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Le ragazze del porno: 10 cortometraggi per raccontare l'eros al femminile


di Noemi Pulvirenti
La loro missione è quella di portare sullo schermo la loro personale visione del genere cinematografico in 10 cortometraggi, raccolti in un unico film collettivo dal titolo provvisorio My sex. Le ragazze del porno sono donne dai 25 fino ai 70 anni e sono: Mara Chiaretti, Erica Z. Galli e Martina Ruggeri per Industria Indipendente, Tiziana Lo Porto (ideatrice del progetto), Anna Negri, Regina Orioli, Titta Cosetta Raccagni, Lidia Ravviso, Emanuela Rossi, Slavina, Monica Stambrini e Roberta Torre.
La campagna di crowdfunding che hanno lanciato sul sito indiegogo.com servirà a realizzare tre delle dieci storie: «Mano di velluto» di Regina Orioli, «Seratina» di Anna Negri e «Queen Kong» di Monica Stambrini. Il progetto nasce dalla volontà di portare anche in Italia questo genere che, soprattutto da parte delle registe donne, non è acqua calda. Infatti una delle prime pioniere è Annie Sprinkle, performer, ecosessuale autodichiarata e prima pornostar a ottenere un dottorato di ricerca; trascorre gran parte degli anni Ottanta in prima linea nei contenziosi dibattiti sulla pornografia femminista. E si afferma anche come regista, girando il suo primo film porno Teenage Deviate nel 1975.

Altra personalità americana di rilievo è Candida Royalle, anche lei ex attrice pornografica nel 1980 fonda la casa di produzione Femme Films diventando regista e produttrice, con l’obiettivo di fare film erotici che le donne potessero apprezzare. Candida è anche fondatrice dell’associazione Femministe per la Libertà d’Espressione.
Sono molte altre le donne che dagli anni ’80 fino ad oggi hanno continuato sulla stessa scia: dall’inglese Anna Span – dalla casa di produzione Zentropa di Lars Von Trier che produceva registe donne – alla svedese Erika Lust. Tutte portano avanti una visione comune di questo genere. Innanzitutto i film devono avere una storia, ovviamente di carattere erotico, che sia ispirato a fantasie femminili e prenda spunto dalla vita di tutti i giorni. La regola centrale è che il film deve essere basato sul piacere e sul desiderio femminile.
Le donne inoltre non devono essere sottoposte a violenze o costrette a compiere atti sessuali contro la loro volontà: se il film presenta situazioni forti o estreme queste devono apparire come fantasie femminili e la donna, in ogni caso, deve essere felice e consenziente. Assolutamente proibite le scene di sesso orale dove le donne sono costrette alla fellatio con chiari gesti coercitivi da maschio padrone. E non solo ossessivi primi piani sui genitali: la camera deve indugiare sulla bellezza di tutto il corpo, senza trascurare nessun dettaglio.
Molte donne hanno realizzato prodotti audiovisivi capaci di esprimere i desideri delle donne e soprattutto di adattarlo anche ad un questione di genere. Perché che se ne dica o lo si nasconda, anche le donne guardano i porno. Manchiamo noi italiane a dare il nostro contributo.

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