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Nadezhda Andreyevna Durova, una Lady Oscar dalla Russia

Nadezhda Andreyevna Durova
Nadezhda Andreyevna Durova
di Noemi Pulvirenti
Nadezhda Andreyevna Durova nasce in un campo militare a Kiev il 17 settembre del 1783, il padre era a capo dell’esercito e la piccola Nadezhda cresce, spinta anche dalla famiglia, con la passione per le armi. A diciotto anni si sposa e qualche anno dopo dà alla luce un bambino, ma la felicità domestica non fa per lei e così decide di scappare e di inseguire il suo vero sogno: arruolarsi. Per una donna di quell’epoca era impensabile poter entrare a far parte della cavalleria così, complice l’aspetto androgino, si taglia i capelli e cela la sua identità con il nome di Aleksandr Sokolov.
Combatte nelle guerre prussiane del 1806-1807 e si distingue per il suo coraggio, salva la vita a due soldati russi e riceve la croce di San Giorgio dallo zar Alexander I. Continua imperterrita la sua carriera militare nelle battaglie di Smolensk e in quella sanguinosissima di Borodino del 1812; sono gli anni in cui si svolsero le guerre patriottiche, ovvero quando la Russia dovette difendersi dalla bramosia di Napoleone Bonaparte.

Nel 1816 con il grado di capitano si ritira dalla vita militare e comincia a comporre diverse opere tra cui il biografico “Memorie del cavalier-pulzella” dove non soltanto ripercorre le vicende storiche passate ma fornisce una lucida analisi sulla ferocia e l’inutilità della guerra.
Il caso vuole che questo romanzo viene inizialmente attribuito allo scrittore Puškin, che la Durova conobbe frequentando i salotti di Pietroburgo. Per tutta la vita conserva l’abitudine di indossare vestiti maschili e di parlare di sé come un uomo; dopo la sua morte la sua storia è stata trasportata al cinema nel 1963 con il musical russo “The ballard of Hussar” e finalmente tradotta in inglese soltanto nel 1988. Una storia transgender che ha più di 200 anni.

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