“Casa per casa, strada per strada”, il NO può vincere

di Sergio Caserta /
23 Gennaio 2026 /

Condividi su

La prossima scadenza referendaria rappresenta un evento fondamentale per il futuro della democrazia in Italia. 

Il progetto contro-riformatore del governo Meloni ha messo nel mirino un caposaldo dell’assetto costituzionale, l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Si vuole ridimensionare fino ad annullare l’indipendenza e l’autonomia della magistratura, l’organo fondamentale di controllo di legalità e di rispetto dei diritti, alla base della nostra – come di ogni – democrazia liberale, fondata sulla Costituzione, adottata dalla Repubblica sorta dalla caduta del fascismo e dalla tragica sconfitta nella Seconda guerra mondiale. 

Questo progetto, imposto al Parlamento manu militari, che l’ha approvato senza alcuna possibilità di modifica, secondo gli intendimenti della maggioranza, passerà liscio come l’olio al referendum, che dovrebbe svolgersi secondo quanto deciso in fretta e furia, il 22/23 marzo, al fine di impedire ai sostenitori del NO di svolgere un’adeguata opera di informazione sulle ragioni per cui questo progetto è da respingere.  

Il ricorso al TAR del lazio, intentato da quindici cittadini, con la richiesta di annullamento della delibera del governo di fissazione della data del referendum, la modifica del quesito e la definizione di tempi più adeguati alla campagna referendaria, secondo quanto previsto dalle norme e dalla prassi costituzionale, si discuterà e definirà il prossimo 27 gennaio.     

Nel frattempo sono state raggiunte le cinquecentomila firme richieste per l’indizione del referendum oppositivo, un segnale significativo di volontà popolare.   

È auspicabile un responso coerente del tribunale amministrativo, ma in ogni caso, qualunque sia la data del referendum, si dovrà svolgere una campagna d’informazione estesa e capillare per contrastare i potenti mezzi di propaganda del governo. 

Il No può contare su una platea di voti potenziali rilevante e perfino superiore a quella della maggioranza che sostiene il SI. Come evidenziano le tabelle qui allegate, perfino alle elezioni politiche vinte dalla destra, il centrosinistra unito avrebbe conseguito un numero di voti solo leggermente inferiore.  

Ai referendum sul jobs act e sulla cittadinanza, nonostante il boicottaggio astensionista della maggioranza e del governo che ha impedito il raggiungimento del quorum, sono andate a votare molte più persone di quelle attribuite alla CGIL e al centrosinistra. 

Elezioni politiche 2022 

Percentuali di votanti 63.9% 

voti c. destra   12.305.014 43% 

Voti c. sinistra 11.675.590 41% 

Referendum job act 2025 

Percentuali votanti 30.6% 

Voti al SI   13.032.443 87% 

Voti al NO   1.850.524 12% 

Ora, però, si tratta di un quesito molto diverso che investe una materia complessa quale la definizione di una funzione fondamentale dello Stato e dell’equilibrio tra i poteri, messo in discussione attraverso la lesione grave dell’indipendenza e l’autonomia dei magistrati.  

Esso va spiegato ed occorrerà una fortissima mobilitazione. Non è la stessa cosa che raccogliere le adesioni on line.  

Le persone dovranno alzarsi quella mattina e recarsi alle urne. Per questo i comitati che si stanno formando in tutt’Italia dovranno impegnarsi molto nell’azione di informazione di persona nel territorio, in tutti i luoghi in cui è possibile incontrare e discutere con elettori ed elettrici.  

La partecipazione numerosa e la forte motivazione che registriamo ai dibattiti sono segnali incoraggianti ma non bastano. È necessario che ognuno parli con parenti, amici e amiche, colleghi e colleghe. Un lavoro che dovrà essere veramente capillare se vogliamo vincere questa cruciale sfida in difesa della nostra democrazia. 

Casa per casa, strada per strada” avrebbe detto un grande italiano, Enrico Berlinguer, che pronunciò queste parole dal palco di Padova nel suo ultimo comizio. Meditate gente. 

Questo articolo è stato pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 23 gennaio 2026

Articoli correlati