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Le sentinelle in piedi e il testo Scalfarotto: pretesto per offendere la libertà di pensiero

di Marino Buzzi
Scrivo questa lettera con infinita tristezza. Domenica 5 ottobre, infatti, in cento piazze italiane si sono riunite le Sentinelle in piedi, gruppo che si dice aconfessionale e apolitico ma che raccoglie, nelle proprie fila, esponenti della destra radicale, del NCD e molti esponenti del mondo cattolico. Inutile dire che lo spauracchio agitato da queste persone è quello della proposta di legge Scalfarotto, una pessima proposta di legge, aggiungerei, già risultato di una trattativa interna al PD con gli esponenti più legati al centro.
Una proposta che è arenata da molto tempo nei vari passaggi decisionali e che, con molta probabilità, non vedrà mai la luce. Le Sentinelle, come si fanno chiamare, scendono in piazza silenziose e con un libro in mano, si dicono preoccupate e discriminate dagli stessi esponenti politici che poi scendono in piazza con loro, temono, a loro dire, che un giorno non potranno più dirsi contrari al matrimonio per le persone omosessuali o non potranno più esprimere giudizi in merito all’omosessualità.
Chiunque abbia letto il testo Scalfarotto sa che questo è solo un pretesto. Nessuno verrà mai denunciato o finirà mai in prigione per essersi detto contrario all’omosessualità, ai diritti per le persone GLBT eccetera. Occorre quindi capire quale sia il concetto di “libertà di pensiero e di parola” che le Sentinelle vanno propagandando. Offendere un persona omosessuale è libertà di pensiero? Usare parole odiose è libertà d’espressione? E se loro scendono in piazza a manifestare contro le persone omosessuali perché non accettano le contestazioni?

È tutto molto triste, dicevo, soprattutto perché si manifesta non per scongiurare una legge che non si farà mai, come invece le Sentinelle vogliono far credere, ma per evitare che le persone omosessuali abbiano gli stessi diritti delle persone eterosessuali. Basta infatti visitare le numerose pagine nate su Facebook (le Sentinelle sono molto attive anche sui social network), basta leggere i post condivisi (alcuni, manipolati o incompleti) e i commenti per rendersi immediatamente conto che il problema non è la proposta di legge ma il disprezzo verso le forme di diversità. Da un po’ di tempo circolano termini come “omosessualizzazione” o “Ideologia di genere” usati per spaventare chi legge, per mettere il tarlo del dubbio nelle menti delle persone.
Non esiste nessuna “ideologia” di genere, esistono le Teorie di genere, esistono gli Studi di Genere, portati avanti a livello sociologico, letterario, filosofico e psicologico. Ci sono autrici e autori del livello di Luce Irigaray, Hélène Cixous, Judith Butler, Julia Kristeva, Jacques Lacan, Michel Foucault, Jacques Derrida eccetera che hanno speso forze ed energie per studiare, proporre, ampliare, la visione e gli studi sul genere. La visione che le Sentinelle e i vari gruppi ad esse legati danno del Gender è una visione del tutto falsata utilizzata esclusivamente per diffondere timori infondati.
Non esiste nessuna guerra da parte delle persone omosessuali, non esiste nessuna “omosessualizzazione” della società. In questo paese, inoltre, e ci è stato ampiamente dimostrato, non esiste, né a destra né a sinistra (salvando qua e la qualche gruppo) il volere POLITICO di portare a compimento una legge sulle violenze contro le persone omosessuali, così come non esiste il volere POLITICO di legalizzare i rapporti fra coppie dello stesso sesso. Nonostante le persone omosessuali vivano attivamente la società, nonostante esistano già moltissime realtà omosessuali e omogenitoriali, nonostante paghino le tasse come tutte le altre persone. Non c’è nessun piano diabolico dietro la richiesta di diritti.
Persino in Francia, dove il gruppo formato da, fra gli altri, cattolici radicali ed estremisti di destra, che ha preso il nome di Manif pour tous ha portato in piazza molta gente, ora una grande percentuale della popolazione chiede di non toccare i diritti acquisiti da parte delle persone omosessuali. Non abbiamo assistito, nei paesi in cui si sono dati diritti, a un disgregamento del nucleo famigliare etichettato come “naturale”, non è cambiato nulla, solo ci sono persone che hanno qualche diritto in più. È un male?
Anche nella mia Bologna, la mia città d’adozione, una città che ho desiderato per anni e vissuto attraverso i ricordi di mio padre, operaio negli anni delle maggior rivendicazioni sociali, ospiterà la manifestazione delle Sentinelle in piedi e non posso fare a meno che sentirmi triste perché guardando questa gente, ferma nel proprio immobilismo ideologico, silenziosa e restia a rispondere o ad avere una discussione costruttiva con chi sta loro di fronte, con chi non ha diritti, mi sembra di assistere a un vecchio filmato: da un lato uomini e donne che non vogliono che gli afroamericani entrino nelle scuole destinate ai bianchi, dall’altro ragazze e ragazzi impauriti ma decisi a far valere i propri diritti.
Succedeva qualche decennio fa, oggi mi sembra che il percorso contro gli stereotipi, contro l’odio, contro la violenza ideologica lo stiano percorrendo le persone omosessuali. Per questo mi sento di lanciare un appello a tutte le persone di qualsiasi orientamento sessuale, religioso, politico, appartenenti ai diversi generi. Viviamo in una società disgregata in cui il più forte, il più violento vince sempre su chi ha scelto la strada della civiltà, in cui i diritti, anche quelli delle lavoratrici e dei lavoratori, vengono attaccati da diversi fronti e non posso fare a meno di pensare che dobbiamo rimanere uniti, tutti insieme, per farcela.
Uniti e unite per costruire un futuro migliore per tutte/i perché le sentinelle, anche se qualcuno di voi ancora non lo sa, forse scendono in piazza per evitare che un vostro conoscente, un vostro parente, un vostro amico, domani, possa godere degli stessi diritti che già appartengono a una parte della popolazione.

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