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Il nostro «manifesto»: un appello a lettori, collaboratori e redattori

Ecco di seguito un appello per indicare una via da seguire per il futuro del Manifesto. Per aderire, lasciate un messaggio nei commenti oppure scrivete all’indirizzo circolomanifestobologna[at]gmail.com.
Come lettrici e lettori del «manifesto», proponiamo a collaboratori, impiegati, redattori o ex redattori di questo giornale, di associarci in cooperativa per acquistarne la testata, che presto sarà messa in vendita. Questo giornale è nato nel 1971 grazie a una sottoscrizione tra i suoi sostenitori. Con la loro partecipazione attiva potrà continuare a vivere e mantenere la sua autonomia.
Con lo sguardo proiettato al futuro, abbiamo bisogno di questo strano «quotidiano comunista», dell’impulso radicaldemocratico e libertario iscritto nella sua vicenda. Le sue fondatrici e fondatori rivendicavano il diritto a definirsi comunisti anche senza tessere di partito. Dal Pci erano stati radiati perché denunciavano l’irrealtà del socialismo nel «socialismo reale».
Già nel nome della testata si richiamavano al programma delineato da Marx nel suo Manifesto comunista: la costruzione di «un’associazione, dove il libero sviluppo di ciascuno è la condizione per il libero sviluppo di tutti». L’aspirazione a realizzare, per tutte e per tutti, libertà, uguaglianza e fraternità, quindi a realizzare la democrazia oltre i suoi limiti nel capitalismo, è costitutiva del «manifesto», ed è più attuale che mai. Di questo comunismo dobbiamo riprendere a parlare alle giovani generazioni.

Crediamo che «il manifesto» possa svolgere un ruolo importante per la ricostruzione di una sinistra anticapitalista in Italia, mettendo in comunicazione le sue diverse anime col massimo pluralismo, come già fa oggi, incalzandole però nella ricerca di punti di vista comuni, di punti di programma su cui concentrarsi con continuità, su cui dare battaglia.
La crisi della stampa è anche la crisi della figura tradizionale e corporativa del giornalista che il giornale se lo fa da solo: il web ha rotto il suo monopolio nella comunicazione di informazioni e di opinioni. Mentre i media tradizionali faticano a dialogare con le loro community, il manifesto ha su questo terreno un primato quarantennale a cui riallacciarsi: la sua rete di collaboratori e sostenitori «scriventi». Il manifesto dovrà ripartire da una redazione centrale più piccola: ma grazie a questa sua rete neuronale, da responsabilizzare nella proprietà e nell’ideazione del giornale, potrà essere scritto meno a Roma e più all’esterno. Vediamo nella maggiore interazione con lettori e collaboratori il punto di partenza di un nuovo piano editoriale da elaborare insieme.
Unendoci nella proprietà condivisa del «manifesto», intendiamo assicurare la pubblicazione di un giornale:

  • che soddisfi il nostro bisogno di libera informazione e di qualità giornalistica, indagando le contraddizioni sociali e le lotte di classe, i conflitti tra gli umani e tra loro e l’ambiente, dando voce ai senza voce, opponendo il libero pensiero critico all’ideologia che presenta il capitalismo come «unico» possibile modello;
  • posseduto insieme da chi vi scrive e chi lo legge, autonomamente gestito dai redattori senza ubbidienze di partito, senza padroni, autonomo dai committenti di pubblicità;
  • egualitario nelle sue retribuzioni;
  • che solleciti a scrivere lettrici e lettori, a «fare il giornale» insieme ai redattori;
  • che collabori con altri media autogestiti e di sinistra, in Europa e nel mondo.

Al momento hanno aderito:
Paolo Dadini, Silvana Maurizi, Giacinto Cimino, Sergio Caserta, Maurizio Pulici, Rosanna Di Mauro, Rudi Ghedini, Leonarda Martino, Massimiliano Mita, Leonardo Tancredi (Bologna); Marco Ligas (Cagliari); Marcello Madau (Sassari); Giuliana Beltrame, Antonino Morvillo, Gianni Riccamboni, Bruno Maran, Rosa Maria Puca, Roberto Verdi (Padova); Lorenzo Carletti (Pietrasanta); Marino Magno (Avellino); Daniele Barbieri (Imola); Pippo Tadolini (Ravenna); Daniele Leardini; Daniella Ambrosino.
Invitiamo tutti i lettori, collaboratori, redattori e impiegati del «manifesto» a aderire sui siti www.ilmanifestobologna.it e www.manifestosardo.org.

Aiutaci a diffondere il giornalismo libero e indipendente.