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Alba e Banning Poverty 2018: se gli impoveriti fossero F-35

F-35 - Foto di Tjook
F-35 - Foto di Tjook
Lettera aperta al presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano sulla questione dell’acquisto degli F-35
del gruppo promotore dell’iniziativa Dichiariamo Illegale la Povertà – Banning Poverty 2018
Illustre Signor Presidente, La ringraziamo per aver dimostrato apertamente, senza ipocrisia, a seguito della decisione presa dal Consiglio Supremo della Difesa da Ella presieduto, che se i poveri (gli impoveriti), in particolare, l’armata dei milioni di giovani senza alcuna prospettiva di occupazione futura, fossero una squadra di F-35 farebbero l’oggetto privilegiato di massicci investimenti; se il lavoro fosse un F-35 ci sarebbero tanti miliardi da “spendere” in barba al “debito” pubblico; se le scuole fossero una pattuglia di F-35 esse sarebbero rapidamente modernizzate e potenziate; se gli ospedali fossero principalmente dei luoghi di morte e non di cura essi riceverebbero una valanga di miliardi di euro; e, infine, se il Parlamento italiano fosse uno spazio aereo di guerra anziché uno spazio pubblico dove il popolo sovrano è democraticamente rappresentato (almeno in Italia….) le sue risoluzioni non sarebbero rigettate perché accusate, anche da Lei, supremo garante della Costituzione italiana che all’art.11 afferma che l’Italia ripudia la guerra ed all’art.1 che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, di costituire un veto “su decisioni operative e provvedimenti tecnici che, per loro natura, rientrano tra le responsabilità costituzionali dell’Esecutivo”.

Se v’è stata prevaricazione da parte di una istituzione non è certo il Parlamento ad averla compiuta.
Grazie ai membri del Consiglio Supremo della Difesa per aver reso chiaro, ancora una volta, che la ricchezza dei mezzi esiste per le opere di guerra (pardon, di pace….) ed è proprio per questo che essa è fabbrica di impoverimento rendendo scarsi i mezzi per le opere di giustizia. Grazie per aver messo in evidenza che le logiche del dominio dei potenti e dei loro interessi hanno prevalso, anche sotto la Sua presidenza, sulle logiche dei diritti dei cittadini ad una vita umanamente degna e dei diritti dei popoli alla democrazia.

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