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Il futuro del Manifesto: la proposta di statuto per la nuova cooperativa elaborata dal circolo di Bologna

Ecco la proposta di statuto (pdf, 169 kB) che il circolo del Manifesto di Bologna a inviato a Roma, al giornale, per contribuire al futuro del giornale. Dopo l’invio, Mauro Chiodarelli ha ricevuto questa risposta da Rossana Rossanda:

Caro compagno, ho ricevuto ieri la tua lettera e oggi il quadro dello statuto. Se vorrai potrai leggere quel che penso da tempo. Non è semplice. Per me l’essenziale è quale politica a medio termine si vuole perseguire. Spero che l’assemblea lo decida o almeno ne imposti la discussione. Grazie intanto a te e ai compagni di Bologna per quel che fate.

Venendo alla proposta di statuto, alla fine dopo un lungo articolato e faticoso lavoro, condotto con grande maestria culturale e politica da Guido Ambrosino e Giacinto Cimmino, il circolo di Bologna ha approvato la proposta di statuto di cooperativa di lettori, sostenitori e collaboratori, giornalisti e poligrafici, destinata a rilevare la testata del Manifesto, se sarà la volontà collettiva e condivisa di tutti coloro che parteciperanno a questa discussione.

Il testo allegato è il frutto della consulenza qualificata e volontaria di Roberto Genco di Coopfond (Legacoop), esperto di diritto societario che ci ha aiutati con generosa disponibilità, a costruire uno statuto che riuscisse a contemplare, nel rispetto delle leggi vigenti, una struttura coerente con la proprietà pluralistica e democratica, regolamentata secondo i sani principi dell’interesse mutualistico delle diverse categorie di soci che comporranno la base associativa della cooperativa.
In questi mesi, dopo il tempestoso inizio del progetto di salvataggio del giornale, tante compagne e compagni di tutti i circoli e della redazione si sono confrontati anche con opinioni molto diverse, sul futuro del giornale e sappiamo bene di essere “in mezzo al guado” ovvero tutt’altro che fuori dal rischio di un esito non positivo, tanti elementi ci fanno restare fortemente preoccupati per il futuro e non ci sembra che ci sia ancora sufficiente chiarezza.
Ora proponiamo questo testo che invieremo anche agli altri circoli affinché possa iniziare una discussione organizzata, costruttiva e pubblica sul progetto di riacquisto della testata, in una forma di proprietà collettiva. Auspichiamo che il collettivo prima di tutti, possa valutare questa proposta di statuto e di percorso e fornire il suo apporto qualificato alla discussione, ben consapevoli che raccogliere cospicui fondi per salvare il giornale, non sarà un’operazione ne semplice ne dall’esito scontato, motivo per cui stiamo lavorando con banca etica anche ad una gestione finanziaria garantita, ricevendo anche da questa struttura piena disponibilità e collaborazione.
Abbiamo con la modestia dei nostri mezzi, cercato d’interpretare e contenere nel testo, lo spirito originario che dette vita al Manifesto reinterpretandolo in un contenuto progettuale di tipo societario nuovo che ne salvaguardi e valorizzi l’essenza, nel rispetto dell’autonomia della gestione professionale del giornale che non rientra nell’oggetto e nemmeno ovviamente in alcuna delle attività della cooperativa, proprietaria della testata.
Inutile ribadire che non ha animato questo lavoro alcuna velleità egemonica o ancor più ridicolmente di tipo “padronale”, sarebbe veramente un’idiozia il solo pensarlo, solo il grande affetto e la paura di perdere questo prezioso giornale poteva animare lo sforzo compiuto da noi e da tanti e tanti altri compagni in italia e anche oltre.
Guido Ambrosino è stato l’anima di questo percorso, con una ferrea volontà di costruire una proposta condivisa, devo riconoscere che il suo apporto culturale e politico è stato veramente di grande spessore, tra l’altro lè proponente di una versione dello Statuto ancor più articolata che richiederà una discussione in sede di confronto di merito, per una serie di elementi che devono rientrare meglio nella nostra legislazione ma certamente di questo sarà egli stesso a parlare.
Speriamo di contribuire con questa proposta almeno in parte ad un dibattito proficuo e a decisioni conseguenti, la cultura cooperativa può essere, se autenticamente condivisa e ben gestita, un’opportunità importante per la ripresa del giornale, costituendo un “cemento” ideale tra i soci; noi siamo con voi pronti ad impegnarci, se decidete di andare avanti.

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