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La profonda sintonia: un'intervista che si commenta da sola

Sinistra - Foto di Andrea Pominidi Nautilus
A pagina quattro del quotidiano “la Repubblica” di ieri, giovedì 23 gennaio inopinatamente è pubblicata un’intervista al professore Roberto D’Alimonte, docente universitario alla Luiss ed esperto di sistemi elettorali dal titolo “Sopravviveranno cinque partiti. Le liste bloccate non sono il male”. L’intervista si compone di quindici domande, altrettante risposte senza alcun commento aggiuntivo.
La prima domanda, dopo averci edotti che il professor D’Alimonte “è stato accanto a Matteo Renzi nella complicata trattativa con Berlusconi”, conclude chiedendogli se “è soddisfatto del risultato” della trattativa. Lui risponde che “non si poteva ottenere di più”. La seconda domanda ricorda a D’Alimonte che Giovanni Sartori, suo maestro, “sostiene che la vostra proposta è peggio della legge truffa del 1953” e l’incauto replica che sì, certo, anche lui avrebbe preferito un sistema basato su collegi uninominali e sul doppio turno ma “ci siamo trovati di fronte alla netta ostilità di Berlusconi”.
Il giornalista, e questo è il senso della quarta e quinta domanda, lo interroga sul perché di questa ostilità al doppio turno e ai collegi uninominali. Lui ci informa che, relativamente al doppio turno, Berlusconi teme che “molti dei suoi non vadano a votare” ma che lui, D’Alimonte, gli ha detto che si sbaglia perché “se si tratterà di andare a votare Marina Berlusconi gli elettori del centrodestra ci andranno… eccome”. I collegi uninominali, invece, non li ha voluti, continua D’Alimonte, perché con questi “lui prendeva… un milione e mezzo di voti in meno”.

E “la soglia… 35%… per molti è troppo bassa”, cosa ne pensa? chiede la quinta domanda. Il fanciullo replica che “non siamo riusciti ad alzarla”. La settima domanda riguarda le liste civetta. Le avete bloccate? Risposta: “Non siamo riusciti a impedirle”. Rispondendo alle domande otto, nove, dieci, undici e dodici il nostro ci conferma la sua fede in un sistema maggioritario, la convinzione che “sopravviveranno” cinque partiti e l’idea che le liste bloccate non siano il male.
Con la tredicesima domanda il giornalista torna alla carica sul tema preferenze. Risposta: “Berlusconi non vuole saperne”. E le candidature multiple? Chiede la quattordici. Risposta: “No. Forza Italia è nettamente contraria”.
Una profonda sintonia.

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