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Contro l’abbattimento dei bagolari in Via Barbieri

Nei giorni scorsi i residenti di Via Barbieri in Bologna, all’altezza del civico 115, uscendo di casa si
ritrovano quattro degli Alberi della via segnalati con il nastro adesivo, ed un cartello comunale che
avvisa “abbattimenti alberi“, riportando peraltro l’ordine di abbattimento di Alberi in altre vie della
città, e non in Via Barbieri. I bagolari di Via Barbieri appaiono infatti ancora rigogliosi e in ottimo stato
nonostante i lunghi mesi di siccità, che hanno danneggiato o ucciso tanti altri Alberi più giovani e di
piccole dimensioni nella città. Alcuni abitanti, preoccupati ma sperando in un errore, scrivono al
Comitato per la Tutela degli Alberi di Bologna, che invia tempestivamente una mail all’Ufficio del
Verde chiedendo chiarimenti. L’Ufficio Verde risponde sollecitamente: “Gentilissimi, in via Barbieri è
previsto solamente il taglio di una branca secca. Cordialmente Segreteria Tecnica”. Il Comitato
risponde ai residenti, inviando via e-mail la risposta ricevuta dal settore auspicando l’emergenza fosse
finita.


Invece il giorno 20, inaspettatamente viene abbattuto proprio il più grande e il più bello dei quattro
bagolari segnalati con il nastro adesivo! Un grande bagolaro che ombreggiava il civico 115 e i civici
vicini. Ai residenti presenti, impreparati e allibiti, amareggiati, non resta che fare le fotografie e inviarle
alla Presidente del CTA.
Chiediamo a Simone, residente in Via Barbieri, se l’albero abbattuto destasse preoccupazioni per la
stabilità.
“Il bagolaro era maestoso e a vista godeva di piena salute, anche a detta degli altri abitanti con cui ho
potuto parlare. Non era visibile nessun marciume ne segni evidenti di decadimento ne sulla chioma, ne
sui tronchi tagliati, ne sul ceppo rimasto. Siamo allibiti, temiamo che possano tornare in qualsiasi
momento, esponendo di nuovo cartelli di autorizzazione generici o riguardanti altre vie, e abbattere
tutto. Quel che è peggio, spesso nulla viene ripiantato, e anche i nuovi alberelli che eventualmente
ripiantassero, come si vede in giro muoiono entro pochi anni, anche a causa della siccità. Chi vorrebbe
vivere in una Via Barbieri o in ogni altra parte di Bologna senza più verde nè ombra? Ogni albero in
meno vuol dire più caldo e più smog dentro casa! Nelle città del centro e nord Europa costruiscono non
al posto degli Alberi esistenti, ma attorno ad essi, qui invece si tagliano alberi di 50 anni o più per farne
cippato.”

L’albero abbattuto è il secondo da destra


Anna Petrucci, Presidente del CTA, riceve quotidianamente segnalazioni di questo genere ed è
pessimista: viene da pensare che l’Ufficio verde non fosse neppure a conoscenza dell’abbattimento, ma
se è così viene da chiedersi se c’è qualcuno che controlla, o se la preservazione degli Alberi sia lasciata
alle forze del mercato. Ci vuole un sito dove siano pubblicati per tempo tutti gli abbattimenti pianificati
e le ragioni per le quali tali interventi non possono essere evitati: i cittadini devono essere informati, lo
prevede la legge! Se continuiamo così, tra i tanti nuovi Alberi che si sono seccati durante un’ estate
particolarmente calda e senza piogge, i vigorosi Alberi storici – proprio quelli che alla siccità meglio
hanno resistito – quelli vengono abbattuti senza creare un contradditorio con la cittadinanza. Entro
pochi anni, visto le politiche adottate dall’Amministrazione in tema di tutela del verde, avranno
defraudato quello che è la parte storica, caratteristica che rende bella Bologna, fatta di grandi Viali,
Strade, Vie, ornate con Alberi di 1° grandezza, divenendo invivibile per caldo insopportabile, smog e
polveri sottili, tutte cose da cui gli Alberi ci difendono. I grandi Alberi sono un fondamentale presidio
per la salute collettiva, maltrattarli asfaltandoli fino al colletto o, peggio, abbattendoli alla minima
occasione che si presenti è un vero crimine, ne va del futuro di tutti noi.
Dobbiamo salvaguardare al meglio i grandi Alberi storici della nostra città! Ad oggi non esistono infatti
Alberi di nuovo impianto in grado di sostituire i precedenti: la vita media dei nuovi impianti è di soli
otto anni, e questo già prima dell’aumento del clima siccitoso!

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