Un presidio al centro della montagna per mettere la montagna al centro delle politiche pubbliche e del dibattito culturale. Parte ufficialmente domani l’avventura della foresteria e centro culturale Le Cottede, all’interno dell’omonimo ex vivaio forestale alle pendici del monte Tavianella, al confine fra l’Appennino Bolognese e Pratese. L’inaugurazione è in programma alle 10.45 con i saluti istituzionali del sindaco Tommaso Tarabusi e del presidente dell’Ente Parchi Tiberio Rabboni. Per tutta la giornata sono in programma passeggiate esplorative nell’area boschiva attorno alla struttura, laboratori per adulti e bambini, buffet per i visitatori e, alle 18, un aperitivo e un concerto della ’Jug Band dalle Colline Metallifere’.
Dato lo spazio limitato per i parcheggi, i visitatori sono invitati a lasciare l’auto sulla strada provinciale per Montepiano e a raggiungere la foresteria a piedi, in bicicletta o con l’apposito servizio navetta che funzionerà negli orari 10-11, 15-16 e 19-20. “Il nostro progetto è di realizzare un centro culturale della montagna – spiega Andrea Chilorio (nella foto con il presidente Riccardo Franchini) , segretario del collettivo Boschilla, che si è aggiudicato l’avviso pubblico per gestire per 5 anni il complesso –. Abbiamo in programma eventi come presentazioni di libri, proiezioni, incontri formativi, divulgazione e incontri. Fino a ottobre è già prevista la presenza di alcuni gruppi organizzati per iniziative specifiche, poi ci prenderemo una pausa invernale per completare la sistemazione della struttura”.
La foresteria dispone infatti di 16 posti letto in camerata, previsti come posto tappa dell’Alta Via dei Parchi, ma il progetto di Boschilla prevede di allargare l’orizzonte alla cultura di montagna a 360°. Il primo esempio di questa filosofia è rappresentato dal seminario di orientamento naturale tenuto da Franco Michieli, il 12 e 13 settembre, che ha già esaurito i posti a disposizione. Franco Michieli è uno dei personaggi più originali del panorama italiano in tema di terre alte: geografo, alpinista ed esploratore, dalla fine degli anni ’90 attraversa a piedi i territori più selvaggi d’Europa senza Gps, mappe, bussola e orologio, orientandosi unicamente con gli elementi della natura. Nel corso del seminario metterà la sua esperienza a disposizione dei partecipanti, fra lezioni teoriche ed escursioni sul campo, per insegnare come ritrovare il rapporto diretto con l’ambiente e rompere la dipendenza dai presidi tecnologici ormai onnipresenti anche nelle discipline d’avventura.
Questo articolo è stato pubblicato su Il Resto del Carlino il 29 agosto 2026