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Università e riforma: "Signori in carrozza". La malattia dell'ottimismo

Gianni Letta e il decreto del fare
Gianni Letta e il decreto del fare
di Maurizio Matteuzzi, Unibo, delegato nazionale Conpass
Se ne andò Maria Stella Neutrini e si accese la speranza: subentra un competente, un ex rettore, un uomo di area del PD. Profumo di novità, e soprattutto, di inversione di tendenza. Viceversa: continuità assoluta; ecco la prima dichiarazione ufficiale del neoministro: “La legge Gelmini non va abolita, va oliata”. Proprio quello che aveva detto Bersani sui tetti: “La Gelmini la aboliremo”. Compagni, la aboliamo o la oliamo?
Vengono in mente le vignette di Guareschi: “Contrordine, compagni; non era aboliamo, era oliamo”. Con rapidi, frequenti, disastrosi decreti Profumo dimostra la più totale dedizione nell’applicare e addirittura rafforzare una legge che a molti pare una vergogna nazionale, e al sottoscritto, per sovrapprezzo, un’offesa all’intelligenza e alle possibilità di crescita del Paese. L’istruzione continua ad essere presa a pesci in faccia. Poi Profumo si scopre montiano e non di area PD (avrebbe potuto essere il candidato sindaco di Torino, per il PD appunto, prima che si decidesse per Fassino). Vabbe’. Non ti sentire intelligente, paziente lettore: l’avevamo capito tutti che sotto la scorza pseudotecnocratica pulsano spesso cuori neoliberal monto-casiniani. E’ forse il caso di ricordare Ichino?
Ora c’è il governo Letta, altro giro altro regalo, altro ex rettore. Questa è la buona, non può non esserci una inversione di tendenza riguardo ai tagli all’istruzione; e poi la Carrozza l’ha anche detto e ridetto, scritto e riscritto. Poi arriva il decreto del “fare”. Ecco, a commento, il comunicato di Conpass, il coordinamento dei prof. associati:

Il Senato ha approvato il 31 luglio il decreto-legge 28 giugno 2013 n.76, il cosiddetto decreto del “fare”. Il testo è adesso tornato alla Camera. Il Coordinamento Nazionale dei Professori Associati (CoNPAss) nota con disappunto come in tale decreto, per la necessaria copertura finanziaria, si sia ancora una volta deciso di tagliare 7,6 milioni di euro dal già sottodimensionato fondo per il finanziamento ordinario dell’università. Ancora più grave è apparso il rifiuto, da parte della maggioranza, di approvare emendamenti che cercavano di non far pesare ancora una volta sull’Università, già pesantemente definanziata negli ultimi anni, le esigenze di cassa del governo. Il CoNPAss esprime pertanto la propria insoddisfazione per il perdurare, anche con un governo diverso dal precedente, di una politica miope che considera ancora una volta l’università una spesa da tagliare anziché un motore di sviluppo strategico da incentivare per aiutare il Paese ad uscire dalla crisi e mantenere la necessaria competitività internazionale. Esprime anche la delusione per l’occasione mancata dal ministro Carrozza per dare un segnale di svolta rispetto all’acquiescenza dei suoi immediati predecessori nei confronti delle perduranti richieste di tagli.
Calogero Massimo Cammalleri
Presidente del CoNPAss

L’ottimismo è una grande dote. Si può provare anche scientificamente che solo l’ottimismo massimizza certi risultati. Che solo l’atleta che è convinto di potercela fare alla fine ce la fa. Ma è evidente che, oltre un certo limite, anche il più sano ottimismo diventa infantilismo o ingenuità, diventa cioè una patologia. Almeno quando esso è riposto nella coerenza dei nostri “politici”. Siamo dunque pronti alle nuove fregature, le aspettiamo rasseganti. Voi le dovete soltanto “fare”, come col de-cretino (non nel senso del complemento di argomento); ma per favore, almeno risparmiateci i proclami, ci sentiremmo meno presi in giro

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