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Il destino della città di Rimini e del Centrosinistra in preda ai personalismi

Se c’è una continuità con il decennio passato, al netto dei personaggi in campo, è sicuramente l’idea personale della politica e della pubblica amministrazione. Con l’accordo dentro al PD locale, per un tandem Jamil Sadegholvad ( candidato Sindaco ) Chiara Bellini ( Candidata Vicesindaco), avvenuto con la mediazione del gruppo dirigente Nazionale, accordo arrivato dopo il finto tentativo di trovare una Candidatura terza e civica, che ha visto il rifiuto della proposta di Nazzareno Gabrielli avanzata da Rimini Coraggiosa e al fine di evitare le primarie fra la Emma Petitti e Jamil Sadelghovad

Nel giro di poche ore si è sollevata tutta la polvere che si nascondeva sotto il tappeto: la ViceSindaco Gloria Lisi si è dimessa da coordinatrice della campagna elettorale di Jamil Sadelghovad ed ha annunciato una sua discesa in campo con una propria lista civica come candidata sindaco. Il segretario provinciale del PD Filippo Sacchetti dopo qualche ora ha dichiarato nei confronti della sua ex alleata : “ la Lisi ha fatto una scelta irresponsabile per una poltrona”.

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha ritirato le deleghe a Gloria Lisi per due ragioni: “ la denuncia della stessa di logiche autoreferenziali interna ai partiti e al partito di maggioranza della coalizione e la necessità di cambiamento”, fa un certo effetto sentirlo dire dopo dieci anni di condivisione totale

Il braccio destro in Rimini Attiva di Gloria Lisi, Kristian Gianfreda con il quale aveva dato vita nella precedente tornata elettorale per le amministrative, alla lista civica che le ha garantito la carica di vicesindaco, non la seguirà nella sua nuova avventura politica.

Gianfreda ha dichiarato “ porto avanti un progetto, un’idea di società e credo di avere più possibilità di portarlo a termine dentro la coalizione piuttosto che fuori” . C’è da chiedersi, a questo punto, a nome di chi e se il progetto e l’ idea di società di cui parla sarà quella specie di manifesto tardo liberista, presentato da alcune forze civiche, centriste/renziane con la pretesa che sia il programma di tutta la coalizione

In sostanza, si è passati nel giro di poche ore, per voce degli stessi protagonisti dai dieci anni meravigliosi dell’attuale amministrazione alla necessità di cambiamento; da oddio non sono più vicesindaco. ad ingrata fai questo per una poltrona . Tutto questo avviene senza che nessun candidato abbia presentato un straccio serio di programma per la Rimini del futuro, d’altronde le vicende di cui sopra ci fanno capire che si sta parlano d’altro.

La città ha bisogno di prospettive per il lavoro, in una città fortemente precarizzata spesso con bassi salari, con un alto differenziale retributivo di genere e di lavoro illegale; ha bisogno di investimenti in sanità in una città fra le più colpite della Regione dal covid – 19 ; occorrono risposte all’emergenza casa per i giovani per le donne e le persone a basso reddito e politiche urbanistiche sostenibili ; servono risposte alle periferie spesso dimenticate e preda della criminalità organizzata ; occorre una cultura per la città e per i suoi cittadini che esca dalla solo esclusiva logica del marketing turistico; Rimini ha necessità di una transizione ecologica partecipata.

Due anni di pandemia ci dicono che c’è molto da fare e sopratutto in ambiti che riguardano la vita ed il futuro delle nuove generazioni. La sinistra politica in questi anni è rimasta silente ed ai margini, come ad esempio nel caso della vertenza sulle esternalizzazioni dei servizi educativi.

Non dovrebbe assistere passiva a questo pessimo spettacolo. C’è bisogno nel campo del centro sinistra di alcune proposte socialmente e ambientalmente forti e che oggi mancano . Se il Centro Sinistra Riminese dovesse vincere con i presupposti odierni , significa che la Destra è sicuramente alla canna del gas.

Rimini 19 luglio 2021

Graziano Urbinati, ex Segretario Generale CGIL Rimini

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