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Licenziamenti Whirlpool, la «guerra» dichiarata dai sindacati

L’amministratore delegato dell’azienda, Luigi La Morgia, ha confermato la chiusura della fabbrica campana e annunciato il licenziamento dei lavoratori. I sindacati annunciano una «guerra» contro la multinazionale degli elettrodomestici.

È ufficiale. I 340 dipendenti Whirlpool della fabbrica di Napoli saranno licenziati a partire da giovedì 15 luglio. La decisione è stata annunciata questa mattina dall’amministratore delegato della multinazionale, Luigi La Morgia, nel corso del quarto tavolo al Mise presieduto dalla viceministra Alessandra Todde.

«Dopo lunga riflessione, durata più di una settimana, abbiamo deciso di iniziare la procedura di licenziamento collettivo», ha dichiarato La Morgia. «In 26 mesi di attività sono successe diverse cose. Dal 2019 abbiamo dato disponibilità anche di fronte alle richieste del governo. E anche adesso – ha aggiunto l’amministratore – stiamo offrendo ai lavoratori di Napoli la possibilità di scegliere di trasferirsi nella sede di Cassinetta di Biandronno, in provincia di Varese, oppure ricevere un incentivo di 85mila euro per chi deciderà di lasciare l’azienda». 

«La narrazione che siamo stati buoni e abbiamo portato pazienza ce la potevate risparmiare», ha dichiarato a caldo la segretaria nazionale della Fiom-Cgil, Barbara Tibaldi, che contesta la versione raccontata dai rappresentanti dei vertici aziendali. «Per 26 mesi non abbiamo preso tempo come dice La Morgia, abbiamo lottato per tenere aperto lo stabilimento di Napoli. Whirlpool in questi 26 mesi ha triplicato i profitti realizzando 5 milioni di prodotti», ha aggiunto la rappresentante sindacale. 

Dal 2019, infatti, oltre 300 persone hanno continuato a portare avanti la produzione, fino al 30 ottobre 2020, quando la sede campana è stata chiusa ei lavoratori sono stati mandati a casa. In questi mesi i tavoli al Mise sono stati diversi, tutti mirati a un rinvio del licenziamento collettivo attraverso il prolungamento della cassa integrazione.

Una soluzione proposta dal governo e presa per buona dai sindacati, che pur non vedendola come una reale soluzione, avevano deciso di dare fiducia alle parti. Anche questa mattina, la viceministra Todde ha chiesto di nuovo alla Whirlpool di prolungare le misure di sostegno e rinviare i licenziamenti.

«Abbiamo bisogno di tempo per irrobustire il percorso di reindustrializzazione, su cui lavoriamo quotidianamente. Quindi per l’azienda accettare la proroga della Cig, rinviando l’avvio della procedura di licenziamento, è una scelta che non pesa minimamente», ha dichiarato Todde. 

Le parole di La Morgia però congelano qualsiasi alternativa, pur precisando «l’apertura al dialogo». Ma i sindacati di categoria non ci stanno e annunciano che «sarà guerra» contro Whirlpool e convocano per il primo pomeriggio di oggi un’assemblea in fabbrica per decidere il da farsi.

Questo articolo è stato pubblicato su Domani il 14 luglio 2021

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