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Bologna, per un garante super partes dei detenuti

Fiore Silvestro Barbatodi Tommaso Franci
“Alla carica di Garante per i diritti delle persone private della libertà personale è preposto un cittadino italiano che, per comprovata competenza nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani, ovvero delle attività sociali negli Istituti di prevenzione e pena e nei Centri di servizio sociale e per esperienze acquisite nella tutela dei diritti, offra la massima garanzia di probità, indipendenza, obiettività, competenza e capacità di esercitare efficacemente le proprie funzioni”.
Così recita il primo punto dell’articolo 3 dello Statuto del garante dei detenuti del Comune di Bologna, approvato il 26 gennaio 2004 ed entrato in vigore il 7 febbraio dello stesso anno. Il Garante per i diritti dei detenuti deve quindi essere super partes, ma nel capoluogo emiliano questo requisito è spesso disatteso.

«Lo Statuto del Garante comunale dei detenuti, che fu scritto anche con la nostra consulenza, parla chiaro: il Garante deve essere persona terza, cioè colui che nella sua vita professionale non abbia avuto ruoli contrastanti con gli interessi dei cittadini privati della libertà personale. Ne consegue che non può essere né un ex Questore, né un ex Provveditore del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, né un giudice. Elisabetta Laganà ci risulta essere Giudice onorario presso il Tribunale di Sorveglianza, e consulente chiamato dallo stesso Tribunale dal 2005». È con queste motivazioni che, il 23 dicembre 2011 Papillon-Rebibbia onlus depositò davanti al Tar dell’Emilia-Romagna un ricorso contro la nomina di Laganà avvenuta il 24 ottobre, circa 2 mesi prima, da parte del Consiglio comunale.
In seguito il Tar diede ragione all’associazione Papillon – Rebibbia onlus ma, nel mese di luglio del 2012, il Comune di Bologna decise per la seconda volta di nominare Elisabetta Laganà come Garante dei detenuti. Ecco perché nei giorni scorsi la Papillon-Rebibbia onlus, stavolta assieme a Vito Totire, portavoce del Circolo Chico Mendes di Bologna, ha presentato un altro ricorso al Tar. Con motivazioni analoghe al primo.
Per leggere e scaricare il regolamento sul garante per i diritti delle persone private della libertà personale: file pdf (65,6 kB)

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