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Il Comune pronto a liquidare Atc

Una bozza di delibera del Comune mette nero su bianco l’inevitabilità della liquidazione di Atc S.p.a. Una conferma di quanto scritto in precedenza da ilmanifestobologna.it, ma soprattutto una tegola sulle teste dei 128 lavoratori di Atc Sosta, da mesi in balia di una politica incapace di spendere una parola di chiarezza sul loro destino. L’articolo di Claudio Magliulo

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E prima, molto prima di quanto te lo aspetti, arriva la delibera.

Si tratta di una bozza, già pronta per l’approvazione, in cui il Comune di Bologna progetta la liquidazione di Atc S.p.a. Sette pagine, fitte di richiami, specificazioni, che si concludono confermando “l’indirizzo per lo scioglimento e liquidazione di ATC s.p.a. a seguito dell’intervenuta cessione del ramo di azienda al nuovo affidatario della gestione dei servizi (Tper, ndr)”. Il testo integrale è qui.

Solo pochi giorni fa ci siamo occupati con una inchiesta in due parti dei misteri dell’ultimo bilancio di Atc e dei rischi ai quali la società è stata esposta da un’operazione di scissione/fusione che ha portato alla nascita di Tper, ma ha lasciato pochi spiccioli nelle casse di Atc. Scrivevamo che non era difficile ipotizzare una prossima liquidazione o il fallimento.

Ora ci siamo. Nella bozza di delibera di cui ilmanifestobologna.it è venuto in possesso, il Comune precisa che si rende “urgente procedere all’indizione della procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento dei servizi di cui trattasi in quanto ciò consentirà lo scioglimento e la liquidazione di ATC s.p.a.”. Non si sa quando questa bozza diventerà una delibera a tutti gli effetti, molto presto a giudicare dai richiami all’urgenza contenuti in tutto il documento.

I servizi di cui parla la delibera sono elencati più avanti, e comprendono una vasta gamma di funzioni fino a pochi mesi fa svolte da Atc.

“1.Gestione della sosta regolamentata su strada, installazione e manutenzione della segnaletica stradale e dei dispositivi tecnologici e apparecchiature di pagamento a servizio della stessa, nonché alla connessa attività di controllo e sanzionatoria ai sensi della Legge 127/97;
2.Gestione della sosta a pagamento in strutture adibite all’uso di parcheggio (vedi elenco nell’allegato 1 al presente atto);
3.Gestione completa del servizio di rilascio dei contrassegni per l’accesso e la sosta nella ZTL e nelle aree regolamentate dal Piano sosta;
4.Installazione e manutenzione di pannelli a messaggio variabile di indirizzamento ai parcheggi e di infomobilità;
5.Gestione del servizio di car sharing;
6. Gestione di servizi di mobilita ciclabile (servizio di bike sharing denominato “C’Entro in Bici”, sistemi di marchiatura, installazione rastrelliere su suolo pubblico, altre attività di promozione)”.

Perché questi servizi non possono più essere garantiti da Atc?

La risposta sta nella legge Bassanini, che assegna ai Comuni il diritto di affidare il controllo della sosta a “dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione”. Nel comma successivo si precisa che queste stesse funzioni possono essere svolte da “personale  ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone”. E’ sulla base di quest’ultimo comma che Atc ha potuto svolgere tutte le funzioni relative all’accertamento della sosta, in quanto azienda di trasporto pubblico locale. Ora Atc non lo è più, avendo trasferito tutto il settore Trasporto a Tper, e dunque i dipendenti di Atc non possono più garantire l’accertamento della sosta al di fuori delle strisce blu (le “aree oggetto di concessione” di cui parla la legge).

Dal 1° febbraio, quindi, il servizio Sosta si è frammentato in molte parti diverse. Uno spezzatino generato proprio dall’operazione di scissione/fusione di Tper. Nella delibera si legge però che “la complessità della gestione delle politiche di mobilita previste dal vigente Piano Generale del Traffico Urbano e fra loro strettamente interrelate rende necessaria concentrare in un unico soggetto attività complesse e decisive per il funzionamento di molti servizi, tutte strettamente correlate con l’attività principale tanto che in alcuni casi risultano praticamente inscindibili”.

Domanda: non sarebbe stato più semplice portare anche il settore Sosta di Atc dentro Tper, salvaguardando contemporaneamente 128 lavoratori?

Per queste ragioni i sindacati sono sul piede di guerra, anche se non hanno ancora formulato una strategia di rivendicazione.

Di certo l’uscita di questo documento da Palazzo d’Accursio mette in difficoltà il Comune, che ha promesso fino all’altroieri che Atc sarebbe stata salvaguardata e con essa i posti di lavoro. Ma imbarazza anche i sindacalisti che hanno firmato gli accordi connessi all’operazione di scissione/fusione, apparentemente senza accorgersi della mela avvelenata nascosta tra le pieghe del burocratese. Per i prossimi giorni si annunciano mobilitazioni, ma le chance di salvare Atc Sosta, a questo punto, sono scarse.

Claudio Magliulo

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