Skip to content

Territorio e ambiente a San Pietro in Casale

Friday for future, Assemblea ONU sul clima ecc. ecc., il mondo si domanda cosa fare e come ridare un futuro al pianeta ma c’è un piccolo paese che invece ha preso strade ben diverse. Da qualche anno a questa parte il nemico di chi amministra il Comune di San Pietro in Casale non è il cambiamento climatico ma è il pioppo cipressino: l’esercito dei pioppi cipressini ha invaso il territorio… Ma non solo i pioppi, un po’ tutte le piante che necessitano di cura, di manutenzione sono entrate a far parte della “black list” dell’ufficio ambiente. La cura del territorio in un paese che guarda al futuro dovrebbe essere trattata come la cura della persona. La prevenzione della salute del cittadino passa anche e soprattutto dal farlo star bene. In paese nessuno dimentica cosa accadde qualche anno fa quando un’amministrazione cieca e sorda alle proteste decise di far cassa vendendo due parchi pubblici, qualcuno pensava che lo sfregio sarebbe finito lì invece quello era solo l’inizio. Quello fu l’inizio di una politica ambientale che piano piano ci sta portando ad avere parchi e viali “monotematici” nel nome di una razionalizzazione finanziaria del bilancio dell’ufficio ambiente. Sì perché ormai tutto si riduce ad avere minor costi, ad avere sempre meno tempo per la cura del verde. Vogliamo elencare le deturpazioni che abbiamo subito in questi anni? Possiamo cominciare con l’abbattimento delle piante intorno a un campo sportivo perché le loro radici “rovinavano” il livellamento del campo stesso, per passare poi alla completa soppressione del filare di pioppi di via Borsellino. Ora a rischio sono quelli del parco della scuola Calvino per non parlare poi dei “Dead men walking” che sono tutte le piante di via Galliera Sud. Uno stillicidio che sicuramente non si può considerare bilanciato dalla fascia boscata che di fatto non è un recupero ma solo la modifica di un terreno agricolo in terreno a bosco. Bosco poi che vedremo tra quanti anni? Quando quelle piante saranno effettivamente in grado di svolgere il lavoro che stanno facendo quelle che sono state estirpate? E soprattutto quante di quelle riusciranno a salvarsi dall’inquinamento che sta aumentando tutt’intorno a esse? Nessuno che ha a cuore l’ambiente può ritenere che la creazione di un bosco, di quel bosco sia una cosa negativa ma allo stesso modo un’Amministrazione che pensi veramente al territorio non può ritenere quell’iniziativa un bilanciamento sufficiente a giustificare la soppressione, troppo leggera, di piante adulte, ecologicamente ricche, ore esistenti. L’ambiente lo si salva con equazioni più complesse di così.

Il vero recupero ambientale forse lo avremmo anche: l’area dell’ex zuccherificio dove anni e anni di disuso e di non intervento dell’uomo hanno ridato vita a una ricca flora, ma ora anche lì si parla di riqualificazione e allora decine e decine di piante verranno abbattute perché il “progresso” dei centri logistici deve avere la meglio!

Vogliamo poi parlare del consumo di suolo? Con le deroghe consentite dalla legge regionale si è dato il via a una corsa all’edificazione che forse non ha avuto uguali negli anni passati. Anche uno non avvezzo alla materia è capace di fare il calcolo di quanto dovrà costruire quel privato che mette a disposizione 800.000 euro per le opere di “riqualificazione” come la chiamano loro. Non pensate che in questo paese vivano finanziatori “malati di beneficienza”, quei soldi messi a disposizione, alla fine rientreranno nelle loro casse aumentando il costo e il numero delle abitazioni.

Questo sconsiderato sviluppo avrà le sue conseguenze da qui a qualche anno, non serve essere alcuna Cassandra per sapere che il territorio così deturpato ci darà le sue risposte con allagamenti e chissà cosa.

