Italia, allergia ai profughi anche su piccola scala

di Lidia Maggioli e Antonio Mazzoni /
25 Luglio 2023 /

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Già operativo in Iraq e Somalia come paracadutista del Battaglione d’Assalto “Col Moschin” – erede del Reggimento Arditi della prima guerra mondiale – da quando è in pensione il signor Mauro Giannini si è dato alla politica, prima in quota Lega, ora come indipendente.
Dal 2016 è sindaco di Pennabilli, rinomata cittadina della Valmarecchia (RN).
Il passato riemerge vistosamente. Il signor Sindaco infatti ama postare su Facebook immagini che lo ritraggono ora con armi da guerra, ora con fucili da caccia, a volte con semplici asce da boscaiolo, ma sempre in pose bellicose e “virili”, si sarebbe detto in altri tempi.
Per fugare eventuali dubbi sul suo background politico, nell’ottobre del 2022 rilascia a Repubblica un’intervista in cui orgogliosamente afferma: “Sono nato e morirò in camicia nera.”
Un lampo: ma non siamo già fuori della legalità costituzionale?
Non si tratta purtroppo di parole in libertà in quanto, appena si presenta l’occasione, la stessa persona dà libero sfogo al repertorio dei pregiudizi che sono ancora radicati nei recessi neri della storia patria.
Lo si è visto pochi giorni fa quando la Prefettura di Rimini ha comunicato al sindaco di Pennabilli che avrebbe dovuto accogliere e ospitare nel suo comune quindici profughi provenienti dalla Costa D’Avorio, di cui sette donne e otto bambini.
Apriti cielo!
Per mano del primo cittadino è uscita un’ordinanza che minaccia multe fino a Euro 15.000 a chi offre ospitalità a migranti “di qualsiasi razza” senza avvisare l’Amministrazione (Da BuongiornoRimini. Guida ai fatti del giorno in città e provincia, 24 luglio 2023).
Inoltre è convocato per domani, 25 luglio, un Consiglio comunale in seduta straordinaria pubblica, con un Ordine del Giorno che al punto 7 recita:
DISAPPROVAZIONE ALL’ACCOGLIENZA DI PROFUGHI DI QUALSIASI NAZIONALITÀ, RAZZA E RELIGIONE, NEL COMUNE DI PENNABILLI.
La parola “razza” per chi ha memoria fa riemergere i fantasmi d’epoca nazista quando si voleva che i territori venissero dichiarati “liberi da ebrei”.
Fortunatamente la popolazione romagnola, giustamente famosa per la sua ospitalità, ha gli anticorpi necessari per neutralizzare impulsi xenofobi e razzisti di amministratori privi di umanità e ignari dei principi ispiratori della Carta Costituzionale.
I partiti democratici, i sindacati, la Rete Pace Rimini sono in prima fila nel sostenere il diritto-dovere dell’accoglienza nei confronti di persone in grave difficoltà o in pericolo di vita. Vorremmo invitare il signor sindaco a non confondere i profughi africani con i rifiuti da conferire alle discariche.
Già troppe tragedie – quella di marzo a Cutro con oltre 100 morti, e quella di giugno a Pylos dove i migranti affogati in mare sono stati 600 – hanno messo sotto gli occhi del mondo la profonda e inaccettabile disparità delle condizioni di vita dei popoli, che nel caso degli “ultimi” lottano per la pura sopravvivenza.

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