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Ansaldo Sts e Breda ai giapponesi: come si smantella l'industria italiana

Etf 1000
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di Mau
“Finmeccanica esce dal settore trasporti e diventa una società interamente concentrata nel core business dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza”. Prima Iris bus e Menarini bus ai cinesi, ora Ansaldo e Breda ai giapponesi. La scelta di Finmeccanica, obbligata secondo Moretti per il pesante debito accumulato dalle gestioni precedenti, la dice lunga sulle politiche di governo, passati e presente, nel trasporto pubblico e per un’economia di pace.
Non si tratta di casualità o dell’incompetenza (spesso riscontrabile) di ministri e presidenti del consiglio, ma di un processo di smantellamento sistematico del pubblico o di ciò che al pubblico è riconducibile (beni e servizi e strumenti per realizzarli) voluto da gruppi di potere economico finanziario a cui politici e dirigenti si sono allineati o genuflessi, spesso profumatamente pagati per portare allo sfacelo le aziende pubbliche, premiati a risultato raggiunto con scandalose buonuscite.
Chissà cosa intende il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, quando afferma che l’operazione “conferma la strategia che il governo italiano sta conducendo per rafforzare al meglio i nostri campioni nazionali”; forse che l’unica possibilità per valorizzare un’azienda italiana è venderla? Peccato che così facendo si trasferiscono altrove anche sapere e denari (vedi Lamborghini, Ducati, eccetera).

Una politica di rilancio e sviluppo del trasporti pubblico sia su rotaia che su gomma (obsoleto per oltre il 70%) avrebbe potuto dare certezze nel settore della produzione di treni e bus, permettendo alle aziende nazionali di risanarsi e consolidarsi (in una gestione competente e non parassita), creando lavoro e reddito per il paese in una economia di pace.
Puntare sul core business dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza, vuol dire puntare principalmente sui conflitti e sulle guerra e ciò che gli gira attorno; se proprio non possiamo partecipare in prima persona, almeno aiutiamoli a scannarsi con chirurgica precisione. Chissà quanti si rendono conto che questo governo, con più foga e spregiudicatezza dei precedenti, sta sistematicamente distruggendo o alienando gli strumenti per un cambiamento di senso dell’economia e della società, allontanando sempre più la possibilità ripresa della parte povera della popolazione, il 99%.
In questo disfacimento, quasi si trattasse di una ineluttabilità, ciò che più rattrista è il silenzio della sinistra praticante, che persa in narcisismi, bizantinismi e beghe da salotto, sta uccidendo le ultime speranze.

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