In tutto questa babilonia cosa si può fare? Un cittadino non può rimanere indifferente nel passare a fianco di un asilo e vedere i resti di un albero adagiati al terreno. Il cittadino ha un obbligo morale verso le nuove generazioni che lo deve portare a essere in prima fila nella protesta, a richiamare gli amministratori della cosa pubblica a una politica di protezione e tutela del territorio, a considerarlo un bene primario e non un qualcosa da spolpare a uso e consumo di società edificatrici o immobiliari. Un vecchio proverbio dice “La Terra non è un’eredità ricevuta dai nostri Padri,ma un prestito da restituire ai nostri figli”, anni addietro all’attuale sindaco che poi altro non era che l’assessore ai tempi della vendita dei parchi, chiesi se non gli piangeva il cuore veder sparire quell’area verde in cui da bambini giocavamo ore e ore tutti i giorni, non ho mai avuto alcuna risposta ma penso che sia sotto gli occhi di tutti quale era e quale è il suo pensiero.

Come detto non si può restare indifferenti a certe violenze e non si può sempre pensare che aver avuto una maggioranza di voti ti dia carta bianca su tutto e per tutto. Ci sono operazioni che modificando il territorio in maniera così rilevante, richiederebbero un confronto preventivo, un gruppo di cittadini sensibili a questi temi ha chiesto questo confronto ma per ora l’amministrazione si nega e possiamo pensare che quando e se accetterà, sarà ormai troppo tardi perché è nel modo di fare di questi portare a conoscenza della cittadinanza le cose a decisioni già prese, guarda caso quando ciò non è accaduto ha dovuto fare una precipitosa marcia indietro.

Come dimenticare il progetto della bretella per l’accesso alla stazione ferroviaria o l’idea della fusione tra 4 comuni. Tutte operazioni create nelle segrete stanze di una politica che si muove solo per sostenere pochi a scapito della collettività.

Non si sa se si è ancora in tempo per salvare quel centinaio di piante di cui una trentina sane al cento per cento ma quel manipolo di cittadini siamo sicuri che non si tirerà indietro e non lascerà nulla di intentato per modificare il percorso fin qui delineato. Per far questo si chiede un impegno da parte di chi crede a un futuro diverso, un impegno che non sia solo quello di un appoggio solidaristico ma che si faccia sentire nei luoghi atti alle decisioni. Non dobbiamo dimenticare che il candidato che verrà eletto sindaco nel comune di Bologna diventa automaticamente anche presidente della Città Metropolitana e che quindi in qualche modo può anzi deve farsi sentire con i sindaci degli altri comuni.

Non c’è molto tempo a disposizione bisogna muoversi subito.


Capogruppo L’Altra San Pietro

Dostoevskij ne L’Idiota fa dire: “La bellezza salverà il mondo”, un componente di quel manipolo di cittadini credo che abbia rappresentato bene la bellezza, eccola:

Dialogo tra i Pioppi, il Bambino e il Sindaco.

Siam qui da molti anni, a far da bada,

Al sole, alla luna e a questa strada.

Al freddo dell’inverno che ci iberna,

ci veste a festa con la galaverna.


Siam qui da molti anni, c’han piantati…

Per fare ombra e per mangiare piombo

Pulirvi l’aria dai particolati

Prestare i rami al nido d’un colombo.


Purtroppo abbiamo anche la radice..

mi spiace per il braccio, ne hai sofferto!

Ma pensa che la gente è più felice

con me qui che gli mitigo il deserto.

Eh si perché se oggi tu mi tagli

il danno non lo fai soltanto a me

Sta attento perché invece questi sbagli

li pagheresti cari proprio te.


A parte tutto il tempo e il contributo

Usati per far fuori la mia mole

Tu pensa a quant’ossigeno perduto

E proprio qui di fianco a delle scuole.


Perciò medita bene la tua scelta

Signore che decidi sui destini

È meglio sceglier bene questa volta

Per il futuro vero dei bambini.

Valerio Gallerati

Aiutaci a diffondere il giornalismo libero e indipendente.

Articoli correlati

Per un ecologismo del 99%
di Giulio Di Donato e Sirio Zolea /
I nodi del vertice cop 26 sul cambiamento climatico
di Federica Genovese, Patrick Bayer /