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L’economista che ha affrontato Amazon

Da quando è salita in carica, Kshama Sawant, consigliera comunale di Seattle impegnata a tutelare i diritti delle persone è diventata il bersaglio delle destre e di colossi come Amazon. Il commento di Stephanie Seguino, economista femminista del Vermont.

Poche città statunitensi hanno legislatori progressisti nei loro consigli comunali. Mi capita di vivere in una di queste città – Burlington, nel Vermont – dove la maggioranza dei consiglieri comunali sono vicini a Bernie Sanders, l’unico socialista presente nel senato degli Stati Uniti.

Una cosa però è essere uno dei tanti consiglieri comunali progressisti, un’altra è essere l’unica voce progressista che siede nel consiglio, specialmente se sei una donna. 

Le donne sono particolarmente soggette ad attacchi pubblici, forse perché sono viste come prede vulnerabili, o forse perché gli attacchi alle donne sono legittimati da norme sessiste che determinano chi ha il diritto di avere potere, di parlare o di sfidare lo status quo. Mona Lena Krook, autrice con Juliana Restrepo Sanín di Violence against women in politics, nota come “gli attacchi sessisti contro le donne politiche non sono guidati solo da differenze politiche. Mettono anche in discussione il diritto delle donne, in quanto tali, di partecipare al processo politico”. 

In questa luce, i tentativi di delegittimare la consigliera comunale di Seattle, Kshama Sawant (politica ed economista in carica dal 2014), meritano un esame che va oltre le ragioni offerte dai suoi detrattori.[1] 

Sawant ha sviluppato una piattaforma di sostegno all’aumento del salario minimo orario a 15 dollari l’ora, al controllo degli affitti e alla tassazione delle grandi imprese e dei più ricchi. E il lavoro della Sawant e dei suoi sostenitori ha avuto successo. Nel giugno del 2016, Seattle ha adottato un salario minimo di 15 dollari l’ora.

Sawant ha anche proposto una tassa dell’1,3% sui profitti delle più grandi imprese di Seattle, compresa Amazon. La tassa sarebbe stata applicata solo al 2% delle imprese di Seattle – quelle con introiti superiori a 7 milioni di dollari all’anno. E di nuovo, la proposta di Sawant ha guadagnato terreno. Nel giugno 2020, Seattle ha approvato una versione modificata della cosiddetta ‘Amazon Tax’ proposta da Sawant, con l’obiettivo di finanziare alloggi a prezzi accessibili, in una città dove le case sono diventate beni inaccessibili a causa del boom tecnologico e dell’impatto di aziende come Amazon.

Per comprendere l’impatto del provvedimento, basta ricordare che i profitti di Amazon sono aumentati del 200% dal 2020 al 2021, in gran parte alimentati da un drammatico aumento delle vendite online, come effetto del lockdown generato dal Covid19.

Potremmo chiederci se – anche se ‘legale’ – un tale enorme accumulo di profitti possa essere considerato ‘etico’ in una città come Seattle, caratterizzata da gravi disuguaglianze sociali. Potremmo anche paragonare le affermazioni secondo cui Kshama Sawant ha commesso violazioni ‘etiche’ nel suo ruolo di consigliere comunale, con l’accaparramento di profitti da parte di Amazon.

Ci sono però alcune buone notizie. Amazon ha recentemente annunciato che aumenterà i salari tra 0,50 e 3 dollari l’ora per più di mezzo milione dei suoi dipendenti statunitensi. La pressione pubblica e le proteste, così come il lavoro di leader progressisti come Sawant, hanno giocato un ruolo importante nel far leva su questi cambiamenti. 

Nonostante questo – o forse proprio a causa del suo successo – gli attacchi da parte di chi ha grandi interessi commerciali a Seattle contro Kshama Sawant continuano.

Le sfumature di genere, etniche e razziali che le eventuali dimissioni forzate di Sawant avrebbero non possono essere ignorate. Anzi, dovrebbero essere pienamente discusse. 

Non dobbiamo dimenticare che le donne, e specialmente le donne di colore, hanno un’esperienza diretta delle difficoltà economiche: come madri che cercano di combinare il lavoro retribuito con quello di cura, che devono fare i conti con bassi salari e che si trovano a fronteggiare trattamenti discriminatori nell’accesso al lavoro, spesso sottopagato.

Le donne conoscono bene le sfide che molte famiglie della classe operaia devono affrontare. Le persone come Kshama Sawant, che si battono per una società più inclusiva, giusta ed equa, meritano il sostegno di tutte e tutti noi.

Nelle parole di Bob Marley, alza la voce, combatti per la tua vita, combatti per i tuoi diritti, non rinunciare alla lotta.

Note

[1] Sawant è stata accusata di ‘comportamento non etico’. Per prendere visione delle accuse e delle risposte di Sawant si rimanda all’articolo comparso sulla rivista Jacobin.

Questo articolo è stato pubblicato su inGenere il 25 maggio 2021
Traduzione di Marcella Corsi

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