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Campania, De Luca e Alfieri: cercasi clienti per frittura di pesce

a-frittura
di Dario Vassallo, presidente della Fondazione Angelo Vassallo
Ascoltando le parole di Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, mi si è accapponata la pelle, provando un senso di disgusto per le parole espresse e per questo tipo di politica. “Franco Alfieri, notoriamente clientelare, che sa fare clientela come Cristo comanda…”
Chi è Franco Alfieri? È colui che, quando rivestiva la carica di assessore al Lavori pubblici alla Provincia di Salerno, dice, ancora oggi, di non aver visto le denunce fatte da mio fratello Angelo, alla Provincia, denunce inerenti la strada in costruzione tra Celso di Pollica e Casalvelino, strada mai ultimata, ma pagata.
Le denunce furono ben 7, come furono 7 le pallottole che posero fine alla vita del sindaco-pescatore. Sette denunce, 7 colpi. Casualità?
Franco Alfieri è anche colui che è stato indagato insieme ad altri 76 personaggi, tra politici e funzionari, per una dozzina di strade da realizzare in provincia di Salerno, strade pagate e mai realizzate o ultimate e dalle quali ha avuto origine il processo “Due Torri bis”. Poi è arrivata la prescrizione e così tutto è stato cancellato, svanito, come se niente fosse accaduto, con dispendio di milioni di euro, mai recuperati, di vie di comunicazione mai realizzate e con l’arresto dello sviluppo, perché esso passa anche attraverso la realizzazione di strade.

Ma prescrizione non significa assoluzione. Tutto è avvenuto nel silenzio più assordante della politica locale e nazionale. Noi, come Fondazione Angelo Vassallo, in questo processo ci siamo costituiti parte civile. Altri, tanti, si sono girati dall’altra parte.
E ancora Franco Alfieri è colui che la segreteria nazionale del Partito Democratico ha definito incandidabile nelle elezioni regionali campane tenutesi nella primavera del 2015, per poi essere nominato dal presidente De Luca consigliere per caccia, pesca e agricoltura e l’altro giorno lo stesso presidente lo incitava a portare 4.000 voti anche al costo di preparare una frittura di pesce.
In una Regione come la Campania, che ancora gronda sangue dopo l’uccisione di Marcello Torre, sindaco di Pagani, e dopo l’uccisione di nostro fratello Angelo, queste parole sono come piombo. Si vuole uccidere la dignità di milioni di campani onesti che ogni giorno, con la schiena dritta, non cedono al ricatto e alla sopraffazione e queste parole dimostrano ancora una volta l’arroganza politica dei personaggi.
L’altra sera mi ha scritto Matteo Camiciottoli, sindaco di Ponteinvrea (Savona). Mi diceva che sulla sua scrivania ha la foto di Angelo e che avrebbe denunciato De Luca alla procura perché le sue parole erano inaccettabili per sé e per migliaia di amministratori. Camiciottoli è un sindaco iscritto alla Lega Nord. Un sindaco, un amministratore, fino all’ultimo consigliere comunale, rappresenta lo Stato e non solo la parte politica di appartenenza.
Ancora una volta la Liguria ha dimostrato la vicinanza al sindaco-pescatore. Basti ricordare che nel lontano agosto 2012 il sindaco di Finale Ligure, il dottor Richeri (Pdl), intitolò ad Angelo un intero porto. Questa è la politica che piace, non sarde fritte e puzzo nauseante, perché è la stessa puzza che si avverte nel Comune di Pollica, dove il 5 settembre 2014 e 2015, invece di ricordare il loro sindaco friggevano alici.
Il 5 settembre 2010 fu ucciso Angelo Vassallo, un sindaco, lo Stato.

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