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Il biogas della discordia

È ovvio che sulle biomasse c’è un conflitto in atto. Non lo si ripeterà mai abbastanza, anche perché sembra che tutto avvenga a dispetto di tutto e di tutti per forza. Spieghiamo: il conflitto è tra cittadini del territorio della bassa bolognese da una parte (nella quasi totalità dei casi contrari) e costruttori del biogas dall’altra. In mezzo dovrebbero esserci le istituzioni a fare da arbitro dei giochi: Comune, Provincia o Regione.
Massimo Corsini

Dovrebbero, appunto. Le ragioni dell’opposizione dei molti comitati sono altrettanto note: in primis lo stravolgimento del mondo agricolo ed economico del territorio (la terra viene tolta a chi la coltiva per produrre rifiuti sostanzialmente) a vantaggio di pochi attuatori, inoltre non è ancora chiara la natura ecologica di molti impianti e i loro ipotetici effetti inquinanti.
A dimostrazione di come sia in corso una sorta di guerra fredda nelle campagne della bassa, a causa delle autorizzazioni delle centrali a biogas, basta guardare ai ricorsi al TAR. È stato fatto ricorso al tribunale regionale per due centrali a Mezzolara di Budrio, per la centrale di San Benedetto, frazione di San Pietro in Casale, e per quella di Amola, nel Comune di San Giovanni in Persiceto. Per molte altre ancora è comunque in atto una prova di forza tra cittadini e amministrazioni.
Tanto per fare un esempio venerdì scorso a Galliera è arrivata l’autorizzazione per la centrale della BG Galliera (la parte attuatrice), i cui proponenti sono gli stessi di Mezzolara di Budrio, dopo due anni di tira e molla in cui il comitato contro la centrale ha sempre chiesto al Comune di assumere posizione contraria e quest’ultimo tenendo continuamente una posizione ambigua: spalleggiando i cittadini di fronte agli esponenti del comitato, ma senza mai assumere una posizione netta nelle riunioni ufficiali in Provincia.
Maurizio Lodi, presidente della commissione di controllo sul procedimento di autorizzazione, ha commentato con amarezza: “Siamo venuti a conoscenza dell’autorizzazione dell’impianto da una banale e anonima visura dell’albo pretorio della Provincia. La storia di quest’autorizzazione, la presa di posizione della cittadinanza intera contraria a questa centrale non sostenibile per il territorio di Galliera, meritava una visibilità adeguata alla situazione, avremmo dovuto venire a conoscenza almeno con una comunicazione del nostro sindaco, che invece pochi giorni fa dichiarava di non avere ulteriori informazioni in merito”.
Come se non bastasse, lunedì, presso la Provincia di Bologna si è tenuta la prima conferenza dei servizi a cui hanno partecipato i sindaci di San Pietro in Casale e Malalbergo relativa alla centrale a biomassa presentata da Agroenergy Park Srl, gruppo Sfir, nell’area ex zuccherifico Eridania al confine tra i comuni di San Pietro in Casale e Malalbero. È stato presentato il progetto per una centrale a biomasse, ma Sfir ha già annunciato che dopo quest’ultimo arriveranno altri tre progetti: un’altra centrale a biogas, una a cippato (legno sostanzialmente) e un’altra per il biometano.
Quel che è accaduto lunedì mattina in conferenza dei servizi è abbastanza singolare. Il sindaco di San Pietro, Roberto Brunelli, dopo aver proclamato solennemente la sua contrarietà all’impianto ha abbandonato la riunione, quasi in segno di vivace protesta, senza però appuntare le dovute osservazioni sui punti critici dell’approvazione di un tale impianto. Verrebbe da dire: proprio lui che sul suo territorio di centrali ne ha autorizzate ben tre e che con i nuovi progetti diventerebbero sette.
Contrariamente, il primo cittadino di Malalbergo, Massimigliano Vogli, ha presenziato a tutte le quattro ore della conferenza esponendo le proprie criticità. Interessante notare che quattro esponenti del Pd di Malalbergo sono entrati con il sindaco, ma sono stati immediatamente allontanati (sotto minaccia di chiamare le forze dell’ordine in caso contrario) dalla responsabile dell’ufficio tecnico della Provincia, Valentina Beltrame.
Riassumendo: a San Pietro il sindaco sembra essere contro, la Provincia non si sa. A Galliera dopo due anni in cui non si è riuscito a capire se il primo cittadino era contro o a favore, il sindaco Teresa Vergnana si è detta d’accordo e la Provincia, ovviamente, sembra esserlo sempre stata. E a Mezzolara di Budrio, dove è in atto un ricorso al Tar, il neo sindaco poco prima di essere eletto si diceva praticamente contrario all’impianto.
“Queste non sono le biomasse che vogliamo noi”, affermò, ma indirettamente l’amministrazione comunale partecipa attraverso la Fondazione Benni alla divisione degli utili con quasi il quaranta per cento. Nel frattempo campi di mais e di sorgo dominano completamente il panorama della campagna bolognese preannunciando un importante indebolimento agricolo ed economico della bassa bolognese.

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