto di decidere, incontro che ha visto protagoniste un’attivista di NUDM e Loretta Serra del direttivo Udi, moderate da Elisa Rosso di Youkali APS; e alle 21, la riproposizione di due atti unici di Franca Rame, Lo Stupro e Abbiamo tutte la stessa storia, con Simona Sagone, che dell’intera rassegna è curatrice artistica, Francesca Fuiano e Sara Graci. Il tutto è stato presentato sotto la dicitura Le donne di Franca Rame, il comico e il crudo. Si è chiusa il 18 settembre, con un incontro curato dal Collettivo Amleta su Genere, Potere, Disuguaglianze nel Mondo dello spettacolo. A seguire, After Kostia con Alessandra Frabetti e Sara Biacchi. Il Gabbiano revisited attraverso gli occhi delle protagoniste femminili.  

Qui ci troviamo al parco di zona Saragozza, dall’entrata di via di Casaglia 7. Adesso ci spostiamo in altrettanto suggestiva zona, dalle parti invece del Pilastro, dove il 21 di settembre è iniziata la rassegna Ginnasio, giunta alla terza edizione e idealmente dedicata ad una, per la verità più che classica, intersezione tra pratiche sportive e arti performative. Intersezione benedetta dall’agone che l’agorà comunitaria sviluppa in entrambe le situazioni che si possono vivere e rappresentare come l’una il completamento dell’altra. Ma veniamo al programma. Intanto, la consistenza, fatta di dieci appuntamenti che intrecciano moduli e linguaggi differenti, iniziati alle 21 di domenica con il concerto Play the sound di Daniele Capuzzo, che ha proposto una trasformazione dei suoni dinamici e statici, preparatori, dello e allo sport. Martedì 23 negli spazi del Dom, c’è Duale, uno spettacolo particolarissimo che accosta il tennis da tavolo con due monologhi dal Giulio Cesare. Romano Zuccheri sarà l’attore protagonista, i deuteragonisti saranno gli atleti della Fortitudo tennis da tavolo. 25 e 26 di settembre, Xing presenta Claudia Triozzi con Scomodo ma vero, ovvero una due giorni di laboratorio per senior, con chiamata a gruppo aperto. Un esperimento condotto da una coreografa performer che esplora i limiti e le potenzialità dei corpi. Tutto ciò confluirà in una vera coreografia il 13 novembre, una performance titolata Per niente, ma in senso buono e in un podcast titolato Radio Claudia. Alle 20 poi il giornalista sportivo e scrittore Marco Pastonesi presenterà cronache di gesti unici. Un talk per raccontare imprese sportive in qualche modo esemplari e come tali paradigmatiche per l’immaginario mitopoietico contemporaneo: non per caso seguirà una lettura scenica in tema a cura di laminarie e a seguire si proietta Mc Farland un film diretto da Niki Caro, dal valore altamente pedagogico  

Si prosegue sabato 27 con la lettura scenica prevista per le 20 e 30 di Cronache do gesti atletici e rimbalzi, da testi di grandi autori che hanno saputo catturare momenti irripetibili di pratica sportiva. Saranno di scena Serena Viola, Cristiana Raggi e Donatella Allegro. L’abbinamento spettacolo teatrale sembra evidentemente una formula vincente per mettere d’accordo tutte le sensibilità e infatti alle 21 viene presentato un film del 2023, dal titolo Champions che tratta del tema della competizione sportiva al di fuori e oltre l’abilismo dominante… Si replica il 30 la lettura e si proietta a seguire Copa 71, un film frizzante e super divertente, ve lo posso assicurare che racconta la storia misconosciuta del campionato mondiale di calcio femminile non ufficiale del 1971, ricostruita a flashback dalle oggi più che mature protagoniste di allora. Naturalmente i miei consigli per gli acquisti potrebbero estendersi pagine su pagine data la ricchezza di programmazioni festivaliere e il moltiplicarsi di spazi non convenzionali per le rappresentazioni teatrali. Ma preferisco raccontarvi di qualcosa che ho visto. Per esempio, a Ravenna per l’appuntamento finale irrinunciabile della vetrina della giovane danza d’autore internamente al festival Ammutinamenti.  

