Come ho detto durante la presentazione dell’incontro sulle destre dell’ultima Manifesta, credo che la MiR sia un’associazione necessaria alla città, non ortodossa, capace di creare dibattito denso, ma che resta prevalentemente inascoltata dalla sinistra istituzionale.
Durante la serata una signora mi ha fatto i complimenti per il dibattito (oggettivamente andato benino) e ha detto che viene alle nostre iniziative perché il livello è sempre molto alto.
Indubbiamente anche ieri c’erano molte teste forse troppo bianche ma pensanti. Non basta?
Forse no!
Ma è quello che riusciamo a fare meglio.
E io partirei da qui.
Pochi eventi mirati e solo quando sono palesi le forze in campo (la realtà è che non tutti possono essere sempre disponibili).
Si potrebbero raccogliere le proposte che arrivano per trimestre ed elencarle in un sondaggio WhatsApp (tipo programma campo largo). A quel punto si propone un «Sei disposto a impegnarti per…?». Quando si raggiunge la quota di almeno tre o quattro soci «disposti a», si parte e si stabilisce il programma.
Sugli obiettivi, io ne propongo tre:
- MUNICIPALISMO SOCIALISTA
- MONDO MULTIPOLARE E SINISTRA
- LAVORO, SCUOLA E SANITÀ
1. In vista delle elezioni comunali dell’anno prossimo, dovremmo essere il centro del confronto a sinistra. Sono molto d’accordo sull’invitare sindaci europei outsider e palesemente comunisti, come quelli di Dresda e di Molfetta, per coniugare i loro programmi con le migliori esperienze del passato. Sarebbe opportuno confrontare la Bologna dei centri decisionali decentrati – capaci di studiare la composizione sociale della città – della giunta Zangheri (Bologna la Rossa, ed. Feltrinelli) con i processi decisionali verticistici delle giunte attuali, senza affossarne i meriti in maniera preconcetta. Bologna resta la città in Italia che investe di più per i servizi integrati.
2. Stanare la sinistra sull’idea di mondo (oggi troppo atlantista) e sul suo reale anticapitalismo. La realpolitik occidentale ha partorito mostri. È ora di mostrare un’idea alternativa di mondo. Guardando a est e a sud senza la paura di estendere il nostro illuminismo incompiuto e senza aver paura di criticare l’opera dell’industria culturale e del capitalismo avanzato che fagocita ogni forma di dissenso.
3. Lavoro: in ER non è possibile assistere all’aziendalizzazione del cooperativismo. Dovremmo puntare piuttosto sulla cooperativizzazione delle aziende. Focus sul mutualismo dal basso in Italia.
Promuovere un upgrade sindacale sui diritti per i lavoratori meno garantiti (migranti e lavoratori della logistica) e uno economico capace di individuare le reali responsabilità delle crisi, promuovendo il mutualismo possibile (esperienza Imprese Recuperate).
Scuola: pubblica e inclusiva davvero, senza cedere a operazioni di marketing (calendario scolastico adattato alle esigenze degli operatori turistici – aperture pomeridiane spot senza concedere il tempo pieno – numero di alunni per classe – difesa degli educatori come valore aggiunto, che andrebbero internalizzati e/o assunti con contratti d’appalto garantiti e controllati). No ai finanziamenti alle scuole private.
Sanità: ridurre la delega alle strutture private, valorizzare il decentramento che già è in atto.
Un abbraccio