Un sabato pomeriggio e sera praticamente conclusivi del festival a loro modo memorabili come sempre, dopo altre due dense giornate che non ho purtroppo potuto seguire, in cui prima di trasferirsi come da tradizione in Artificerie Almagià, si son vesti una raffica, potremmo dire, di performances intriganti e sorprendenti. La prima esibizione di Pablo Ezequiel Rizzo e Voluptas, Sex.Exe, primo studio, per esempio una esercitazione sul suono e l’illuminotecnica di scena ad alto contenuto stroboscopico e ad intensità sonora ossessivo compulsiva con quel reiterato “loveme” in loop campionato che sembrava non potersi agire su corpi così attraversati e resi astratti dalla quantità di stimoli che li plasmano. Una sintesi interessante e folgorante della nostra condizione che non esce nonostante gli stimoli da cecità e inconsapevolezza. Il tema del buio relativo e di una scarsità di luce e apertura mi è parso abbastanza evidente in quasi tutti i lavori visionati e ci tornerò sopra con premio Scenario, sulle osservazioni conclusive. Del tutto dominante in questo Gherminella studio di voci inarticolate già recentemente visto a Short, realizzato da Miranda Secondari. Una riflessione concettuale minimalista, scandita da intervallazioni davvero inusuali nella danza dagli accenti panici, in cui il corpo performante è soprattutto abitato da gesti sottrattivi e suoni animali inarticolati. Come dire che noi stessi siamo coerenti alla selva oscura in cui ci siamo cacciati con, per l’appunto, inconsapevolezza, sottolineata dal titolo che allude ad un gioco infantile. più dinamico, muscolare e comunque anche qui, costruito come una partitura, Coraggio. La sfortuna non esiste di vidavè Company. Un lavoro molto interessante sulle tecniche miste e la ricerca sonora quasi da musical americano. Ci vuole forse molto coraggio a voltarsi indietro nella nostra cultura più recente senza venirne pietrificati o ributtati agli inferi della marginalità ininfluente. Molto applauditi gli impeccabili danzatori. Laura Simonet, alla sera in Almagià, compie una mesmerica esercitazione forse su un tema di genius loci proveniente da una storia antica, risorgendo dalla pietra come ombra tra le pietre sempre presente tra noi da un passato ancestrale, che una volta al di fuori sui docks, chissà, potrebbe divenire il nostro futuro da sogno elettrico. Tornando tra noi, ecco nei più intimi spazi di Teatri di vita al Pratello un primo studio da quello che dovrebbe divenire un trittico mitologico nelle intenzioni di Andrea Mattei una delle giovani rivelazioni di questa edizione di premio scenario 2025. Fresco vincitore del premio Periferie con questo assaggio de L’isola dei ciccioni felici, ha riproposto nel fine settimana questo suo primo studio datato 2024, dal titolo Pasifae, ovvero quella che nel mito era la moglie di re Minosse a Creta e madre destinata al sacrificio di sé, del mostro Minotauro, partorito dopo un illecito sacrilego e voluttuoso accoppiamento con il toro sacro. In scena Mattei ha l’allure di una sciura del nord ripassata nel cabaret brechtiano strehleriano con tanto, infatti, di parrucca rossa alla Milva, ma la parlata toscana della “su nonna” che invece aveva opposta coloritura politica e dà vita ad un grottesco dai sapori testoriani variegato ai gusti della stand up interattiva e del kitsch dei nostri tempi.  

Pertanto ci si ciba di carne un po’ cannibalescamente in scena, si inghiotte terriccio, si tossisce ed arriva il fatale momento contest in cui il pubblico è chiamato a schierarsi e a compiere o non compiere un piccolo atto performativo finale che non spoilereremo, ma che potrebbe dare pace all’infelice protagonista autonarrante o au contraire, rimandare tutto indietro in loop. Ai posteri l’ardua sentenza? Nell’after Mattei ci racconta che vorrebbe portare avanti il progetto con altre due topiche figure femminili quali Giocasta e Clitemnestra, che vede come partiture molto fisiche tanto da avere in mente un tomato splatter per raffigurare la moglie madre di Edipo. Non bisogna precorrere i tempi però, perché intanto la vincita a Scenario lo vincola ad iniziare almeno in novembre una residenza al Due Mondi di Faenza, nel suo caso, per rendere il corto opzionato dalla giuria, uno spettacolo da presentarsi poi in gennaio a Roma insieme agli altri finalisti suddivisi per categoria. Naturalmente se ne riparlerà e torneremo presto per le ultime novità da Ert e dalla imminente ripresa di Agorà. 

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